Stipendi Scuola: da gennaio 2025 stop all' anticipo contratto e riduzione di 50 euro lordi mensili per precari e neoassunti

A partire da gennaio 2025, una parte significativa del personale scolastico dovrà fare i conti con una riduzione salariale media di circa 50 euro lordi al mese. La notizia, diffusa dalla testata Tutto...

A cura di Redazione Redazione
17 dicembre 2024 16:00
Stipendi Scuola: da gennaio 2025 stop all' anticipo contratto e riduzione di 50 euro lordi mensili per precari e neoassunti -
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A partire da gennaio 2025, una parte significativa del personale scolastico dovrà fare i conti con una riduzione salariale media di circa 50 euro lordi al mese. La notizia, diffusa dalla testata Tuttolavoro24, riguarda la fine dell’Anticipo Contratto, un beneficio temporaneo erogato nel 2024 grazie al Decreto Anticipi di fine 2023. La Manovra di Bilancio 2025 non ha rifinanziato la misura, lasciando così scoperti docenti e ATA con contratti precari e neoassunti.

Cos’era l’Anticipo Contratto?

L’Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC) è un meccanismo che viene applicato quando un contratto collettivo è scaduto e non è stato rinnovato. Questa indennità serve a mitigare, seppur in misura minima, il mancato adeguamento degli stipendi all’inflazione. Il CCNL Scuola, scaduto il 31 dicembre 2021, ha portato all’erogazione dell’IVC nel 2024.

Ciò che ha caratterizzato il 2024, però, è stata la rivalutazione anticipata dell’IVC: il Decreto Anticipi aveva previsto che il suo valore fosse incrementato di 6,7 volte rispetto all’IVC ordinaria e corrisposto anticipatamente nel dicembre 2023. Questa misura straordinaria ha portato un beneficio diretto al personale scolastico con contratti a tempo indeterminato e ad alcune categorie di supplenti.

Perché l’Anticipo Contratto scompare?

La misura era temporanea e non strutturale. La Manovra di Bilancio 2025 non ha rifinanziato l’incremento dell’IVC per l’anno successivo, decretando la fine dell’Anticipo Contratto. Questo vuoto normativo porta alla naturale cessazione del beneficio e a una conseguente riduzione salariale che peserà soprattutto su alcune categorie di lavoratori della scuola.

Chi perderà i 50 euro lordi medi mensili?

Secondo quanto riportato da Tuttolavoro24, ad essere penalizzati saranno principalmente:

  1. Supplenti annuali con contratto in scadenza il 30 giugno o il 31 agosto 2025;
  2. Supplenti brevi, che ricoprono incarichi temporanei;
  3. Neoassunti a tempo indeterminato che non avevano beneficiato della liquidazione anticipata nel dicembre 2023.

Chi non sarà toccato?

Il personale a tempo indeterminato, che ha già ricevuto la liquidazione anticipata dell’indennità rivalutata nel dicembre 2023, non subirà alcun impatto economico. Per questa categoria, l’Anticipo Contratto è stato un pagamento una tantum che non verrà replicato, ma che non richiederà ulteriori riduzioni mensili.

L’impatto della misura

La perdita di 50 euro lordi medi può sembrare limitata, ma per supplenti annuali e brevi, spesso caratterizzati da retribuzioni già basse e incertezze contrattuali, questa riduzione rappresenta un ulteriore indebolimento del potere d’acquisto. Il blocco dell’Anticipo Contratto si inserisce in un contesto di mancato rinnovo del CCNL, scaduto ormai da oltre tre anni, e di salari che non tengono il passo con l’inflazione.

La misura evidenzia ancora una volta la fragilità economica di molte figure della scuola, in particolare i precari. La cessazione del beneficio non sarà compensata da interventi strutturali, lasciando molte categorie senza tutele economiche adeguate.

La decisione mette in difficoltà soprattutto i supplenti annuali e brevi e i neoassunti, confermando ancora una volta l’urgenza di un rinnovo contrattuale per il comparto scuola. In un contesto economico complesso, la riduzione rappresenta un’ulteriore penalizzazione per chi già vive situazioni contrattuali precarie.

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