Stipendi della scuola, Anief chiede meno tasse e trattenute
Il sindacato propone sgravi sugli aumenti e sul salario accessorio, tredicesima senza Irpef e stop al contributo ex Enam
Meno tasse sugli stipendi del personale scolastico e abolizione dell’Irpef sulla tredicesima. È la richiesta del sindacato nazionale Anief, che annuncia un emendamento alla Legge di Bilancio per rafforzare la tutela economica di docenti e personale Ata. Secondo il comunicato, la proposta sarà valutata nei prossimi giorni dalla commissione competente del Senato.
La misura riguarderebbe 1,2 milioni di lavoratori della scuola. Anief chiede di estendere loro la detassazione al 5% degli aumenti contrattuali dal 2027, indicata nel comunicato come prevista per il settore privato, eliminando il vincolo dei 33 mila euro annui.
Il pacchetto comprende anche la detassazione al 15% dell’intero salario accessorio, senza il limite degli 800 euro annui richiamato dal sindacato per il pubblico impiego, e l’abolizione dell’Irpef sulla tredicesima. Si tratta di richieste sindacali contenute nella proposta, non di misure già approvate.
Costi e coperture proposti. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, stima un costo complessivo di 2,2 miliardi di euro. La copertura, spiega nel comunicato, verrebbe dalla spesa corrente destinata in parte all’aumento delle spese militari, escludendo le risorse riservate al personale. Il sindacato chiede investimenti proporzionati e richiama il confronto tra gli stanziamenti che indica per sanità, con un aumento di 2-4 miliardi, scuola, con 300 milioni, e difesa, con 7,5 miliardi.
Un secondo fronte riguarda le insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria. Con un altro emendamento, riferito nel comunicato al decreto-legge Scuola n. 170, Anief chiede di eliminare l’obbligatorietà della trattenuta ex Enam, che considera una duplicazione dei contributi per servizi analoghi.
Il sindacato ricorda che l’Enam è stato soppresso nel 2010 e che le sue funzioni sono passate prima all’INPDAP e poi all’INPS, mentre la trattenuta è rimasta. Secondo Pacifico, questi docenti versano lo 0,35% alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali dell’INPS, come gli altri dipendenti pubblici, e un ulteriore 0,80% alla gestione ex Enam.
Per Anief, la sovrapposizione riguarda anche alcuni servizi oggi coperti dall’assicurazione sanitaria per tutto il personale scolastico. Il sindacato denuncia una disparità rispetto ai docenti della secondaria e agli altri lavoratori della scuola. La richiesta è rendere il servizio facoltativo: chi desidera continuare a usufruirne, precisa Pacifico, potrebbe mantenerlo.