Sostegno, crescono gli alunni con disabilità e BES: oltre un milione di studenti necessita di interventi personalizzati

Sostegno scolastico, ISTAT: in dieci anni aumentano del 65% gli alunni con disabilità. Gilda: oltre un milione di studenti necessita di supporto personalizzato

A cura di Redazione Redazione
29 maggio 2026 10:23
Sostegno, crescono gli alunni con disabilità e BES: oltre un milione di studenti necessita di interventi personalizzati - Vito Carlo Castellana_Gilda
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Sostegno, crescono gli alunni con disabilità e BES: oltre un milione di studenti necessita di interventi personalizzati

L'inclusione scolastica rappresenta una delle sfide più importanti per il sistema educativo italiano. A confermarlo sono i dati elaborati dalla Gilda degli Insegnanti nazionale, attraverso un'analisi curata dal dirigente nazionale Antonio Antonazzo sui dati dell'ultima indagine ISTAT dedicata agli alunni con disabilità nell'anno scolastico 2023/2024.

L'elemento che emerge con maggiore evidenza è la costante crescita degli studenti che necessitano di sostegno. Nel giro di dieci anni la percentuale degli alunni certificati è passata dal 2,6% al 4,3% della popolazione scolastica complessiva, con un incremento del 65%. L'aumento è particolarmente marcato nella scuola dell'infanzia, dove i casi sono cresciuti del 146%, passando dall'1,3% al 3,2% degli iscritti. Anche nella scuola primaria l'incremento è stato significativo, con una crescita dell'83%.

Secondo i dati ISTAT, gli alunni con certificazione di disabilità hanno raggiunto quota 359 mila, pari a circa il 4,5% degli studenti frequentanti le scuole italiane statali e paritarie. La maggioranza è costituita da maschi, che rappresentano il 69,5% del totale. A questi studenti si aggiungono però gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES), che pur non avendo diritto all'insegnante di sostegno necessitano di interventi didattici personalizzati.

L'analisi evidenzia infatti che l'8,6% degli studenti italiani rientra nella categoria dei BES. Sommando questa percentuale al 4,5% degli alunni certificati si arriva a un dato particolarmente significativo: il 13,1% della popolazione scolastica presenta difficoltà di apprendimento che richiedono attenzioni specifiche. Tradotto in numeri assoluti, significa che nell'anno scolastico 2023/24 circa 360 mila studenti erano seguiti da docenti di sostegno, mentre altri 688 mila necessitavano di percorsi individualizzati affidati ai consigli di classe. Complessivamente si supera il milione di alunni coinvolti.

La distribuzione territoriale dei BES mostra differenze rilevanti. Le regioni del Nord e del Centro registrano percentuali simili, rispettivamente pari al 10,9% e al 10%, mentre nel Mezzogiorno e nelle Isole il dato si ferma al 4,9%. Tra le regioni con la maggiore incidenza figurano Liguria, Valle d'Aosta, Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna.

Per quanto riguarda le tipologie di disabilità, le più diffuse risultano essere quelle legate alla disabilità intellettiva e ai disturbi dello sviluppo psicologico. La disabilità intellettiva interessa complessivamente il 40,3% degli alunni certificati, mentre i disturbi dello sviluppo psicologico riguardano il 34,8%. Seguono i disturbi dell'apprendimento, presenti nel 18,2% dei casi, e quelli relativi all'attenzione e al comportamento, che incidono per il 17,5%. Molto meno frequenti risultano invece le disabilità sensoriali e motorie.

Un altro aspetto critico riguarda il personale docente. A livello nazionale il 26,9% degli insegnanti che operano su posti di sostegno non possiede la specifica specializzazione. In termini assoluti, dei circa 249 mila docenti di sostegno in servizio nel 2023/24, quasi 67 mila risultavano privi del titolo specialistico. La situazione appare particolarmente problematica in diverse regioni del Nord, dove le percentuali di docenti non specializzati superano spesso il 35% e raggiungono punte superiori al 40% in Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia.

Secondo l'analisi della Gilda, questa situazione sarebbe legata anche alla distribuzione territoriale dei percorsi universitari di specializzazione TFA sostegno, concentrati maggiormente nel Mezzogiorno rispetto alle regioni settentrionali. L'avvio dei corsi organizzati da INDIRE potrebbe contribuire nei prossimi anni a ridurre tale squilibrio.

Le difficoltà emergono anche nelle procedure di assegnazione delle cattedre. A un mese dall'inizio delle lezioni, l'11,4% dei posti di sostegno risultava ancora non assegnato. La situazione è particolarmente evidente nella scuola dell'infanzia e nella primaria, dove le percentuali superano rispettivamente il 16% e il 12%.

Particolarmente delicato è poi il tema della continuità didattica. I dati mostrano che il 57,3% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante di sostegno rispetto all'anno precedente. Inoltre, l'8,4% degli studenti ha visto cambiare docente addirittura durante l'anno scolastico. Una situazione che, secondo la Gilda, incide negativamente sulla qualità dei percorsi educativi e sulla costruzione di relazioni stabili tra docente e studente.

L'indagine evidenzia infine una progressiva riduzione delle ore di sostegno riconosciute ai singoli alunni. La media nazionale si attesta a 15,6 ore settimanali di docenza specializzata, con differenze territoriali che penalizzano soprattutto le regioni del Nord. Anche le ore garantite dagli assistenti all'autonomia e alla comunicazione si fermano mediamente a 9,6 ore settimanali.

Nel complesso, i dati delineano un sistema dell'inclusione che continua a rappresentare un punto di forza della scuola italiana ma che deve confrontarsi con criticità strutturali sempre più evidenti: aumento costante degli studenti con bisogni educativi complessi, carenza di docenti specializzati, ritardi nelle nomine, discontinuità didattica e riduzione delle risorse disponibili. Sfide che richiederanno interventi organizzativi e investimenti mirati per garantire il diritto allo studio e l'effettiva inclusione di tutti gli studenti.

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