Reclutamento dirigenti scolastici. La situazione si ingarbuglia e c’è chi invoca Vannacci
Dopo il 5 giugno tutto resta aperto. Le associazioni si dividono, i vincitori del riservato invocano Vannacci. Il tempo dirà.
C'è un modo per misurare lo stato di salute di un sistema amministrativo ed è osservare cosa produce un incontro convocato per fare chiarezza. Il 5 giugno al MIM si è tenuta l'informativa sulle assunzioni dei dirigenti scolastici per l'anno scolastico 2026/2027. All'ordine del giorno: mobilità interregionale, contingenti assunzionali, criteri di attribuzione degli incarichi. All'uscita, stando ai comunicati delle organizzazioni presenti, la situazione è più complicata di prima.
Il Capo Dipartimento Carmela Palumbo ha dovuto precisare che l'incontro era convocato sulla mobilità, presupposto necessario per qualunque calcolo successivo, e che solo dopo la sua conclusione sarà possibile ragionare su numeri concreti. Nel frattempo i dati provvisori indicano 348 posti disponibili, fatti salvi eventuali incrementi da pensionamenti ancora in attesa di certificazione INPS.
Sul meccanismo di distribuzione, ANP ha ricostruito la sequenza: accantonamento preliminare dei posti per le graduatorie regionali dell'ordinario non ancora coperte, mobilità interregionale sulla totalità dei posti residui, poi il 60/40 su quanto rimane. Le proiezioni circolate dopo l'incontro indicano 210-215 assunzioni dall'ordinario e 130-135 dal riservato. Numeri provvisori, destinati a essere precisati dopo la chiusura della mobilità, entro il 15 luglio.
Le posizioni in campo
Le reazioni divergono, e non di poco.
ANP ha partecipato al confronto e nella stessa giornata ha tenuto un webinar informativo per i futuri dirigenti in attesa di immissione in ruolo, con la partecipazione del presidente Antonello Giannelli. Il comunicato successivo rimanda alla registrazione per i dettagli e diffonde le proiezioni disponibili agli iscritti. Giannelli, in un'intervista rilasciata ad aprile a vocedellascuola.it, aveva già fotografato il sistema con una formula netta: "Il dirigente scolastico si assume formalmente per concorso, ma sostanzialmente per ricorso." Una diagnosi che include la prospettiva temporale: gli ultimi immessi dal riservato arriveranno prevedibilmente a settembre 2030, con il nuovo concorso ordinario da bandire tra il 2028 e il 2029.
DirigentiScuola è più esplicita nell'attribuzione delle responsabilità. Il presidente nazionale Attilio Fratta parla di "quindici anni di contenziosi e ricorsi" e sostiene che l'Amministrazione abbia alimentato sistematicamente la confusione interpretativa, cambiando le carte in tavola a ogni incontro. La contestazione specifica riguarda il calcolo del 60/40, applicato ora includendo i posti accantonati, ora escludendoli, e il trattamento difforme tra vincitori e idonei a seconda che si parli di concorso ordinario o riservato. "Con le persone non si scherza", dichiara Fratta, che rivendica di proporre da due anni soluzioni concrete come lo sdoppiamento delle scuole sovradimensionate e l’eliminazione delle reggenze con ripristino dell'istituto dell'incarico, con un recupero stimato di oltre 500 posti senza oneri aggiuntivi. Proposte che, spiega DirigentiScuola, non hanno ancora trovato riscontro al tavolo.
La petizione, Sasso, Vannacci e Futuro Nazionale
Dal basso arriva un segnale che vale la pena leggere con attenzione. Nei gruppi WhatsApp dei vincitori del concorso straordinario circola in questi giorni una petizione su Google Docs. Il documento, costruito su solide fondamenta giuridiche: articolo 97 della Costituzione, D.Lgs. 165/2001, ordinanza n. 28330/2024 della Cassazione Sezione Lavoro, chiede a Futuro Nazionale di inserire nel proprio programma politico un piano straordinario di assunzioni dei dirigenti scolastici vincitori di concorso, con esaurimento delle graduatorie in massimo tre anni.
Il riferimento a Futuro Nazionale ha una storia.
Rossano Sasso, che aveva seguito il dossier DS da capogruppo Lega in Commissione Cultura alla Camera e che insieme a Bucalo e Marti aveva costruito l'impianto normativo del concorso riservato come risposta alle criticità del 2017, era stato ringraziato pubblicamente assieme agli altri due dalla CONFIL per la battaglia nella Legge di Bilancio 2025.
Il 6 febbraio 2026 Sasso ha lasciato la Lega per aderire al partito fondato dal generale Roberto Vannacci, dichiarando di voler seguire "la battaglia identitaria e sovranista" di Futuro Nazionale. Bucalo e Marti sono rimasti dove erano.
Sasso ha annunciato che chiederà un incontro urgente al Ministero. Lascia perplessi il peso effettivo che possa esercitare su una materia che dipende dal MEF e dal MIM un partito di opposizione di recente costituzione, senza contare che gli altri referenti parlamentari che avevano condotto le battaglie precedenti saranno candidati con i loro partiti alle elezioni del prossimo anno.
Il conto che non torna
C'è però una variabile che attraversa trasversalmente tutte le posizioni in campo e che nessuno sembra voler mettere al centro del ragionamento. Il dimensionamento scolastico ha già ridotto il numero delle istituzioni autonome, e la direzione non è cambiata. Il D.I. 124 del 30 giugno 2025 ha portato l'organico DS per il 2026/27 a 7.389 unità, riduzione attenuata rispetto alle previsioni iniziali, ma confermata. L'organico per il triennio 2027-2030 è ancora da definire.
In questo quadro, qualunque ipotesi di ampliamento straordinario delle assunzioni si confronta con una base organica che non cresce. È un dato che le proposte sul tavolo, istituzionali e politiche, sembrano fare fatica a incorporare. Chiedere più assunzioni mentre il numero delle sedi si contrae non è impossibile in astratto, ma richiede una risposta sulla copertura finanziaria che finora nessuno ha fornito.
I prossimi incontri al MIM diranno se la fase sulla mobilità produrrà quella chiarezza che il 5 giugno non ha consegnato. Nel frattempo, quasi duemila tra vincitori e idonei delle due procedure attendono. Tra di loro, stando alle proiezioni, c’è chi dovrà aspettare fino al 2030.
È un tempo lungo. E il tempo nelle vicende dei DS ha mostrato che tutto è possibile.