Rothko a Palazzo Strozzi

La mostra allestita a Palazzo Strozzi che raccoglie le opere dell’artista Rothko, è in successione una coniugazione di colori e vita

A cura di Redazione Redazione
29 maggio 2026 10:04
Rothko a Palazzo Strozzi   -
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Di Anna Lanzetta

La mostra allestita a Palazzo Strozzi che raccoglie le opere dell’artista Rothko, è in successione una coniugazione di colori e vita; un’immersione nell’anima di un artista che dopo varie esperienze fa del colore lo strumento per raccontare la vita, e non solo la sua, ma di tutti coloro che fermandosi a osservare, a vedere e a emozionarsi, si immedesimano nell’opera stessa in un dialogo muto con l’artista. Innamorato di Firenze e dei meravigliosi artisti del Quattrocento resta folgorato dalla trascendenza umana del Beato Angelico, mentre visita le celle dei monaci in San Marco. Ne resta colpito nell’intimo e fa suo l’uso del colore: tenue, celestiale, impalpabile. Le didascalie, che ci illustrano il suo iter di vita, raccontano che in tale contesto nascono opere essenziali, la cui campitura è solo il colore pastello che dona bellezza e armonia all’anima e in cui si profila il senso dell’arte quale da lui intesa:adesione netta tra opera e spettatore di cui l’arista è trade union. Resta affascinato dal senso dello spazio della Biblioteca Laurenziana, chiuso all’esterno, volto all’introspezione. L’atmosfera cambia, nelle sale il silenzio incombe e i colori mutano simbolicamente nella scelta, diventano cupi, terrei, si avverte qualcosa di opprimente in sintonia con lo studio dell’inconscio condotto dall’artista, ci si concentra sui colori che testimoniano l’ultima fase della sua esistenza e come una poesia solo rappresentata, ne esprimono il pathos e l’insofferenza. Rothko, maestro dell’arte moderna, ha realizzato il suo progetto di vita, fare dell’arte un mezzo per sperimentare, conoscere e conoscersi. L’arte è in lui, pura poesia; si può sfogliare e leggere come un libro e rendere i colori elementi vivi che cambiano come i nostri stati d’animo e le nostre età. Nel commiato ritorna il suo autoritratto che assume nei colori e nella posa una valenza in cui l’artista sembra ora compiaciuto di se stesso e di ciò che ci ha regalato in una comunione di pensiero.

Fino al 23 agosto 2026

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