TFA sostegno, titoli esteri e corsi online: le denunce di Genova Inclusiva e la linea di Marco Macrì

Negli ultimi due anni, il confronto sul tema è stato animato anche dagli interventi di Marco Macrì, che ha costruito una campagna di denuncia contro quello che definisce un “abbassamento sistemico della qualità” nella formazione degli operatori scolastici

A cura di Redazione Redazione
20 aprile 2026 22:59
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La redazione riceve e pubblica le dichiarazioni provenienti dall’associazione Genova Inclusiva, lasciando aperto il dibattito su un tema che negli ultimi anni ha assunto un rilievo crescente nel sistema scolastico: la formazione dei docenti di sostegno. Si tratta di posizioni critiche che, allo stato attuale, risultano basate su segnalazioni e prese di posizione pubbliche, senza che emergano denunce formalizzate in sede giudiziaria oltre alle iniziative di sensibilizzazione e diffida già rese note.

Negli ultimi due anni, il confronto sul tema è stato animato anche dagli interventi di Marco Macrì, che ha costruito una campagna di denuncia contro quello che definisce un “abbassamento sistemico della qualità” nella formazione degli operatori scolastici.

Il nodo dei titoli esteri e degli e-campus

Uno dei punti più controversi riguarda il fenomeno dei docenti abilitati all’estero. Secondo le ricostruzioni rilanciate dall’associazione, migliaia di insegnanti avrebbero conseguito titoli in altri Paesi europei attraverso percorsi ritenuti più accessibili, talvolta intermediati da università telematiche o enti privati.

Macrì parla apertamente di un “sistema parallelo” che “consentirebbe di aggirare i percorsi italiani del TFA sostegno, più selettivi e strutturati”. Il rischio, secondo l’associazione, sarebbe duplice: “da un lato una formazione seguita solo formalmente, dall’altro un effetto distorsivo nei concorsi pubblici”.

Sempre secondo Genova Inclusiva, si sarebbe sviluppato un mercato rilevante legato ai cosiddetti e-campus, con la conseguenza di “trasformare la formazione in un prodotto acquistabile più che in un percorso professionalizzante”.

Va tuttavia precisato che il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha già da tempo smentito l’esistenza di irregolarità sistemiche, ribadendo la validità delle procedure di riconoscimento dei titoli esteri, che sono sottoposte a verifiche amministrative e normative.

La critica ai percorsi brevi e online

Un secondo ambito di critica riguarda i nuovi percorsi di formazione, anche in relazione agli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Secondo Macrì, si starebbe andando verso “corsi più brevi, prevalentemente online, con una riduzione significativa del tirocinio e delle prove selettive”. Una tendenza che viene interpretata come una scorciatoia: “non si tratta di formare professionisti, ma di spargere semi senza verificare la crescita reale delle competenze”.

Anche su questo punto, il Ministero ha più volte chiarito che le innovazioni introdotte mirano a rispondere alla carenza strutturale di docenti specializzati, mantenendo comunque standard formativi coerenti con la normativa vigente.

L’abbassamento dei requisiti professionali

Le critiche si estendono anche ad altre figure educative, come gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione (Asacom).

Secondo Macrì, le nuove linee guida consentirebbero l’accesso con “un semplice diploma e un corso di circa 600 ore”, configurando “un netto passo indietro rispetto ai requisiti precedenti”. Il rischio, evidenziato dall’associazione, sarebbe quello di “una dequalificazione professionale generalizzata”.

Una denuncia politica e istituzionale

La posizione di Genova Inclusiva assume anche un profilo politico. L’associazione accusa il Ministero di “privilegiare la quantità rispetto alla qualità”, di “accettare implicitamente titoli di dubbia consistenza” e di “non intervenire con controlli adeguati”.

In alcune dichiarazioni pubbliche, Macrì ha fatto riferimento anche alla possibilità di coinvolgere organismi europei, ma ad oggi tali iniziative risultano limitate a segnalazioni e richieste di attenzione istituzionale, senza sviluppi giudiziari concreti.

Il tema centrale: inclusione o risparmio?

Il nodo centrale resta quello del rapporto tra qualità dell’inclusione e sostenibilità del sistema.

Secondo Macrì, “si abbassano i requisiti per ridurre i costi del personale e si semplificano i percorsi per coprire rapidamente le carenze di organico”. Tuttavia, aggiunge, “così si rischia di compromettere il diritto allo studio degli alunni con disabilità”.

La posizione dell’associazione è netta: l’inclusione scolastica richiede “investimenti, competenze elevate e percorsi formativi rigorosi”, e non può essere oggetto di semplificazioni eccessive.

Una mobilitazione continua

Nel tempo, Genova Inclusiva ha promosso manifestazioni, diffide e raccolte di segnalazioni da parte delle famiglie, presentandosi come soggetto di controllo civico impegnato nella tutela della qualità dell’inclusione.

Le dichiarazioni di Marco Macrì rappresentano una delle voci più critiche nel panorama attuale sulla formazione dei docenti di sostegno. Allo stesso tempo, le istituzioni ribadiscono la correttezza del quadro normativo e delle procedure in atto.

Resta quindi aperto un confronto complesso, che chiama in causa un equilibrio delicato: aumentare il numero di docenti specializzati senza compromettere la qualità dell’inclusione scolastica. Un tema su cui il dibattito rimane aperto e che richiederà ulteriori sviluppi, anche alla luce di eventuali riscontri concreti oltre il piano delle dichiarazioni.

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