Prima infanzia, Paripasso crea 5 centri a misura di bambino

Dal 2022 il progetto di Stripes sperimenta in Italia spazi che integrano educazione, sanità e sociale contro la povertà educativa infantile.

12 ottobre 2026 18:12
Prima infanzia, Paripasso crea 5 centri a misura di bambino  -
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Portare i servizi più vicino alle famiglie, creare occasioni di incontro e costruire una rete capace di accompagnare bambini, bambine e genitori: è questo il cuore di PARIPASSO – Per crescere insieme, progetto che negli ultimi quattro anni ha sperimentato un nuovo modello di prossimità per la prima infanzia attraverso cinque HUB territoriali, realizzati a Desio, Valle Trompia, Roma, Castel Volturno e Bari.

Gli HUB PARIPASSO sono nati con un obiettivo preciso: rendere più semplice per le famiglie incontrare opportunità, servizi e professionalità diverse, con particolare attenzione a quelle che vivono condizioni di maggiore vulnerabilità o che più difficilmente entrano in contatto con i servizi tradizionali. Non un servizio aggiuntivo isolato, quindi, ma un punto di accesso e di connessione tra famiglie, territorio e rete dei servizi.

L’esperienza di quattro anni è stata raccontata e discussa sabato 10 ottobre, in occasione dell’evento conclusivo “Gli HUB: spazi sperimentali per sostenere un’idea di infanzia”, ospitato presso l’Auditorium Cascina Triulza di MIND Milano Innovation District e inserito nel programma del CultureLink Festival. L’incontro ha rappresentato un momento di restituzione del lavoro svolto nei cinque territori e di confronto sugli apprendimenti emersi dalla sperimentazione.

IL PROGETTO PARIPASSO parte da una domanda: "cosa succede quando un servizio per la prima infanzia esiste, ma una famiglia non riesce a raggiungerlo, non sa che esiste o non trova al suo interno una risposta ai propri bisogni?"

Per rispondere a questa sfida, il progetto ha scelto di lavorare sulla prossimità, sperimentando spazi facilmente accessibili e riconoscibili nei quali bambini, bambine e genitori potessero trovare diverse forme di sostegno. Gli HUB hanno ospitato attività educative, laboratori genitore-bambino, occasioni di socializzazione, consulenze individuali, incontri di gruppo, percorsi di sostegno alla genitorialità e orientamento ai servizi del territorio.

Le attività sono state adattate alle caratteristiche dei cinque territori, mantenendo però un elemento comune: la presenza di équipe multidisciplinari e la volontà di accompagnare le famiglie non soltanto attraverso singole attività, ma costruendo relazioni durature con loro e con la rete locale.

Il progetto, promosso da Stripes Cooperativa Sociale e selezionato da Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, è stato avviato nel luglio 2022 con l’obiettivo di rafforzare le opportunità rivolte alla prima infanzia, con particolare attenzione ai primi 1.000 giorni di vita.

"In questi quattro anni abbiamo imparato che la prossimità non si improvvisa: si costruisce, giorno dopo giorno, dentro le relazioni. Gli HUB PARIPASSO sono nati per andare incontro alle famiglie che i servizi faticano a raggiungere, e ci hanno restituito una consapevolezza preziosa: un bambino cresce bene quando attorno a lui educazione, sanità e sociale smettono di parlarsi a distanza e iniziano a lavorare insieme. Non è stato semplice. Mettere in rete soggetti diversi significa fare i conti con tempi e linguaggi professionali differenti, ma è proprio in quello sforzo di traduzione reciproca che abbiamo trovato la forza del modello. Oggi consegniamo ai territori non un format da replicare, ma un metodo: partire dai bisogni delle comunità e costruire risposte con loro, a misura di infanzia", dichiara Dafne Guida, pedagogista e Presidente di STRIPES Coop, capofila del progetto.

Una delle caratteristiche centrali della sperimentazione è stata la volontà di mettere in relazione servizi educativi, sociali e sanitari, enti locali, organizzazioni del Terzo settore e comunità territoriali.

Gli HUB sono stati infatti concepiti come luoghi di connessione: un genitore può arrivare per partecipare a un laboratorio, incontrare altri genitori, parlare con un educatore e, se necessario, essere orientato verso un altro servizio o una professionalità presente sul territorio.

In questo modo, il progetto ha cercato di rendere la rete dei servizi più leggibile e più vicina alle famiglie, soprattutto nei contesti in cui le condizioni economiche, sociali o culturali possono rendere più difficile l’accesso alle opportunità esistenti.

La sperimentazione ha inoltre permesso di adattare il modello ai diversi contesti locali: ciò che è stato realizzato nei cinque HUB non è stato infatti un programma identico replicato in ogni territorio, ma un insieme di interventi costruiti a partire dai bisogni e dalle risorse delle singole comunità.

Un altro elemento della sperimentazione ha riguardato gli spazi. Il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, partner del progetto, ha lavorato alla ricerca e alla progettazione partecipata degli HUB, coinvolgendo professionisti, famiglie e studenti.

Gli spazi sono stati allestiti all’interno di luoghi esistenti, spesso non progettati originariamente per finalità educative, attraverso setting flessibili e reversibili, capaci di modificarsi in funzione delle attività e delle esigenze delle comunità.

L’esperienza ha permesso di sperimentare come anche la progettazione degli ambienti possa contribuire a creare condizioni favorevoli all’accoglienza, alla partecipazione e alla relazione.

“Lo spazio dell’hub è allestito all’interno di luoghi esistenti, mediante l’impiego di setting flessibili, reversibili e indipendenti dall’involucro edilizio. - spiega Barbara Camocini, professoressa associata del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano – Esso può essere continuamente reinterpretato attraverso l’interazione creativa di cittadini, educatori e comunità, per generare un ambiente che favorisca la partecipazione, sostenga le relazioni e accompagni la costruzione di nuove pratiche educative. Tale approccio adattivo permette, inoltre, di attivare nuovi usi e sperimentazioni, implementabili nel tempo e capaci di valorizzare le specifiche vocazioni e le risorse dei luoghi nei quali gli Hub si insediano.”

Anche Mission Bambini ETS, partner tecnico del progetto, ha contribuito mettendo a disposizione competenze maturate nell’ambito della prima infanzia e del contrasto alla povertà educativa. Tra gli interventi realizzati, la Fondazione ha sviluppato una sezione dedicata a PARIPASSO all’interno della piattaforma Patapum, con risorse e contenuti per famiglie e operatori, ha supportato i partner attraverso attività di formazione sul fundraising e ha coordinato la comunicazione del progetto.

È proprio a partire da ciò che è stato sperimentato nei cinque HUB che l’evento del 10 ottobre a MIND Milano ha messo al centro una riflessione più ampia sul futuro dei servizi per la prima infanzia: come renderli più accessibili, come rafforzare la collaborazione tra soggetti diversi e come progettare spazi capaci di favorire non soltanto l’erogazione di attività, ma anche la costruzione di relazioni e comunità.

Sono intervenuti Dafne Guida, pedagogista e Presidente di STRIPES Coop; Susanna Mantovani, del Dipartimento di Scienze umane per la formazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca; Marco Rossi-Doria, Presidente di Impresa Sociale Con i Bambini; Barbara Camocini ed Elena Giunta, del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano. L’incontro è stato moderato da Matteo Brognoli, pedagogista, formatore e dottorando di ricerca in Scienze della Persona e della Formazione.

PARIPASSO – Per crescere insieme è stato realizzato da Stripes Cooperativa Sociale a livello nazionale insieme a Mission Bambini ETS, Associazione Pianoterra ETS, Cooperativa Fraternità Impronta Impresa Sociale SCS Onlus, Mama Happy Centro Servizi Famiglie Accoglienti, SARC, AFP Patronato San Vincenzo, Politecnico di Milano – Dipartimento di Design, Synergia Srl, Azienda Speciale Consortile “Consorzio Desio Brianza”, Comunità Montana Val Trompia e i Comuni di Bari, Castel Volturno e Desio.

Il progetto è stato selezionato da Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile. Il Fondo sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori.

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