SCUOLA E DIRITTI

Sciopero: diritti e doveri

La normativa a cui riferirsi in caso di sciopero

08 novembre 2026 15:39
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Sciopero: diritti e doveri
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Come già annunciato dai sindacati, l’autunno 2026 si prospetta caldo, con una serie di proteste che coinvolgono diversi settori.

Nonostante lo sciopero del 30 ottobre, che chiedeva, tra l’altro, maggiori risorse alla scuola, la nuova manovra di bilancio prevede ulteriori tagli (quasi 7000) al personale.

È stato quindi indetto dai sindacati un nuovo sciopero per il 20 novembre.

Per chi intende aderire, è bene conoscere la normativa e le modalità di adesione.

La prima cosa da sapere è che lo sciopero è un diritto, sancito dalla Costituzione (art. 40), che non deve essere annunciato né concesso, ma a cui il personale della scuola può decidere di aderire o meno anche un minuto prima di prestare servizio.

Per il personale ATA ed educativo, dovranno essere stabiliti, in sede di contrattazione, i contingenti per le prestazioni indispensabili, mentre ciò non è previsto per i docenti (L.146/90; all. A al CCNL del 29 maggio 1999, Accordo ARAN – Sindacati del 2/12/2020).

Il Dirigente è obbligato a invitare a comunicare l’adesione allo sciopero per motivi organizzativi, ma il lavoratore non è obbligato a rispondere. Se il lavoratore non si presenta a scuola nella giornata di sciopero, ne viene automaticamente calcolata l’adesione.

L’adesione, se dichiarata, non può essere revocata, per cui ne conseguirà una trattenuta stipendiale, cioè non sarà erogato il pagamento per quella giornata.

Per questo il consiglio è di non dichiarare in anticipo la propria adesione, ma esercitare il proprio diritto al momento.

I docenti che non aderiscono allo sciopero, devono prestare normale servizio.

Ci sono comunque dei limiti alle ore di sciopero a cui i docenti possono partecipare, definiti per anno scolastico:

-40 ore o 8 giorni per i docenti di infanzia e primaria

-60 ore o 12 giorni per i docenti delle secondarie.

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