Sanluri ricorda le vittime della mafia: un’iniziativa fortemente voluta dal Comune. Studenti dell’IIS Vignarelli protagonisti dell’accoglienza istituzionale

Tra i protagonisti della giornata anche l’Istituto di Istruzione Superiore “Vignarelli” di Sanluri, la cui dirigente scolastica ha preso parte alla cerimonia insieme a una delegazione di studenti e docenti

A cura di Redazione Redazione
09 marzo 2026 13:20
Sanluri ricorda le vittime della mafia: un’iniziativa fortemente voluta dal Comune. Studenti dell’IIS Vignarelli protagonisti dell’accoglienza istituzionale -
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Un evento promosso e organizzato dal Comune di Sanluri

Il 9 marzo la città di Sanluri ha ospitato una significativa iniziativa dedicata alla memoria delle vittime della mafia con l’arrivo della Teca della Memoria, simbolo itinerante del sacrificio di magistrati, forze dell’ordine e cittadini che hanno perso la vita nella lotta alla criminalità organizzata. L’evento è stato promosso, organizzato e fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Sanluri, che ha scelto di ospitare nel proprio territorio una delle tappe del progetto nazionale “Dal sangue versato al sangue donato”, promosso dall’associazione Donatorinati della Polizia di Stato. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di unire il ricordo delle vittime della mafia alla promozione della solidarietà e della donazione del sangue. La cerimonia si è svolta al Parco S’Arei di Sanluri alla presenza delle autorità civili e militari del territorio, tra cui la prefetta di Cagliari Paola Dessì, il sindaco di Sanluri Alberto Urpi, rappresentanti delle forze dell’ordine, associazioni e numerosi studenti delle scuole del territorio.

La teca della memoria e il ricordo delle stragi mafiose

Il progetto attraversa l’Italia con una teca che custodisce i resti della vettura della scorta del giudice Giovanni Falcone, distrutta nell’attentato mafioso di Capaci del 23 maggio 1992. In quell’attacco persero la vita il magistrato Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. La teca rappresenta oggi uno dei simboli più forti della memoria civile italiana, capace di trasformare il ricordo di una tragedia in uno strumento educativo rivolto soprattutto alle giovani generazioni.

Testimonianze e collegamenti con i familiari delle vittime

Un momento particolarmente intenso della cerimonia è stato il collegamento con Alfredo Morvillo, fratello della magistrata Francesca Morvillo, che ha voluto portare un messaggio di memoria e responsabilità civile rivolto agli studenti presenti. Alla manifestazione ha partecipato anche il fratello di Emanuela Loi, agente della Polizia di Stato caduta nella strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992, attentato in cui la mafia assassinò il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta. Emanuela Loi fu la prima donna della Polizia di Stato a perdere la vita in servizio in un attentato mafioso. La presenza dei familiari delle vittime ha dato alla giornata un forte valore umano e testimoniale, ricordando come la memoria non sia soltanto una commemorazione istituzionale, ma un impegno civile che riguarda l’intera comunità.

Il contributo dell’IIS Vignarelli

Tra i protagonisti della giornata anche l’Istituto di Istruzione Superiore “Vignarelli” di Sanluri, la cui dirigente scolastica ha preso parte alla cerimonia insieme a una delegazione di studenti e docenti. La partecipazione dell’istituto non si è limitata alla presenza istituzionale. La scuola ha infatti contribuito concretamente all’organizzazione dell’accoglienza degli ospiti e alla preparazione del buffet destinato alle autorità presenti alla manifestazione. Un ruolo centrale è stato svolto dagli studenti e dalle studentesse della sede alberghiera di Villamar, che hanno curato l’accoglienza e il servizio di ristorazione per gli ospiti istituzionali. L’attività ha rappresentato un’importante occasione formativa, permettendo agli studenti di mettere in pratica le competenze professionali acquisite durante il percorso scolastico.

Il lavoro dei docenti e l’esperienza formativa

Il lavoro degli studenti è stato coordinato dai docenti di laboratorio Barbara Solinas, Gavino Fenu e Diego Palma, con il supporto dei professori Pietrina Grecu e Giacomo Piras, che hanno guidato i ragazzi nelle diverse fasi organizzative e operative. La preparazione del buffet e la gestione dell’accoglienza hanno richiesto attenzione ai dettagli, capacità organizzative e spirito di collaborazione. Per gli studenti dell’indirizzo alberghiero si è trattato di un’esperienza concreta di apprendimento, svolta in un contesto istituzionale di grande rilievo.

Il messaggio delle istituzioni e della comunità

Alla cerimonia era presente anche Antonio Nicolli, vicario del Questore di Cagliari, che nel suo intervento ha rivolto un messaggio particolarmente significativo agli studenti. Citando il pensiero dello scrittore Umberto Eco, Nicolli ha invitato i giovani a coltivare la capacità di immaginare mondi diversi, sottolineando come proprio questa facoltà rappresenti uno strumento fondamentale per migliorare la società e costruire un futuro fondato sulla legalità. Una riflessione condivisa anche dal parroco di Sanluri, don Mariano, che ha invitato la comunità a vivere la memoria non come una semplice commemorazione, ma come un impegno quotidiano a difendere i valori della giustizia, della solidarietà e del bene comune.

Scuola, istituzioni e comunità unite nella memoria

La giornata del 9 marzo ha rappresentato un importante momento di collaborazione tra istituzioni, associazioni e scuola. L’impegno dell’amministrazione comunale di Sanluri nell’organizzazione dell’iniziativa ha consentito di portare nel territorio un simbolo nazionale della memoria civile, coinvolgendo attivamente la comunità e le scuole. La partecipazione degli studenti dell’IIS Vignarelli ha dimostrato come la scuola possa contribuire concretamente alla vita della comunità, offrendo ai giovani occasioni di crescita personale e professionale e rafforzando al tempo stesso i valori della legalità e della cittadinanza attiva.

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