Sentenza tar Lazio su corsi Indire
La vittoria del buon senso e dei diritti dei docenti
La recente sentenza n. 14298/2026 del TAR del Lazio rappresenta non solo un fondamentale punto fermo giuridico, ma la totale e ufficiale conferma di tutto ciò che la Community "Uniti per INDIRE" ha sempre sostenuto e diffuso nei propri comunicati stampa.
I giudici di Via Flaminia, respingendo integralmente i motivi aggiunti proposti dai docenti TFA ordinari, hanno smontato punto per punto le tesi di chi bollava i percorsi straordinari come "facilitati" o "declassati", utilizzando parole inequivocabili che mettono fine a ogni polemica:
Piena dignità e valore ordinario del titolo INDIRE: Contro chi invocava graduatorie separate o sotto-punteggi, il TAR ha scolpito in diritto che la norma fa riferimento a un “titolo di specializzazione ordinamentale, di valore ordinario ed equivalente, senza che possa intendersi con tale formulazione il rilascio di un titolo di natura subordinata o a valenza ridotta”.
Nessuna formazione di "serie B": I giudici hanno chiarito che la minore durata dei corsi “non costituisce l’indice di una minore qualità della formazione erogata”, definendo i programmi come “sovrapponibile a quelli previsti per i percorsi universitari di TFA sostegno, in quanto articolati nei medesimi ambiti disciplinari”.
Rispetto del servizio e no alle duplicazioni: Il TAR ha sancito la piena legittimità delle tutele per i triennalisti, specificando che l'esonero da determinati tirocini serve a “evitare la duplicazione di attività formative già sostanzialmente acquisite con l’esperienza già svolta come insegnanti di sostegno”.
La fine dei pretesti formali (Il caso Osservatorio): I ricorrenti hanno tentato persino la carta del vizio formale, contestando la mancata adozione del parere dell'Osservatorio permanente per l'inclusione scolastica. Il TAR ha liquidato la censura con fermezza, precisando che “tale parere è infatti qualificato come facoltativo dalla stessa disposizione [...] dunque la mancata consultazione non determina illegittimità delle determinazioni impugnate”.
Prevalenza dell'interesse pubblico sugli egoismi corporativi: La sentenza ricorda che la professione “non è assoggettata a numero chiuso o a un tetto predefinito” e che le pretese di riserva di mercato dei docenti già specializzati cedono inevitabilmente di fronte all'interesse pubblico di “sopperire all’attuale fabbisogno di docenti di sostegno”.
Un appello all'unione: siamo un'unica grande categoria
Forte di questa vittoria legale, rivolgiamo ancora un caloroso invito all'unione di tutto il corpo docente. È il momento di abbattere ogni barriera e comprendere che la nostra è un'unica grande categoria, non una somma di frammenti separati. Lavoriamo e lottiamo con forza anche per i docenti di materia, perché la scuola è un ecosistema interconnesso. Per avere un'immagine chiara della nostra dignità professionale, lo specchio deve essere intero, non rotto. Solo ricomponendo l'unità di tutti i lavoratori della scuola potremo dare forza alle nostre rivendicazioni.
La vera battaglia non si gioca sui punteggi, ma su riforme strutturali urgenti. Dobbiamo compattarci per spostare il focus del dibattito sulla trasformazione dei posti di fatto in posti di diritto, eliminando l'inaccettabile precariato cronico che danneggia la continuità didattica e la stabilità dei docenti di ogni ordine e grado.
Per raggiungere questo traguardo, la nostra priorità è il doppio canale di reclutamento, un pilastro fondamentale basato sulla visione e sull'impegno costante nei vari step istituzionali di Mario Pittoni, da sempre al nostro fianco in maniera concreta, pragmatica e non fittizia.
In particolare, il supporto di Pittoni è stato determinante nel tracciare la linea della trasparenza e del merito sul campo per il sostegno INDIRE: una battaglia vinta che dimostra come sia possibile coniugare la qualità formativa all'esigenza di cattedre stabili. La proposta del doppio canale, concepita per superare definitivamente la "supplentite" cronica valorizzando l'esperienza sul campo, si declina in passaggi chiari:
Ripartizione al 50%: Le immissioni in ruolo devono avvenire per il 50% tramite i concorsi ordinari e per il restante 50% attingendo dalle graduatorie pluriennali.
L'istituzione delle GPSR: L'evoluzione naturale di questo modello prevede la trasformazione delle vecchie GPS in Graduatorie Provinciali per le Supplenze e il Ruolo, facendone uno strumento diretto e strutturale per le assunzioni a tempo indeterminato.
Estensione al posto comune: Il meccanismo di assunzione da graduatoria, già sperimentato sul sostegno, viene esteso anche ai docenti di materia (posti comuni).
Unione e tutela del patrimonio professionale: Il piano unisce in un unico fronte precari storici e idonei dei concorsi, respingendo la logica restrittiva dei quiz rapidi per riconoscere il merito di chi ha costruito la scuola giorno dopo giorno nelle aule.
Verso il Terzo Ciclo INDIRE: le nostre proposte sono al Ministero
Infine, desideriamo rivolgere un forte appello a tutti i colleghi che stanno aspettando con ansia l'attivazione del terzo ciclo INDIRE. A voi diciamo di non mollare e di mantenere alta la fiducia: la macchina organizzativa e la nostra pressione non si fermano.
Siamo al lavoro quotidianamente per garantire che il prossimo ciclo rispetti le scadenze e offra risposte concrete a chi ha ancora bisogno di stabilizzare il proprio percorso formativo e lavorativo. La strada tracciata è ormai solida e validata dai tribunali: andiamo avanti insieme.
Continueremo a impegnarci affinché questo modello diventi strutturale, valorizzando il lavoro di tutti — docenti di sostegno e di materia — e garantendo a ogni studente il diritto a una scuola stabile e di qualità.
Uniti si può.
Daniela Nicolò portavoce Community Uniti per INDIRE