“Venti di Pace soffiano su Quartu: la letteratura incontra i giovani nella XII edizione del Festival del Mediterraneo”

Dal 4 al 9 maggio 2026 incontri con autori, scuole protagoniste e una mostra 3D per raccontare il valore universale della pace

A cura di Redazione Redazione
28 aprile 2026 17:18
“Venti di Pace soffiano su Quartu: la letteratura incontra i giovani nella XII edizione del Festival del Mediterraneo” -
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Prenderà il via il prossimo 4 maggio a Quartu Sant’Elena la dodicesima edizione del Festival della Letteratura del Mediterraneo, un appuntamento ormai consolidato nel panorama culturale sardo, promosso dall’associazione “Genti Arrubia”. Il tema scelto per il 2026, “Pace: Venti di Pace”, attraversa l’intero programma e si propone come filo conduttore di incontri, dialoghi e attività rivolte soprattutto alle nuove generazioni.

Come si evince dal pieghevole ufficiale , il Festival si svilupperà in più sedi tra Quartu Sant’Elena, Sinnai, Maracalagonis e Donori, coinvolgendo auditorium, spazi culturali e istituti scolastici. L’iniziativa si configura come un vero e proprio percorso educativo e culturale, capace di unire letteratura, attualità e partecipazione attiva degli studenti.

Una mostra per raccontare la pace

Il Festival prende avvio con una significativa iniziativa espositiva che mette al centro lo sguardo dei più giovani. Come riportato nel comunicato stampa :

“Dal 4 maggio p.v. partirà la 12^Edizione del Festival della Letteratura del Mediterraneo 2026, con il titolo ‘Pace: Venti di Pace’. Il Festival prevede una prima iniziativa con l’allestimento, presso la Sala Teche dell’Ex Convento dei Cappuccini, in Via Brigata Sassari a Quartu Sant’Elena, con l’allestimento della Mostra dei modellini in 3D dal titolo: ‘Desideri di Pace’.”

La mostra, inaugurata il 29 aprile e visitabile fino al 13 maggio, presenta trenta modellini tridimensionali realizzati dagli studenti delle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado dell’I.C. n. 4 di Quartu Sant’Elena. Le opere rappresentano, con forte impatto visivo, il contrasto tra le atrocità dei conflitti e la speranza di un mondo pacifico:

“Nelle loro opere, trenta modellini in 3D, alcuni radiocomandati, i ragazzi raffigurano, in modo tangibile, le atrocità dei conflitti, e per contro la realtà opposta, quella della serenità di un mondo in pace.”

Un festival diffuso tra scuole e territori

L’apertura ufficiale del Festival è prevista lunedì 4 maggio presso l’Ex Convento dei Cappuccini, con la conferenza stampa del presidente dell’associazione, Enrico Frau, che presenterà il programma della manifestazione. Contestualmente sarà inaugurata anche la mostra fotografica “Come pensiamo la Pace”, realizzata dagli studenti delle scuole secondarie di primo grado .

Il calendario degli eventi, ricco e articolato, prevede incontri con autori, presentazioni di libri e momenti di dialogo diretto tra scrittori e studenti. Le attività si svolgeranno prevalentemente al mattino, con il coinvolgimento delle scuole primarie e secondarie, e nel pomeriggio con incontri aperti al pubblico.

Tra gli appuntamenti più significativi si segnala quello di mercoledì 6 maggio a Donori, presso l’Ex Monte Granatico, dove:

“Ore 17.00 DIEGO PALMA
Simona Bande dialoga con l’autore del libro
‘La vita come un’opera d’arte’ – Ed. La Zattera”

Un incontro che si inserisce pienamente nel tema del Festival, offrendo al pubblico una riflessione sul valore dell’esistenza e sulla possibilità di interpretarla come un percorso creativo, capace di generare bellezza e consapevolezza anche nei contesti più complessi.

Tra gli altri autori presenti figurano Carla Fiorentino, Simona Baldelli, Caterina Pavan, Giorgio Scaramuzzino, Vichi De Marchi, Angela Iantosca e molti altri, chiamati a confrontarsi con i ragazzi su temi che spaziano dalla narrativa per l’infanzia alla memoria storica, fino alle questioni contemporanee legate ai diritti e alla pace.

Il dialogo come strumento educativo

Uno degli elementi distintivi del Festival è la centralità del dialogo. Gli studenti non sono semplici spettatori, ma protagonisti attivi: intervistano gli autori, pongono domande, partecipano alla costruzione del dibattito. Questa modalità contribuisce a rendere la letteratura uno strumento vivo, capace di stimolare il pensiero critico e la partecipazione civica.

Particolarmente significativo è anche il coinvolgimento di testimoni diretti e figure impegnate nella promozione della pace, come nel caso degli incontri previsti nella giornata conclusiva del 9 maggio, che vedranno la partecipazione di protagonisti di esperienze internazionali legate al dialogo e alla riconciliazione.

Cultura della pace: un messaggio per il futuro

Il Festival della Letteratura del Mediterraneo si conferma dunque come un laboratorio culturale e educativo di grande valore, capace di mettere in relazione territori, scuole e comunità. Il messaggio che emerge con forza è quello della necessità di costruire una solida cultura della pace, a partire proprio dai giovani.

“Con la volontà di lasciare un segno, le ragazze e i ragazzi indicano agli adulti, la necessità assoluta, per costruire un mondo migliore, per il loro e nostro futuro, la ricerca di una solida costruzione della Cultura della Pace.”

Un invito chiaro e diretto che, attraverso la letteratura e l’arte, trova nel Festival uno spazio concreto di espressione e condivisione.

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