Didattica della Shoah e bullismo si incontrano in un libro non scontato di Andrea Vitello, giovane storico e saggista di origini siciliane che ha fatto della passione per lo studio la sua salvezza. Vittima di bullismo in età scolare, Vitello affronta il tema della cultura della prevaricazione in modo chirurgico, partendo da lontano, proprio dalle politiche naziste che approdarono all’Olocausto passando prima per la deportazione di quelle categorie di esseri umani che secondo una visione psicopatica avrebbero potuto inquinare la superiorità della razza ariana, dunque non soltanto ebrei ma anche disabili, Rom, omosessuali e testimoni di Geova. L’obiettivo del libro, dal titolo “Il bullismo nella società” ed. Multimage, va oltre l’intento catartico dell’autore attraverso la disamina di un argomento così sentito, il bullismo, quanto ancora sottovalutato nella normativa vigente, e si propone piuttosto di chiudere il cerchio sulle cause che scatenano la cattiveria umana, dimostrando che, alla fine, qualunque sia l’effetto si parte sempre da aspetti comuni: infelicità, mancanza di empatia e scarsa autostima in primis, generatrici in secundis di quella rabbia incontrollata che determina la pericolosità sociale. Pertanto allo stesso modo dei nazisti, i bulli prendono di mira i più deboli, e se il paragone fra lo sterminio degli ebrei e i casi di suicidio indotti dal bullismo apparentemente non regge, la smania di sopraffazione dei carnefici è invece identica, e se non adeguatamente controllata attraverso l’educazione e la legge, continuerà a fare danni irreparabili. La didattica della Shoah pertanto viene presentata come deterrente a tutte le forme di violenza, purché impartita in modo adeguato alla platea a cui si rivolge, dando alla memoria il peso che merita come vaccino, citando Liliana Segre, contro l’indifferenza. Per fortuna la deriva nazista sarebbe oggi impossibile, grazie alla Legge Scelba nata in ottemperanza delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione, tuttavia il libro di Vitello ci impone delle riflessioni su quanto sarebbe facile trovare adepti per qualsivoglia forma di estremismo politico, conferma che ci viene anche tristemente dalla cronaca, o di violenza, singola o di gruppo, se non si lavora sulla prevenzione. Il bullismo si presenta sovente sin dalla più tenera età e, in ambito scolastico, si aggiunge alla violenza, sempre più frequente, anche nei confronti dei docenti: il monito è quello di non abbassare la guardia e di sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica. Il fenomeno viene declinato nel libro in ogni sua forma, sessismo, mobbing in età adulta, abilismo nei confronti dei disabili, razzismo etnico e religioso, omofobia, ma l’analisi delle cause non cambia: individuare un capro espiatorio per affermare la propria presunta superiorità in barba a tutti i diritti umani, e si potrebbe tristemente continuare anche a proposito degli animali, che esattamente come le forme di violenza perpetrate sui più deboli aiutano ad individuare precocemente potenziali criminali. Per inciso, a proposito di violenza sugli animali, si rimanda alla scena chiave del film Jiojo rabbit (2019), parodia del regime nazista che spiega l’orrore con leggerezza, nella quale l’ufficiale preposto all’allenamento militare dei bambini, vorrebbe insegnare al protagonista di 10 anni come si uccide senza pietà utilizzando un coniglio inerme; ebbene in tempi molto recenti è stata una capretta morta a calci, poi un’anatra a bastonate, poi un gatto e un cane rispettivamente scuoiato il primo e bruciato il secondo, entrambi da vivi, ed anche qui si potrebbe chiudere il cerchio tornando ad Hitler che avvelenó il suo “amato” pastore tedesco per testare il cianuro che intendeva assumere. Ancora il tema del capro espiatorio, dunque, ben spiegato nel libro, che analizza peraltro le forme di bullismo sia dal punto di vista delle vittime che da quello dei carnefici, che l’autore invita anche a guardare, alla fine, con quella humana pietas che deriva dalla consapevolezza del proprio valore, quando acquisita dalla vittima la salva inducendola a guardare cose e persone per quelle che sono, dall’alto.
Il libro, che presenta in appendice la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani commentata da Riccardo Noury portavoce Amnesty International Italia, sarà spunto di riflessione nel corso della conferenza stampa fissata per lunedì 5 febbraio alle ore 16 presso la sala stampa della Camera dei Deputati, organizzata in occasione della prossima celebrazione della Giornata Nazionale antibullismo prevista per il 7 febbraio, voluta dall’On. Devis Dori di Alleanza Verdi di sinistra, primo firmatario di una proposta di legge che intende rafforzare la legge n.71 del 2017, che si occupa di prevenzione e contrasto al cyberbullismo soprattutto in ambito scolastico. La pdl n.536 voluta da Devis Dori estende le pene anche al fenomeno del bullismo, in crescita preoccupante dopo la pandemia, attualmente è al vaglio del Senato, essendo già stata approvata all’unanimità alla Camera il 6 settembre 2023, a tre anni esatti dalla barbara uccisione a calci e pugni del giovane Willy Monteiro Duarte, a cui la pdl n.536 è stata dedicata.

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