Dirigenti scolastici, ordinaristi contro le sanatorie: «Pronti a costituirci in giudizio in massa»
Vincitori del concorso ordinario contro le sanatorie e le lobby: chi intraprende liti temerarie deve pagare le spese dei processi
La lettera che segue è stata inviata alla redazione dal GDO – Gruppo a Difesa dell'Ordinario, che riunisce vincitori del concorso ordinario per dirigenti scolastici. La pubblichiamo integralmente, come documento di una posizione, nell'ambito del dibattito in corso sulle procedure di reclutamento dei dirigenti e sulle possibili modifiche normative.
Oltre le lobby e le sanatorie: per la dignità della funzione direttiva e il rispetto della legalità
Gentili colleghi,
Abbiamo letto con attenzione l’analisi pubblicata su La Voce della Scuola e ne condividiamo l’assunto di fondo: è tempo di recidere il legame tra la gestione del reclutamento scolastico e le logiche della pressione politica .
Se vogliamo davvero tutelare l'istituzione scolastica, dobbiamo avere il coraggio di superare la stagione delle deroghe "su misura" e delle continue eccezioni alla norma.
Come scriveva Antonio Gramsci, l'istruzione deve essere una cosa seria, un impegno che richiede disciplina e rigore, perché solo attraverso il merito si realizza la vera democrazia. In quest'ottica, la gerarchia dei valori deve essere chiara: il diritto soggettivo dei vincitori del concorso ordinario — pienamente tutelato dall’Articolo 97 della Costituzione — non può essere subordinato a istanze che cercano nel legislatore una via d'uscita a situazioni di contenzioso individuale.
Eppure, osservando il panorama attuale e i recenti comunicati apparsi su varie testate, emergono interrogativi sulla natura del confronto in atto. È lecito chiedersi se l'azione di associazioni e di sedicenti sindacati non rappresentativi si muova in un alveo di legittima rappresentanza o se, di fatto, non finisca per sollecitare interventi legislativi che rischiano di scardinare i principi cardine del pubblico concorso .
Ci interroghiamo, inoltre, sulle ragioni che spingono parte della classe politica verso una tale accondiscendenza: è davvero solo una strategia di consenso o vi è una sottovalutazione degli effetti sistemici che queste " sanatorie " producono sulla credibilità della Pubblica Amministrazione?
Per queste ragioni, come GDO , intendiamo porre l'accento su due aspetti imprescindibili:
Trasparenza nelle dinamiche di reclutamento : Auspichiamo la massima chiarezza sulle sinergie tra i centri d’interesse che alimentano il contenzioso scolastico. È fondamentale che i processi decisionali siano trasparenti e che ogni iniziativa legislativa sia guidata dall'interesse generale della scuola , non da logiche di settore o dalla pressione di strutture organizzate che ne beneficiano indirettamente.
Azione legale a tutela del merito : Annunciamo sin d'ora che siamo pronti a costituirci in giudizio in massa per difendere la legittimità della nostra posizione. Non esiteremo a sollecitare l'applicazione di quanto previsto dal codice di procedura civile ( Art. 96 c.p.c. ) in materia di *lite* temeraria , affinché chi intraprende azioni giudiziarie infondate nel tentativo di ledere i diritti dei vincitori ordinari sia chiamato a risponderne anche sotto il profilo delle spese legali .
Il rispetto rigoroso della normativa non è un ostacolo, ma la condizione essenziale per l’efficacia del sistema. Ignorare le regole per accontentare pochi significa saturare i posti nelle regioni dove i Dirigenti già in servizio hanno il diritto di rientrare e alimentare un circolo vizioso di ricorsi e incertezze.
La scuola italiana non può restare ostaggio di una politica che procede a colpi di provvedimenti emergenziali. Solo difendendo la legalità della procedura concorsuale garantiamo che chi guida le scuole sia un garante della norma. È ora di restituire stabilità al sistema e dignità a chi ha vinto regolarmente il proprio posto.
Noi stiamo con il diritto e con il merito. E voi?
GDO - Gruppo a Difesa dell'Ordinario