Scuola, FLC CGIL: caldo insopportabile nelle aule, subito adeguamento climatico edifici
Ogni anno, con l'arrivo dell'estate, sempre più precoce a causa del cambiamento climatico, migliaia di aule scolastiche italiane raggiungono e superano le soglie di temperatura previste dalla legge
“Ogni anno, con l'arrivo dell'estate, sempre più precoce a causa del cambiamento climatico, migliaia di aule scolastiche italiane raggiungono e superano le soglie di temperatura previste dalla legge. E lo fanno con venti, venticinque, a volte più di trenta studenti all'interno, per almeno sei ore consecutive. Mentre quasi tutti gli uffici dei luoghi di lavoro pubblici e privati sono dotati di impianti di climatizzazione, le scuole ne sono prive nella maggioranza dei casi. Luoghi dove si concentrano decine di alunni per classe e migliaia per edificio vengono esclusi da una tutela che viene garantita a qualsiasi altra lavoratrice o lavoratore”. È quanto si legge in una nota della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.
Per la FLC CGIL: “È una disparità che riguarda il diritto alla salute, la capacità di apprendere e la dignità. Quando molti edifici scolastici furono progettati, le temperature superiori ai 30°C arrivavano a metà giugno, dopo la fine dell'anno scolastico. Oggi arrivano a fine maggio, a volte anche prima. Le aule progettate per quel clima non sono più adeguate a quello attuale. E il trend è destinato a peggiorare”.
“In questo contesto – continua la nota -, la mancanza di investimenti strutturali per il raffrescamento degli ambienti scolastici non è solo una questione di burocrazia o di bilancio: è una scelta politica. Una scelta che dice molto su quanto la collettività valorizzi davvero il proprio futuro”.
Il sindacato di categoria chiede alle istituzioni competenti: “Un piano straordinario di adeguamento climatico degli edifici scolastici, con risorse dedicate nel prossimo ciclo di bilancio; l'estensione esplicita alle aule scolastiche delle norme sulla tutela della salute nei luoghi di lavoro, con controlli effettivi; il monitoraggio sistematico delle temperature nelle classi durante i mesi di maggio e giugno, con obbligo di intervento al superamento delle soglie di stress termico”.
“Non si tratta di un lusso. Si tratta di garantire a tutte le studentesse e a tutti gli studenti e a ogni insegnante il diritto di lavorare e studiare in condizioni dignitose e sicure”. Conclude la nota.