Napoli, 14 aprile 1981 – Commemorazione di Giuseppe Salvia, vittima della Camorra

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende promuovere un rinnovato impegno educativo, fondato su un approccio metodologico che superi le forme tradizionali della commemorazione

A cura di Redazione Redazione
13 aprile 2026 10:27
Napoli, 14 aprile 1981 – Commemorazione di Giuseppe Salvia, vittima della Camorra -
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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende oggi rendere omaggio alla memoria di Giuseppe Salvia, uomo di elevato profilo morale, padre di famiglia e servitore dello Stato, vicedirettore e responsabile del reparto di massima sicurezza della casa circondariale di Poggioreale a Napoli. Egli pagò con la vita, a soli 38 anni, la sua incrollabile dedizione al dovere e la ferma volontà di far rispettare il regolamento penitenziario, al fine di garantire legalità, giustizia e dignità all’interno dell’istituzione carceraria.

Erano gli anni segnati dalle violente contrapposizioni tra le organizzazioni della Camorra, impegnate nel controllo del territorio campano e dello stesso carcere partenopeo, nel quale erano detenuti numerosi esponenti della criminalità organizzata.

Il 7 novembre 1980 Salvia si trovò a fronteggiare direttamente Raffaele Cutolo, capo della Nuova Camorra Organizzata, il quale si rifiutò di sottoporsi alla perquisizione prevista dal regolamento penitenziario, ritenendo che ciò ne avrebbe compromesso l’autorità agli occhi degli altri detenuti. In un clima di forte tensione, gli agenti di polizia penitenziaria si rivolsero a Salvia, il quale, con senso dello Stato e profondo rispetto delle istituzioni, rifiutò ogni forma di compromesso, riaffermando il principio dell’uguaglianza di tutti dinanzi alla legge.

A tale ferma posizione fece seguito una reazione violenta da parte di Cutolo, che tentò di aggredire Salvia, maturando nei suoi confronti un proposito di vendetta. Consapevole del pericolo, Salvia richiese il trasferimento, che tuttavia non fu disposto in tempo utile. Il 14 aprile 1981, Martedì Santo, Giuseppe Salvia venne barbaramente assassinato mentre faceva ritorno alla propria abitazione. Lungo la Tangenziale di Napoli, all’altezza dello svincolo dell’Arenella, fu affiancato dai sicari Mario Incarnato e Carmine Argentano, che eseguirono l’omicidio su mandato di Cutolo, al fine di riaffermare il controllo criminale all’interno della casa circondariale di Poggioreale. Furono sei i soggetti ritenuti responsabili del delitto; Cutolo fu condannato all’ergastolo quale mandante.

Alla tragica vicenda è stato dedicato anche il volume “La vendetta del boss. L’omicidio di Giuseppe Salvia”, inchiesta di Antonio Mattone, presentata presso il Castello Mediceo di Ottaviano, bene confiscato alla criminalità organizzata, nell’ambito delle attività promosse dalla Fondazione Polis della Regione Campania.

La memoria di Giuseppe Salvia costituisce un patrimonio etico e civile che non può e non deve essere disperso. È compito delle istituzioni scolastiche e della comunità educante trasmettere alle nuove generazioni il valore del suo esempio, fondato su integrità, coraggio e senso del dovere, affinché esso continui a rappresentare un riferimento saldo nella formazione della coscienza civica.

In tale prospettiva, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende promuovere un rinnovato impegno educativo, fondato su un approccio metodologico che superi le forme tradizionali della commemorazione, spesso limitate a momenti celebrativi o a una trasmissione meramente nozionistica. Si propone, pertanto, l’attivazione di percorsi didattici volti a rendere la memoria occasione di consapevolezza critica e partecipazione attiva, attraverso processi di rielaborazione personale, riflessione guidata e confronto sui principi fondamentali della legalità e della giustizia.

Tale orientamento educativo, in linea con le più avanzate esperienze formative ma caratterizzato da una specifica attenzione alla dimensione etica e decisionale, mira a favorire negli studenti una piena interiorizzazione dei valori costituzionali, ponendo in relazione il sacrificio di figure come Giuseppe Salvia con le responsabilità individuali e collettive del presente. In questo modo, la memoria si configura non come mera rievocazione del passato, ma come strumento vivo di formazione e presidio di democrazia.

Prof.ssa Giovanna De Lucia Lumeno

CNDDU

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