Personale ATA in Sardegna
Solo il 35,6% dei posti disponibili va al ruolo: 759 restano fuori dalle stabilizzazioni
Sono 1.178 i posti disponibili per il personale ATA in Sardegna nell’anno scolastico 2026/2027, ma le immissioni in ruolo autorizzate sono appena 419. La copertura si ferma così al 35,6%, mentre 759 posti, pari al 64,4% delle disponibilità complessive, restano fuori dalla stabilizzazione. ANIEF Sardegna: “Così il precariato diventa strutturale”.
Il quadro tracciato da ANIEF Sardegna mette in evidenza una distanza significativa tra i posti disponibili e quelli destinati alle assunzioni a tempo indeterminato. A fronte di 1.178 disponibilità, infatti, sono previste 419 immissioni in ruolo, appena il 35,6% del totale. Restano quindi 759 posti non coperti attraverso il ruolo.
Il dato arriva, sottolinea il sindacato, poche settimane dopo la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea che ha affrontato proprio la questione della prevenzione dell’abuso dei contratti a termine per il personale ATA.
I dati delle immissioni in ruolo ATA in Sardegna
Profilo | Disponibilità | Immissioni in ruolo | Copertura | Posti fuori dal ruolo |
Funzionari EQ - ex DSGA | 26 | 19 | 73,1% | 7 |
Assistenti amministrativi | 257 | 81 | 31,5% | 176 |
Assistenti tecnici | 136 | 31 | 22,8% | 105 |
Collaboratori scolastici | 719 | 283 | 39,4% | 436 |
Operatori servizi agrari | 17 | 1 | 5,9% | 16 |
Guardarobieri | 6 | 1 | 16,7% | 5 |
Cuochi | 14 | 2 | 14,3% | 12 |
Infermieri | 3 | 1 | 33,3% | 2 |
Totale | 1.178 | 419 | 35,6% | 759 |
Elaborazione sui dati riportati nel comunicato ANIEF Sardegna; la colonna “Posti fuori dal ruolo” deriva dalla differenza tra disponibilità e immissioni.
Collaboratori scolastici: 436 posti fuori dalle assunzioni
Il divario maggiore in termini assoluti riguarda i collaboratori scolastici. Le disponibilità sono 719, mentre le immissioni in ruolo previste sono 283, con una copertura del 39,4%. Restano dunque 436 posti non trasformati in assunzioni a tempo indeterminato.
Per gli assistenti amministrativi, invece, si contano 257 disponibilità e 81 immissioni in ruolo: la copertura è del 31,5%, con 176 posti fuori dal contingente.
Ancora più bassa la percentuale relativa agli assistenti tecnici: su 136 disponibilità sono previste soltanto 31 immissioni, pari al 22,8%. In questo caso rimangono fuori 105 posti.
I tre profili principali – collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e assistenti tecnici – concentrano quindi complessivamente 717 posti disponibili non coperti attraverso l’immissione in ruolo.
ANIEF: “È il paradosso del precariato”
Il sindacato precisa che disponibilità dei posti e contingente autorizzato per le immissioni in ruolo non sono giuridicamente la stessa cosa. Sulla determinazione del contingente incidono infatti procedure di reclutamento, vincoli normativi, mobilità, graduatorie e altri criteri.
ANIEF pone però una questione: se l’Amministrazione individua 1.178 posti disponibili, quelle esigenze di personale sono presenti nel sistema scolastico regionale. Da qui la domanda contenuta nel comunicato: “Perché un posto viene considerato necessario per il funzionamento della scuola, ma non sufficientemente stabile per garantire a chi lo occupa una prospettiva di assunzione a tempo indeterminato?”
La sentenza della Corte di giustizia UE sul personale ATA
A rendere ancora più rilevante la questione, secondo ANIEF, è la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 13 maggio 2026, causa C-155/25, Commissione europea contro Italia.
Come riportato nel comunicato, la Corte ha stabilito che l’Italia, non avendo adottato misure volte a prevenire l’utilizzo abusivo di contratti successivi a tempo determinato per il personale ATA delle istituzioni scolastiche statali, ha violato gli obblighi derivanti dalla clausola 5 dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato. La pronuncia riguarda espressamente il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
I profili con le percentuali di copertura più basse
Il problema emerge anche nei profili numericamente più piccoli. Per gli operatori dei servizi agrari sono previste 17 disponibilità e una sola immissione, con una copertura del 5,9%. I guardarobieri passano da 6 disponibilità a una immissione, pari al 16,7%, mentre per i cuochi le immissioni sono 2 su 14 disponibilità, il 14,3%. Per gli infermieri è prevista una immissione su 3 posti disponibili, pari al 33,3%.
ANIEF precisa che, trattandosi di numeri assoluti più contenuti, non è corretto attribuire a queste percentuali lo stesso peso statistico dei dati relativi a collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e assistenti tecnici. Resta però la differenza tra le disponibilità individuate e le immissioni autorizzate.
Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano: una questione regionale
Secondo il comunicato, il fenomeno non riguarda una singola provincia. Il prospetto indicativo distribuisce infatti le disponibilità tra Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, mostrando una sostanziale uniformità nel rapporto tra disponibilità e immissioni per i principali profili.
Per ANIEF, quindi, la questione non può essere spiegata soltanto attraverso differenti situazioni territoriali, ma richiede una riflessione sulle modalità di programmazione del reclutamento ATA a livello nazionale.
“Non basta contare le assunzioni: bisogna contare i posti lasciati fuori”
Il punto centrale posto dal sindacato è proprio la lettura complessiva dei numeri: parlare delle 419 immissioni in ruolo è corretto, ma rappresenta soltanto una parte del quadro.
L’altra è costituita dai 759 posti disponibili che non vengono coperti attraverso il ruolo.
In sintesi: 1.178 posti disponibili, 419 immissioni in ruolo e 759 posti fuori dalla stabilizzazione. Il 35,6% delle disponibilità viene coperto con il ruolo, mentre il 64,4% resta fuori.
ANIEF Sardegna al MIM: trasformare il fabbisogno reale in stabilizzazioni
ANIEF Sardegna chiede infine al Ministero dell’Istruzione e del Merito di aprire una riflessione sul sistema di reclutamento del personale ATA. Il sindacato precisa che non è in discussione il valore delle 419 assunzioni autorizzate, considerate un passo importante verso la stabilità professionale, ma sostiene che questo numero non possa rappresentare il punto di arrivo.
“Se un posto è realmente necessario e disponibile, deve esistere una concreta prospettiva di stabilizzazione. Non è accettabile che la precarietà diventi la risposta ordinaria a esigenze di personale che la stessa Amministrazione riconosce come necessarie al funzionamento delle scuole”, si legge nel comunicato.
La richiesta al MIM è quindi quella di rivedere il rapporto tra disponibilità e contingenti di assunzione, valorizzando il fabbisogno effettivo e garantendo una reale politica di stabilizzazione del personale ATA.
“La scuola non può essere stabile se chi la fa funzionare rimane precario!”, conclude ANIEF Sardegna.