Rinnovo contratto 2025-27, tutti d’accordo per chiudere entro il 2026
Anief ricorda che andranno portati a termine obiettivi economici e normativi, tra cui la riduzione del gap stipendiale e il riconoscimento di buoni pasto e burnout
Il Ministero dell’Istruzione ha tutta l’intenzione di mettere nelle condizioni Aran e sindacati di portare a termine l’impegno di chiudere il rinnovo del contratto 2025-27 entro la fine del 2026, così come si sono impegnate le parti al termine del rinnovo contrattuale 2022-24 sottoscritto in via definitiva il 23 dicembre scorso: il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha infatti dichiarato che l’amministrazione pubblica si sta impegnando “con determinazione per la veloce chiusura anche del Ccnl 2025-2027” e che “a tale riguardo” il suo Ministero “ha già trasmesso la proposta di Atto di indirizzo”. Questo rinnovo contrattuale, scrive la stampa specializzata, “sarebbe il terzo rinnovo in meno di quattro anni e, a regime, potrebbe portare la busta paga dei docenti a crescere complessivamente di circa 413 euro al mese”.
Anief ricorda che quello di portare più aumenti possibili nel volgere di poco tempo è l’obiettivo del giovane sindacato, cosciente del fatto che c’è da recuperare un gap a due cifre rispetto all’inflazione e un ritardo anche di 10.000 euro rispetto ad altri comparti pubblici, come quello delle Funzioni centrali. “Per questi motivi – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – sul contratto di lavoro il nostro obiettivo è chiudere entro il 2026 un nuovo accordo con ulteriori aumenti di 160 euro e buoni pasto al netto di specifiche risorse. È chiaro che chi governa il Paese dovrà darsi da fare per provvedere, con le prossime leggi di bilancio, a stanziare finanziamenti aggiuntivi. In questo quadro, anche per sollecitare la parte pubblica, è importante che si riparta nei prossimi giorni, comunque entro gennaio, con l’apertura del tavolo sul nuovo contratto nazionale del triennio 2025-2027”.
Il giovane sindacato autonomo ricorda che il Ccnl 2022-24 - che riguarda oltre 1 milione e 286 mila dipendenti tra personale della scuola, dell’università, degli enti di ricerca e delle istituzioni Afam – prevede aumenti retributivi medi mensili di 150 euro lordi per i docenti e di 110 euro per il personale ATA, calcolati su 13 mensilità. Aumenti che arriveranno, con ogni probabilità, nel prossimo stipendio di febbraio. Gli incrementi varieranno in base all’anzianità di servizio e al profilo professionale, con punte che raggiungono 185 euro per gli insegnanti e 217 euro per i Dsga più esperti. Sempre per il Ccnl 2022-2024, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stanziato 240 milioni di euro aggiuntivi per finanziare un bonus “una tantum” destinato a docenti e ATA: secondo i dati diffusi dall’Aran, gli arretrati spettanti al personale ammontano a 1.948 euro medi lordi per i docenti e 1.427 euro medi lordi per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, ai quali si aggiungono circa 585 euro per i docenti e 455 euro per gli ATA derivanti dall’anticipo di parte delle risorse del triennio successivo.
Il Ccnl 2025-2027 porterà poi ulteriori incrementi retributivi: se le parti – pubblica e sindacale - riuscissero a firmare anche quell’accordo entro un anno, a partire dal 1° gennaio 2026 sono previsti incrementi medi mensili stimati di circa 245 euro per i docenti e 179 euro per il personale ATA, che saliranno a 293 euro e 214 euro dal 1° gennaio 2027. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha dichiarato che “è un risultato storico: per la prima volta nella scuola italiana garantiamo continuità contrattuale e ci sono tutte le premesse per chiudere il più presto possibile anche quello del triennio 2025-2027”. L’accordo prevede anche il rafforzamento delle materie oggetto di relazioni sindacali e l’incremento delle risorse destinate al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, pari a 93,7 milioni di euro per il personale docente e 19,1 milioni di euro per il personale ATA. Gli incrementi complessivi lordi mensili a regime, sommando i due trienni contrattuali, porterebbero fino a 416 euro agli insegnanti e 303 euro al personale Ata.
“Per il prossimo contratto – spiega ancora Marcello Pacifico – siamo disponibili a trattare, ma ci aspettiamo fin da subito il riconoscimento, oltre che dei buono pasto, anche per il riconoscimento del burnout, del riscatto agevolato della laurea, della parità di trattamento del personale precario rispetto a quello di ruolo, del ripristino del primo gradino stipendiale, delle immissioni in ruolo e dei trasferimenti su tutti i posti vacanti, della mobilità intercompartimentale e, non certo per ultimo, del doppio canale di reclutamento che permetterebbe l’immissione in ruolo di tantissimi precari oggi ancora al palo senza dimenticare la valorizzazione delle figure di sistema e degli ex Dsga”.