Pensione a 70 anni e assegno da fame per docenti e Ata. Pacifico: riconoscere burnout e riscatto laurea gratis

Anief: con la riforma attuale si va in pensione a 70 anni con assegno poco sopra la sociale. Pacifico chiede burnout, pensione a 60 anni e riscatto laurea gratuito. 10 miliardi dal tesoretto INPS.

11 ottobre 2026 16:13
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Con l'innalzamento continuo dell'aspettativa di vita contributiva, il sistema previdenziale sta di fatto condannando il personale della scuola a lasciare il lavoro a 70 anni, dopo 35-40 anni di servizio in cattedra e nei corridoi. Il paradosso denunciato da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, è che a un'uscita così tardiva corrisponde un assegno di quiescenza poco più alto di quello sociale, quasi una beffa dopo una vita di lavoro.

"Con l'innalzamento dell'aspettativa di vita, si sta andando verso un sistema che manda in pensione i dipendenti a 70 anni, quasi sempre dopo 35-40 anni di lavoro: vedersi assegnare una pensione poco sopra la sociale è tuttavia impensabile. Preso atto che la riforma previdenziale in vigore danneggia economicamente molto i dipendenti, almeno diamo la possibilità di mandare prima in pensione chi svolge professioni stressanti e a rischio burnout: non ci si può ritrovare, per colpa dello Stato, contemporaneamente anziani, con un assegno di quiescenza spaventosamente basso e pure malati".

Lo dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, rilanciando la proposta di un Osservatorio nazionale sul burnout tra insegnanti e personale ATA e la richiesta di riscatto gratuito degli anni di laurea.

Riscatto laurea da 60-70 mila euro: "È una follia"

"Spendere anche oltre 60-70 mila euro per vedersi riconosciuto il titolo accademico tra i contributi utili al pensionamento è follia. Perché studiare se il riscatto della laurea è così oneroso e con questo titolo si guadagna e si va in pensione poi alla fine come se si avesse un diploma? Il riscatto della laurea, continuiamo a sostenerlo, dovrebbe essere gratuito".

"Ancora di più perché il bilancio INPS non tutela gli interessi dei dipendenti pubblici: lo Stato, infatti, non paga i contributi (figurativi) dei lavoratori statali e poi spende soldi per la spesa sociale, attivando ad esempio la Naspi, che è un diritto comunque importante perché va a coprire i periodi di disoccupazione. La verità è che chi lavora a scuola e ha decenni di contributi deve andare a pensione a 60 anni", conclude Pacifico.

Il tesoretto INPS da 40 miliardi e la proposta Anief

Anief ricorda che l'Inps detiene oltre 40 miliardi di risparmi per la salvaguardia della salute dei lavoratori: il sindacato chiede di utilizzarne 10 miliardi per permettere al personale scolastico vittima di burnout di lasciare il lavoro, superati i 60 anni, senza tagli o penalizzazioni sull'assegno pensionistico.

Altre richieste:

  • Separare la spesa sociale dal bilancio INPS per il pagamento degli assegni;

  • Portare il tema del burnout nella parte normativa del CCNL 2025-2027, riconoscendo lo stress da lavoro correlato come malattia professionale;

Se il lavoro è usurante, come previsto dalla proposta di legge Bucalo sul doppio canale di reclutamento con immissione in ruolo da GPS, l'uscita anticipata diventa un diritto.

Lo studio UE: gli insegnanti sono i più a rischio

Il sindacato cita infine lo studio dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA): "Gli ambienti di lavoro dei professionisti dell'insegnamento differiscono significativamente da quelli degli uffici, del settore sanitario e dei servizi e degli ambienti di lavoro industriali", con una mancata tutela della salute mentale dei docenti.

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