Scuola, accoltellamento La Spezia. Fracassi (FLC CGIL): servono investimenti per affrontare disagio giovanile

Di fronte a una tragedia di questa portata, è necessario aprire una riflessione collettiva sul disagio generazionale che attraversa il Paese

A cura di Redazione Redazione
18 gennaio 2026 20:00
Scuola, accoltellamento La Spezia. Fracassi (FLC CGIL): servono investimenti per affrontare disagio giovanile - la voce della scuola
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Roma, 18 gennaio - "Il grave fatto avvenuto nella scuola di La Spezia, dove un ragazzo di 18 anni ha perso la vita a seguito di un accoltellamento da parte di un diciannovenne, scuote profondamente l’intera comunità scolastica e il Paese tutto. Di fronte a una tragedia di questa portata, è necessario aprire una riflessione collettiva sul disagio generazionale che attraversa il Paese e che la scuola pubblica è chiamata quotidianamente ad affrontare, in condizioni sempre più difficili" dichiara Gianna Fracassi, segretaria generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

"Da anni - prosegue Fracassi - denunciamo il progressivo definanziamento del sistema pubblico di istruzione: tagli agli organici, accorpamenti degli istituti, precarizzazione del lavoro, carichi sempre maggiori su docenti, dirigenti e personale ATA, a fronte di una crescente complessità sociale e educativa. In questo contesto, il lavoro di chi opera nella scuola assume spesso i tratti di eroismo quotidiano, che continua però a non essere riconosciuto né valorizzato, neppure dal punto di vista economico e contrattuale".

Per la dirigente sindacale: "Servono più insegnanti, più personale ATA, più risorse per affrontare il disagio giovanile. Occorre superare una logica che tende a controllare le studentesse e gli studenti invece di ascoltarli. La scuola pubblica deve essere messa nelle condizioni di svolgere pienamente la propria funzione educativa, inclusiva ed emancipatrice. Non può essere lasciata sola né trasformata in luogo di controllo e repressione. Dare senso a questa tragedia immane significa, per una volta, evitare semplificazioni o scorciatoie politiche".

"Non servono - continua Fracassi - metal detector, classificazioni arbitrarie di 'scuole a rischio', né narrazioni tossiche che richiamano etnie o alimentano paura e stigmatizzazione. Servono politiche strutturali e investimenti. Vorremmo discutere di un grande piano di risorse nella scuola pubblica, del potenziamento degli organici docenti e ATA, del rafforzamento delle sinergie con le altre agenzie pubbliche, dal servizio sanitario ai servizi sociali e dell’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva come parte integrante del curriculum scolastico".

"Serve una risposta all’altezza della complessità del presente, che rimetta al centro le adolescenti e gli adolescenti, la scuola e il loro ruolo fondamentale nella società. Una risposta che faccia sentire davvero studentesse e studenti e comunità scolastiche al centro dell’agenda politica e dell’interesse collettivo" conclude Fracassi.


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