Quando cambiano le regole, restano i sacrifici
Il percorso di una docente tra sacrifici, regole cambiate e aspettative disattese
Il percorso di una docente tra requisiti modificati, perdita di continuità e concorsi rimasti senza seguito: una riflessione sulle conseguenze professionali delle scelte compiute nel rispetto delle regole.
Alla cortese attenzione di chi ha il compito di valutare e comprendere i percorsi professionali dei docenti,
desidero raccontare una vicenda che non riguarda soltanto il mio percorso personale, ma il senso di smarrimento che può provare chi, per anni, ha cercato di costruire la propria carriera seguendo con scrupolo le regole indicate dall’Amministrazione.
Ho accettato una supplenza annuale perché, in quel momento, l’anno di servizio specifico rappresentava un requisito necessario per poter accedere al concorso relativo alla classe di concorso alla quale aspiravo. È stata una scelta impegnativa, che mi ha portato a rinunciare alla continuità di servizio maturata negli anni e ai relativi punteggi che oggi sarebbero stati fondamentali nel mio percorso professionale.
Ho affrontato questo sacrificio con convinzione, perché ritenevo che fosse il passaggio necessario per raggiungere il mio obiettivo. Successivamente, però, le modalità di accesso sono state modificate e quel requisito è venuto meno. Così mi sono ritrovata ad aver perso continuità, punteggio e stabilità senza che il motivo che aveva giustificato quelle rinunce fosse più richiesto.
A questo si aggiunge un’altra circostanza che ancora oggi lascia un senso di amarezza. Nel 2020 mi sono iscritta a un concorso per insegnanti relativo a un diverso ruolo, sostenendo regolarmente i costi previsti per la partecipazione e confidando nella possibilità di concorrere per quella opportunità professionale. A distanza di anni, quel concorso non ha mai avuto un reale seguito per quanto mi riguarda, lasciando sospese aspettative, investimenti economici e progettualità costruite con impegno e fiducia.
Nel corso degli anni ho sempre cercato di adeguarmi alle indicazioni fornite, di investire nella mia formazione e di seguire i percorsi richiesti. Tuttavia, ogni cambiamento normativo o procedurale ha finito per scaricare sui docenti il peso delle conseguenze, senza che venissero riconosciuti i sacrifici compiuti sulla base delle regole vigenti al momento delle scelte.
Non chiedo trattamenti di favore. Chiedo soltanto che si tenga conto delle situazioni di chi ha agito con correttezza, assumendosi oneri e rinunce nella convinzione di seguire un percorso legittimo e riconosciuto.
Dietro ogni punteggio, ogni graduatoria e ogni domanda di mobilità vi sono persone che hanno investito anni della propria vita nella scuola, spesso accettando sacrifici importanti per migliorare la propria professionalità. Quando le regole cambiano, le conseguenze non sono numeri: sono vite professionali che devono ricominciare, aspettative che vengono deluse e diritti che sembrano allontanarsi.
Con la speranza che queste esperienze possano essere ascoltate e comprese, porgo cordiali saluti.
Gilda Greco