Sociale, Rampelli (VPC-FdI): accogliere le fragilita’, associazionismo e terzo settore ricchezza dell’Italia
È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia aprendo il convegno “Accogliere le fragilità”, organizzato dall’ing. Adriana Elena
“La fragilità non è un tema astratto né lontano, ma riguarda ciascuno di noi in momenti diversi della propria vita”, assumendo forme molteplici: fisiche, emotive, sociali ed economiche”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia aprendo il convegno “Accogliere le fragilità”, organizzato dall’ing. Adriana Elena nell’ambito degli incontri formativi trimestrali con gli studenti. All’incontro, che si è svolto presso la sala dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, hanno partecipato oltre 250 studenti dei licei Giulio Cesare, Vittoria Colonna, Gaetano De Sanctis, Niccolò Machiavelli, Cornelio Tacito, Marymount High School e degli istituti alberghieri Amerigo Vespucci e Alessandro Narducci.
“Di fronte a questo scenario- ha aggiunto Rampelli - la risposta delle istituzioni non può essere solo normativa o assistenziale. Deve essere anzitutto culturale. Dobbiamo costruire comunità capaci di riconoscere la fragilità, di darle ascolto, di trasformarla da limite in risorsa condivisa, soprattutto in un mondo che tende a valorizzare la forza, l'autosufficienza e il darwinismo sociale”.
“Se da una parte siamo travolti da notizie che scaricano sulla nostra esistenza la brutalità e la violenza di una società sempre più indifferente alle fragilità, dall'altra abbiamo il dovere di sottolineare- ha suggerito il vicepresidente- la grandezza e la consistenza di realtà diffuse che agiscono per rimuovere le scogliere dell'egoismo sociale e di quelle che il sociologo e filosofo francese Émile Durkheim aveva individuato come due delle caratteristiche più evidenti delle società contemporanee: l'anomia e l'atomismo. La mancanza di regole, o meglio l'assenza di interiorizzazione delle regole morali, etiche e sociali che siano in grado di regolare il comportamento degli individui, induce a un progressivo isolamento, l'atomismo.
La società diventa una semplice somma di individui isolati, e spesso in lotta gli uni contro gli altri, in un processo di sopraffazione dove il più forte va avanti e il più debole è costretto a fermarsi, isolarsi, limitandosi a sopravvivere senza avere la possibilità di esprimere le proprie potenzialità. Una tendenza che possiamo constatare ogni giorno. In Italia – e questa è l'altra faccia della medaglia – essa è provvidenzialmente stemperata dal ruolo storicamente svolto dalla dottrina sociale della Chiesa e che nella società contemporanea si manifesta attraverso l'associazionismo e il Terzo Settore. Ruolo fondamentale, ha osservato Rampelli è quello della “scuola che è prima di tutto, il laboratorio in cui si coltiva la speranza e si sperimenta l'architettura della democrazia. È tra i banchi che i nostri ragazzi devono poter scoprire che la fragilità dell'altro non è una minaccia, ma una chiamata alla responsabilità condivisa."
"'Anche se il timore avrà più argomenti- ha concluso il vicepresidente Rampelli - tu scegli la speranza', diceva Seneca. Ed è questo il motivo del nostro incontro oggi”.