Morte sul lavoro nel Nuorese, Fracassi (FLC CGIL)
"Cultura della sicurezza nasca nelle scuole e pretenda controlli veri e tutele in ogni luogo di lavoro"
La FLC CGIL esprime profondo dolore, cordoglio e sdegno di fronte alla drammatica notizia della scomparsa di Fabrizio Pittalis, il giovane di soli 18 anni rimasto vittima stamane di un tragico incidente sul lavoro all'interno di un impianto di trattamento dei rifiuti nel Nuorese.
“Esprimiamo la più sentita e affettuosa vicinanza alla famiglia di Fabrizio, ai suoi cari, all'intera comunità di Orotelli, oltre che ai compagni di classe, ai docenti e a tutto il personale dell'Istituto d'Istruzione Superiore "Don Deodato Meloni" di Oristano, dove Fabrizio studiava all'indirizzo Agrario e viveva in convitto - dichiara la segretaria generale FLC CGIL Gianna Fracassi- un ragazzo ricordato da tutti come "d'oro", tra gli studenti migliori, che a diciotto anni avrebbe dovuto pensare agli studi, alle vacanze e al proprio futuro, non certo a perdere la vita. Ci stringiamo alla famiglia di Fabrizio e a tutta la sua scuola per una perdita sconvolgente, ingiusta e inaccettabile. Non è tollerabile né concepibile che un ragazzo di diciotto anni trovi la morte sul posto di lavoro.
In attesa che le autorità e la magistratura facciano piena luce sulla dinamica e accertino le esatte responsabilità, poniamo con forza una domanda alle istituzioni, alle imprese e al territorio: quali misure di prevenzione, quale formazione e quale sorveglianza accompagnano un giovane quando muove i primi passi in un ambiente lavorativo? Continuiamo a contare morti che non sono mai fatalità, ma il drammatico risultato di un sistema che scarica sui più giovani e fragili i costi e i rischi della produzione.
Morire di lavoro nel 2026 è una sconfitta collettiva. La tutela della vita e della salute non può ridursi a un mero adempimento formale né rimanere un capitolo marginale. Serve un cambio di passo radicale: la sicurezza si costruisce attraverso investimenti concreti, risorse stabili, il rafforzamento degli organi ispettivi, ma soprattutto a partire dal percorso educativo.
Come sindacato della scuola, dell'università, della ricerca e della formazione - continua Fracassi- ribadiamo che la cultura della prevenzione deve diventare un pilastro fondamentale dell'istruzione di ogni ragazza e ragazzo, affinché la conoscenza dei propri diritti preceda e accompagni l'ingresso nel mercato del lavoro. Servono controlli reali e il diritto alla salute deve essere garantito ed esigibile ovunque, dalla grande impresa al piccolo impianto di provincia. Non ci fermeremo finché la sicurezza non sarà riconosciuta e garantita come diritto primario ed inalienabile di ogni lavoratore”.