Un’ora di Lettura ad Alta Voce: la scuola può ripartire dalle parole

La domanda posta da La Voce della Scuola potrebbe essere molto semplice: di cosa è fatta davvero la scuola?

A cura di Redazione Redazione
15 settembre 2026 21:07
Un’ora di Lettura ad Alta Voce: la scuola può ripartire dalle parole -
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di Giuseppe Tizza

Di cosa è fatta la scuola? Dalle materie, dai programmi, dai libri. Ma soprattutto dalle parole: quelle che gli insegnanti pronunciano, quelle che i bambini ascoltano e, un giorno, imparano a leggere ad alta voce.

La domanda posta da La Voce della Scuola potrebbe essere molto semplice: di cosa è fatta davvero la scuola?

La mia risposta è altrettanto semplice: anche di un’ora al giorno di Lettura ad Alta Voce.

Non un’attività occasionale. Non un premio dopo aver terminato i compiti. Non un riempitivo. Un’ora quotidiana dedicata all’ascolto e alla lettura ad alta voce.

Un bambino che ascolta una storia ascolta la lingua. Impara il ritmo delle frasi, scopre parole nuove, comprende il significato attraverso la voce, sviluppa attenzione e immaginazione. E quando comincia a leggere ad alta voce, la parola scritta diventa una parola viva.

Per questo credo che la Lettura ad Alta Voce dovrebbe entrare stabilmente nella giornata scolastica.

Si parla spesso dei risultati delle classifiche PISA e dei Paesi che ottengono le migliori prestazioni. Ma forse dovremmo porci una domanda ancora più concreta: quanto tempo dedichiamo ogni giorno alla lettura? E quanto tempo alla lettura ad alta voce?

La mia proposta è radicalmente semplice:

Un’ora di Lettura ad Alta Voce ogni giorno, per ogni bambino.

Non serve inventare una nuova materia. Serve restituire alla scuola il tempo della parola.

E forse la scuola del futuro potrebbe cominciare proprio così: un insegnante, un libro, una classe e una voce che legge.

Perché una mente aperta nasce anche dall’ascolto di parole che non aveva ancora incontrato.

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