Scuola, mobilita’, Gilda: la federazione Gilda Unams non firma il CCNI, tolti diritti dopo averli riconosciuti

Non è accettabile – afferma Castellana - cambiare le regole dopo che migliaia di docenti hanno già preso decisioni importanti sulla base di quelle stesse regole

A cura di Redazione Redazione
11 marzo 2026 16:34
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Ieri si è svolto l’incontro per la sottoscrizione del CCNI sulla mobilità del personale docente e ATA per il triennio 2025/26 – 2027/28 che la Federazione Gilda Unams non ha firmato. “Il testo introduce un grave arretramento rispetto a quanto previsto nell’ipotesi di contratto e nell’O.M. dell’anno precedente”. E’ quanto dichiara il coordinatore nazionale della FGU Vito Carlo Castellana.

Nello specifico, la deroga prevista nell’ipotesi di CCNI inerente al vincolo triennale per i docenti con genitori over 65, che rappresentava un importante strumento di tutela per il ricongiungimento familiare, viene eliminata dopo solo un anno, nonostante molti docenti abbiano fatto affidamento su quella previsione normativa, accettando l’immissione in ruolo anche lontano dalla propria residenza proprio nella prospettiva di poterne beneficiare.

“Non è accettabile – afferma Castellana - cambiare le regole dopo che migliaia di docenti hanno già preso decisioni importanti sulla base di quelle stesse regole. Molti insegnanti hanno accettato il ruolo lontano da casa contando sulla possibilità di utilizzare la deroga per assistere i propri genitori ultrasessantacinquenni. Cancellarla dopo un anno significa tradire un affidamento legittimo dei lavoratori”.

A ciò si aggiunge un’ulteriore penalizzazione: la deroga legata alla presenza di figli minori viene ridotta, abbassando la soglia da 16 a 14 anni. Anche in questo caso si tratta di un arretramento evidente rispetto alle tutele precedentemente riconosciute.

“E’ inaccettabile arretrare sulle condizioni che permettono ai docenti di conciliare lavoro e famiglia. Ricordiamo che l’obbligo scolastico è previsto fino ai 16 anni e i ragazzi hanno diritto ad avere i genitori accanto in una fase così delicata della propria adolescenza. La scuola italiana, continua Castellana, ha già migliaia di docenti costretti a lavorare a centinaia di chilometri da casa, ridurre le deroghe vuol dire aggravare una situazione già molto complicata”.

La FGU continuerà a battersi affinché siano ripristinate le deroghe eliminate e garantita la certezza delle regole.

“Apprezziamo il tentativo del MIM di recuperare le tutele nel contratto della mobilità annuale – conclude il coordinatore nazionale – ma resta un enorme gravità aver tolto i diritti dopo averli riconosciuti”.

Lo diffonde in una nota la Federazione Gilda Unams

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