Scuola, pensione a 70 anni: l’allarme Anief

Pacifico: pensioni troppo basse, burnout da riconoscere e riscatto della laurea gratuito.

12 ottobre 2026 18:14
Scuola, pensione a 70 anni: l’allarme Anief -
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Lavorare fino a 70 anni per ritrovarsi con una pensione poco superiore all’assegno sociale. È lo scenario contro cui Anief lancia un nuovo allarme, chiedendo tutele specifiche per docenti e personale ATA: uscita anticipata per chi è esposto al burnout, riconoscimento dello stress da lavoro correlato e riscatto gratuito degli anni universitari.

Il rischio: anziani, malati e con assegni bassi

«Con l’innalzamento dell’aspettativa di vita si sta andando verso un sistema che manda in pensione i dipendenti a 70 anni, quasi sempre dopo 35-40 anni di lavoro», afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Per il sindacato è impensabile che, dopo decenni di servizio, l’assegno resti poco sopra la soglia sociale. Da qui la richiesta di consentire un’uscita anticipata a chi svolge professioni stressanti e ad alto rischio di burnout.

Laurea, un riscatto che può costare 70 mila euro

Nel mirino c’è anche il costo del riscatto della laurea, che può superare i 60-70 mila euro. «Spendere cifre simili per vedersi riconosciuto il titolo accademico tra i contributi utili al pensionamento è follia», sostiene Pacifico. Anief chiede che gli anni di studio universitari siano riconosciuti gratuitamente, soprattutto per chi, pur avendo investito nella formazione, rischia di concludere la carriera con tempi e trattamenti previdenziali non molto diversi da quelli di chi possiede un diploma.

Dieci miliardi contro il burnout

Il sindacato richiama gli oltre 40 miliardi di risparmi detenuti dall’INPS per la salvaguardia della salute dei lavoratori e propone di destinare 10 miliardi al personale scolastico colpito da burnout. L’obiettivo è permettere l’uscita dal lavoro dopo i 60 anni senza tagli o penalizzazioni sull’assegno pensionistico, separando inoltre la spesa sociale dal bilancio previdenziale dell’Istituto.

Stress da lavoro da riconoscere nel contratto

Per Anief, lo stress da lavoro correlato deve essere riconosciuto come malattia professionale e diventare materia di contrattazione integrativa nella parte normativa del contratto collettivo nazionale 2025-2027. Se l’attività scolastica viene riconosciuta come usurante, sostiene il sindacato, l’uscita anticipata non può essere una concessione ma un diritto, nella stessa prospettiva richiamata dalla proposta di legge Bucalo.

L’allarme europeo sulla salute mentale

A rafforzare la denuncia c’è uno studio dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro sulla mancata tutela della salute mentale degli insegnanti. L’indagine sottolinea che gli ambienti professionali della scuola differiscono in modo significativo da uffici, sanità, servizi e industria. Un dato che, per il sindacato, rende urgente un Osservatorio nazionale sul burnout e riapre il confronto sul riconoscimento del lavoro scolastico come usurante.

La questione, dunque, non riguarda solo l’età pensionabile. Riguarda la qualità della vita dopo una carriera trascorsa tra responsabilità educative, carichi crescenti e retribuzioni contenute. Portare docenti e ATA fino a 70 anni senza riconoscere l’usura professionale, avverte Anief, rischia di presentare un conto pesante sia ai lavoratori sia alla scuola.

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