Violenza a scuola, Diego Palma: «Costruiamo ponti, non muri»

A Napoli, Palma rilancia l'ascolto dei giovani e il valore delle alleanze con Scarpellino, Frate e Frassinetti.

A cura di Redazione Redazione
14 ottobre 2026 22:27
Violenza a scuola, Diego Palma: «Costruiamo ponti, non muri» - Diego Palma, direttore de La Voce della Scuola
Diego Palma, direttore de La Voce della Scuola
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Violenza nelle scuole, Diego Palma a Napoli: «La scuola non ha bisogno di recinti, ma di ponti». Il valore delle alleanze e dell'ascolto dei giovani

Dal Maschio Angioino un appello a ricostruire il patto scuola-famiglia e a superare il silenzio sulle criticità scolastiche. Il direttore de La Voce della Scuola sottolinea il valore della collaborazione con Antonio Scarpellino, ricorda la vicinanza della già deputata Flora Frate e rivolge un ringraziamento al sottosegretario Paola Frassinetti. A moderare il confronto Valentina Santarpia, giornalista del Corriere della Sera.

NAPOLI, 14 ottobre 2026 – La scuola non deve essere soltanto raccontata, ma soprattutto ascoltata, difesa e rappresentata con coraggio. È uno dei messaggi più significativi lanciati da Diego Palma, direttore de La Voce della Scuola, durante il convegno “La gestione della violenza all'interno delle scuole italiane”, svoltosi nella prestigiosa Sala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli.

Un appuntamento dedicato alla prevenzione della violenza, al bullismo e al disagio giovanile, che ha riunito studenti, rappresentanti delle istituzioni, docenti, magistrati e professionisti del settore educativo.

A moderare i lavori è stata Valentina Santarpia, giornalista del Corriere della Sera, che ha accompagnato il confronto tra i relatori, valorizzando il dialogo e la partecipazione degli studenti.

La giornata ha rappresentato anche un momento di riflessione sul valore delle collaborazioni e delle relazioni umane, temi ai quali Palma ha dedicato una parte significativa del proprio intervento.

Diego Palma: «La scuola non ha bisogno di recinti, ma di ponti»

Nel suo intervento, Palma ha spiegato le ragioni che hanno portato La Voce della Scuola a promuovere l'iniziativa insieme a FederIstruzione e Oggi Scuola, sottolineando la necessità di costruire una comunità educativa capace di confrontarsi senza divisioni e personalismi.

Al centro del suo ragionamento, la convinzione che la scuola debba tornare a essere un luogo di ascolto autentico, nel quale studenti, docenti, famiglie e istituzioni possano riconoscersi come parti di un progetto comune.

Il direttore ha richiamato la necessità di restituire protagonismo ai giovani, troppo spesso considerati destinatari delle decisioni educative senza essere realmente coinvolti nel confronto.

Un tema strettamente legato alla ricostruzione del patto tra scuola e famiglia e al superamento delle contrapposizioni che rischiano di indebolire il sistema educativo.

«Il mondo della scuola non ha bisogno di altri recinti. Ha bisogno di ponti», ha affermato Palma.

Una metafora che sintetizza la sua visione: costruire ponti significa avere il coraggio dell'incontro, accettare il confronto anche sulle questioni più difficili e riconoscere il valore delle opinioni e delle esperienze degli altri.

Per il direttore, infatti, le grandi battaglie non si vincono escludendo, ma coinvolgendo.

Antonio Scarpellino e Diego Palma: la forza di fare rete oltre le rivalità

Uno dei passaggi più significativi dell'intervento è stato dedicato al rapporto umano e professionale costruito con Antonio Scarpellino, presidente di FederIstruzione e autore di Oggi Scuola, indicato da Palma come esempio concreto di una collaborazione capace di superare le logiche della concorrenza e delle divisioni nel mondo dell'informazione scolastica.

Un rapporto che, nelle parole del direttore, va ben oltre la semplice collaborazione organizzativa e testimonia la possibilità di unire realtà differenti attorno a obiettivi condivisi.

«Un rapporto che considero molto più di una collaborazione: è la dimostrazione che realtà differenti, ciascuna con la propria identità, possono unire le forze senza rinunciare a ciò che sono», ha dichiarato Palma.

Un concetto rafforzato da un'altra affermazione particolarmente significativa:

«Non dobbiamo essere tutti uguali per camminare nella stessa direzione».

Il riconoscimento ad Antonio Scarpellino assume così un valore che supera il piano personale, diventando il simbolo di un modo diverso di intendere l'informazione e la rappresentanza scolastica.

Per Palma, infatti, il mondo della scuola non può permettersi di disperdere energie in contrapposizioni, personalismi o competizioni per la visibilità.

Al contrario, ha bisogno di alleanze, competenze condivise e persone capaci di mettere gli obiettivi comuni davanti agli interessi individuali.

«Io non considero il successo di un'altra realtà una sconfitta per la mia. Al contrario, ogni voce autorevole che si aggiunge a una causa giusta rende quella causa più forte», ha ribadito il direttore.

Parole che restituiscono il significato della collaborazione tra La Voce della Scuola, FederIstruzione e Oggi Scuola, realtà che hanno scelto di unire le proprie energie nella promozione del confronto sulla violenza scolastica.

Fare rete, nella visione di Palma, non significa rinunciare alla propria identità, ma rafforzarla attraverso il rispetto reciproco e la condivisione degli obiettivi.

Il valore della riconoscenza: Flora Frate e il ringraziamento al sottosegretario Paola Frassinetti

Accanto al riconoscimento rivolto ad Antonio Scarpellino, trova spazio anche il valore delle persone che hanno accompagnato nel tempo il percorso de La Voce della Scuola, sostenendone l'impegno e condividendone le battaglie.

In questo contesto assume particolare significato il riferimento alla già deputata Flora Frate, ricordata per la sua costante vicinanza e per essere stata tra le persone che hanno continuato a credere nel progetto e nelle iniziative a favore del mondo scolastico.

Un riconoscimento che richiama uno dei principi espressi da Palma nel suo intervento: la riconoscenza verso chi c'è sempre stato, anche nei momenti più difficili, e la consapevolezza che dietro ogni percorso non ci sono soltanto ruoli e organizzazioni, ma soprattutto persone.

«Io credo nelle persone prima ancora che nelle organizzazioni. Credo nella lealtà, nella riconoscenza e nella capacità di riconoscere il contributo degli altri», ha sottolineato il direttore.

Parole che danno significato anche al riferimento a Flora Frate, nel segno della continuità dei rapporti umani e dell'impegno per la scuola al di là degli incarichi istituzionali.

Un ringraziamento è stato inoltre rivolto al sottosegretario all'Istruzione e al Merito Paola Frassinetti, nel quadro dell'importanza attribuita al confronto con le istituzioni e alla necessità di affrontare concretamente le criticità del sistema scolastico.

La prevenzione della violenza, il contrasto al bullismo e la tutela del personale scolastico richiedono infatti un impegno condiviso e un dialogo costante tra chi vive quotidianamente la scuola e chi è chiamato ad assumere responsabilità istituzionali.

Dalla collaborazione con Antonio Scarpellino alla riconoscenza verso Flora Frate, fino al ringraziamento a Paola Frassinetti, emerge un filo conduttore: la convinzione che nessun cambiamento significativo possa essere costruito da soli e che la forza di un progetto risieda anche nella capacità di riconoscere il contributo degli altri.

Il coraggio di raccontare ciò che accade nelle scuole

Un altro passaggio centrale del confronto ha riguardato il silenzio che talvolta accompagna le situazioni problematiche all'interno degli istituti scolastici.

Palma ha richiamato l'attenzione sulle difficoltà che alcuni insegnanti incontrano nel denunciare episodi critici, anche per il timore di conseguenze nei rapporti con la dirigenza.

Analogamente, ha evidenziato il rischio che determinate problematiche non vengano rese pubbliche per evitare possibili ricadute negative sull'immagine della scuola.

Da qui una riflessione sulla necessità di non trasformare gli studenti in semplici clienti di un servizio, ma di riconoscere pienamente la funzione educativa e istituzionale della scuola.

La scuola è prima di tutto un presidio dello Stato, un luogo nel quale devono essere garantiti diritti, responsabilità, sicurezza e opportunità di crescita.

La trasparenza, la capacità di affrontare le criticità e il coraggio della denuncia diventano quindi strumenti essenziali per prevenire la violenza e tutelare l'intera comunità scolastica.

Valentina Santarpia, una moderazione attenta al dialogo

A dare continuità al confronto è stata Valentina Santarpia, giornalista del Corriere della Sera, che ha moderato l'incontro collegando gli interventi istituzionali, i contributi degli esperti e le testimonianze degli studenti.

La sua conduzione ha contribuito a mantenere al centro il tema della prevenzione, evidenziando l'importanza dell'ascolto e della collaborazione tra le diverse figure coinvolte nella vita scolastica.

Nell'introdurre l'intervento di Diego Palma, Santarpia ha richiamato anche il valore dei programmi strutturati di prevenzione, collegando le evidenze educative al ruolo concreto della scuola.

Al termine del contributo del direttore, la giornalista ha evidenziato un elemento distintivo della sua figura: essere contemporaneamente direttore di una testata specializzata e docente, quindi conoscere direttamente la realtà quotidiana delle aule.

Una sottolineatura che ha dato risalto alla dimensione educativa dell'intervento e alla capacità degli insegnanti di coinvolgere e stimolare gli studenti.

La moderazione di Santarpia ha così rappresentato un elemento importante nella costruzione di un confronto non limitato alle dichiarazioni istituzionali, ma aperto alle esperienze e alle domande dei giovani.

Dal Senato a Napoli: un percorso di impegno e partecipazione

Nel suo intervento, Palma ha ricordato anche le precedenti iniziative promosse da La Voce della Scuola sul tema della violenza scolastica.

Tra queste, gli interventi al Senato nell'ambito dell'Affare assegnato n. 67 e la partecipazione al convegno della Gilda del 5 ottobre a Roma.

Tre momenti differenti, accomunati dalla volontà di trasformare il confronto pubblico in proposte concrete.

«Trasformare le parole in partecipazione, la partecipazione in proposte e le proposte in cambiamento», ha ricordato Palma.

La giornata napoletana rappresenta dunque una nuova tappa di un percorso che intende collegare informazione, rappresentanza, partecipazione e dialogo istituzionale.

Un impegno che il direttore ha ricondotto anche alle difficoltà affrontate negli anni da La Voce della Scuola e dall'associazione, sottolineando la scelta di non fermarsi e di continuare a denunciare, proporre e costruire occasioni di confronto.

La parola agli studenti: dalla testimonianza alle proposte

Il convegno ha lasciato spazio anche alle esperienze dirette dei ragazzi, attraverso un laboratorio e momenti di partecipazione.

Particolarmente significativa la testimonianza di una giovane ex studentessa, che ha raccontato di aver subito bullismo per diversi anni e di non aver ricevuto l'ascolto richiesto nei momenti di maggiore difficoltà.

Un racconto che ha reso concreto il tema al centro dell'iniziativa: la violenza scolastica non riguarda soltanto gli episodi più evidenti, ma anche l'isolamento, la paura, il disagio e l'assenza di risposte adeguate.

La testimonianza ha richiamato la necessità di costruire ambienti scolastici nei quali ogni studente possa sentirsi ascoltato, protetto e riconosciuto.

Perché prevenire la violenza significa anche individuare tempestivamente i segnali di disagio e intervenire prima che le situazioni diventino irreversibili.

La sfida: trasformare l'ascolto in responsabilità

Dal Maschio Angioino emerge un messaggio che unisce le riflessioni di Diego Palma, il lavoro degli organizzatori e la partecipazione degli studenti: per prevenire la violenza occorre costruire relazioni fondate sulla fiducia, sulla responsabilità e sull'ascolto.

La collaborazione con Antonio Scarpellino, il riconoscimento a Flora Frate e il ringraziamento al sottosegretario Paola Frassinetti si inseriscono in questa visione, nella quale il dialogo e la capacità di fare rete rappresentano strumenti fondamentali per affrontare le sfide della scuola italiana.

La moderazione di Valentina Santarpia ha accompagnato il percorso di confronto, dando continuità a una discussione che ha coinvolto il mondo dell'informazione, della giustizia, della scuola e delle istituzioni.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche a Cristina Benenati, giornalista de La Stampa, nel segno della stima e della riconoscenza per il suo impegno professionale e per l'attenzione rivolta al mondo della scuola. Un riconoscimento che richiama il valore dei rapporti umani, della collaborazione e della capacità di costruire ponti tra persone che condividono la stessa sensibilità verso le sfide educative.

Per Diego Palma, il convegno di Napoli non rappresenta un punto d'arrivo, ma una nuova responsabilità.

«La vera forza non sta nel dimostrare di non avere bisogno di nessuno, ma nel comprendere quanto possiamo costruire insieme», ha affermato il direttore.

Una riflessione che ha trovato la sua espressione più significativa nelle parole conclusive dell'intervento:

«Chi costruisce muri può illudersi di essere al sicuro, ma finisce prigioniero dello spazio che ha difeso. Chi costruisce ponti, invece, accetta il rischio dell'incontro e conquista la possibilità dell'infinito».

E infine l'impegno che sintetizza il senso della giornata:

«Noi abbiamo scelto di costruire ponti. E continueremo a farlo».

Un messaggio che dal cuore di Napoli si rivolge all'intera comunità scolastica italiana: nessuna forma di violenza può essere affrontata senza ascoltare chi la vive ogni giorno, e nessun cambiamento duraturo può nascere senza il coraggio di lavorare insieme.

La diretta Violenza nelle scuole, a Napoli istituzioni, esperti e studenti a confronto trasmessa in diretta da Radio Radicale.

https://www.radioradicale.it/scheda/801128/violenza-nelle-scuole-a-napoli-istituzioni-esperti-e-studenti-a-confronto/stampa-e-regime

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