Violenza contro le donne, Valditara: «via al piano straordinario di formazione docenti»
Nel giorno della condanna all’ergastolo di Filippo Turetta per l’omicidio di Giulia Cecchettin, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha annunciato un importante piano straordinario di formazione...
Nel giorno della condanna all’ergastolo di Filippo Turetta per l’omicidio di Giulia Cecchettin, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha annunciato un importante piano straordinario di formazione rivolto ai docenti. Un’iniziativa che si inserisce in un contesto tragico e allarmante: l’elenco delle donne, spesso giovanissime, uccise per aver detto “no” continua a crescere. Giulia, Sara, Ilaria… nomi che raccontano storie spezzate da una violenza radicata e pervasiva, contro la quale la scuola è chiamata a giocare un ruolo cruciale.
«Serve una grande mobilitazione delle coscienze per educare al rispetto verso le donne. La scuola è impegnata a fare la sua parte», ha dichiarato il ministro Giuseppe Valditara, annunciando il piano formativo elaborato in collaborazione con Indire, l’ente nazionale di ricerca educativa guidato da Francesco Manfredi.
Un piano in tre fasi per un’educazione al rispetto
Il piano straordinario punta a rafforzare il ruolo della scuola come presidio contro la violenza e la cultura patriarcale, promuovendo una formazione sistematica sui temi del rispetto, della parità e delle relazioni corrette. Tre le macro-attività previste.
1. Formazione dei docenti e dei dirigenti scolastici. Le scuole saranno invitate ad avviare una fase di autovalutazione per individuare le proprie esigenze specifiche. Su questa base, Indire strutturerà percorsi di formazione continua per i docenti, con l’obiettivo di sviluppare competenze pedagogiche, metodologiche e relazionali utili a integrare in ogni disciplina i principi del rispetto e della parità di genere. Saranno coinvolti anche i dirigenti scolastici, che, in qualità di “sentinelle educative”, avranno un ruolo centrale nella promozione di un clima scolastico positivo e inclusivo. Non mancheranno percorsi di formazione tra pari, con lo scambio di buone pratiche tra istituti.
2. Educazione degli studenti e delle studentesse. Le scuole saranno chiamate a sviluppare azioni educative mirate, basate sull’analisi dei comportamenti e dei sistemi valoriali giovanili. I percorsi prevedono attività di sensibilizzazione, sviluppo delle competenze relazionali e comunicative e strategie di coinvolgimento attivo degli studenti. Grande importanza sarà data alla creazione di spazi di ascolto e confronto, in cui le ragazze e i ragazzi possano esprimersi e riflettere su modelli relazionali sani e paritari.
3. Monitoraggio e valorizzazione delle buone pratiche. Il piano include infine un monitoraggio permanente delle strategie adottate e dell’attuazione della normativa in tema di parità di genere. Questa fase servirà a individuare e valorizzare le esperienze più efficaci, favorendo la diffusione di approcci innovativi e la costruzione di una rete educativa nazionale contro la violenza di genere.
Un segnale forte da parte delle istituzioni
L’annuncio del piano arriva in un momento carico di emozione e consapevolezza pubblica, e rappresenta una risposta concreta alla domanda di prevenzione e formazione che da tempo arriva da molte realtà scolastiche. L’inserimento dell’educazione al rispetto come obiettivo trasversale nell’insegnamento dell’Educazione civica è solo il primo passo: ora si passa all’azione.
«È fondamentale che le scuole non siano lasciate sole in questo compito – ha ribadito Valditara –. Per questo mettiamo in campo strumenti formativi solidi, perché l’educazione al rispetto sia davvero parte integrante del percorso scolastico di ogni studente».