24-31 ottobre 2026: settimana mondiale dell’alfabetizzazione ai media e all’informazione
Bambini e schermi: 4 domande per capire se lo screen time è davvero educativo e trasformarlo in un’opportunità di apprendimento
In occasione della Settimana mondiale dell'alfabetizzazione ai media e all'informazione, che l’Unesco celebra dal 24 al 31 ottobre prossimi, ecco i consigli della scuola di inglese Novakid per aiutare le famiglie a scegliere come e quando utilizzare la tecnologia.Milano, 20 ottobre 2026 – È educativo? È adatto alla sua età? Mio figlio sta imparando qualcosa o si limita a guardare? E quanto spazio lascia al gioco, al movimento e alle relazioni? Quando si parla di bambini e dispositivi tecnologici, sono queste le domande che possono aiutare i genitori a orientarsi, al di là del semplice conteggio dei minuti trascorsi online. In occasione della Settimana mondiale dell'alfabetizzazione ai media e all'informazione, che ricorre ogni anno dal 24 al 31 ottobre, Novakid, ecosistema per l'apprendimento dell'inglese dedicato ai bambini, propone quattro domande da cui i genitori possono partire per distinguere il consumo passivo dei contenuti dalle attività digitali che stimolano curiosità, partecipazione e apprendimento. La questione riguarda da vicino molte famiglie. Secondo una ricerca realizzata nel 2026 da Novakid su 960 genitori in Italia, Polonia, Romania e Turchia, il tempo trascorso dai bambini davanti agli schermi passa da circa due ore al giorno durante l'anno scolastico a quattro ore nei mesi estivi o comunque durante le vacanze scolastiche. Il 62% dei genitori dichiara di avere difficoltà a gestire l'uso dei dispositivi nel periodo in cui le scuole sono chiuse, mentre il 78% afferma che si sentirebbe più sereno se le attività digitali fossero educative e organizzate. «Non tutti i momenti davanti a uno schermo sono uguali. La domanda non è soltanto quanto tempo trascorrono i bambini online, ma che cosa fanno, quanto sono coinvolti e che cosa possono imparare da quell'esperienza. Aiutare i figli a utilizzare la tecnologia in modo consapevole significa anche accompagnarli nella scelta delle attività e trovare un equilibrio con tutto ciò che accade fuori dallo schermo», spiega Adrienne Landry, responsabile dei programmi didattici di Novakid. Le quattro domande da porsi prima di accendere uno schermo secondo Adrienne Landry 1. Mio figlio partecipa attivamente o si limita a guardare? Un video può intrattenere, ma un'attività che invita a rispondere, fare domande, risolvere un problema o parlare una lingua offre occasioni diverse di coinvolgimento. Anche nell'apprendimento dell'inglese, ascoltare una parola è un primo passo; utilizzarla in una conversazione permette di metterla in pratica. Quando possibile, è quindi utile alternare la fruizione passiva dei contenuti a esperienze che richiedono una partecipazione attiva. 2. L'attività ha uno scopo educativo riconoscibile? Non occorre che ogni minuto sia dedicato allo studio. Una storia in lingua originale, un gioco con nuove parole o una breve conversazione possono diventare occasioni di apprendimento, purché siano adatti all'età e agli interessi del bambino. L'importante è non confondere automaticamente un contenuto digitale con un contenuto educativo: a fare la differenza sono ciò che essa propone e il modo in cui il bambino può utilizzare il contenuto. 3. La tecnologia è adatta all'età e alle capacità di mio figlio? Un'attività efficace per un bambino più grande potrebbe risultare troppo complessa per uno più piccolo. Anche gli strumenti basati sull'intelligenza artificiale vanno scelti considerando il livello di autonomia, gli obiettivi e la necessità di una guida adulta. L'AI può offrire esercizi personalizzati e occasioni di pratica, ma non sostituisce il ruolo di genitori e insegnanti nel dare indicazioni, aiutare a comprendere gli errori e accompagnare l'apprendimento. 4. Il tempo online è in equilibrio con il resto della giornata? Il digitale dovrebbe trovare spazio accanto al sonno, al movimento, al gioco libero e alle relazioni con gli altri. Stabilire abitudini sostenibili, prevedere momenti senza dispositivi e condividere alcune attività con i figli può aiutare a evitare che smartphone e tablet diventino la risposta automatica a ogni momento di noia. L'obiettivo non è eliminare la tecnologia, ma inserirla in una giornata ricca di esperienze diverse. Tecnologia sì, ma con una guida L'importanza di un approccio equilibrato emerge anche da una seconda ricerca realizzata da Novakid nel marzo 2026, che ha coinvolto oltre 1.000 genitori in Italia, Polonia, Romania e Turchia e 130 insegnanti attivi in più di 50 Paesi. Il 65% dei genitori intervistati ritiene che l'intelligenza artificiale possa accelerare l'apprendimento e il 60% afferma che i figli imparano più facilmente grazie alla tecnologia. Allo stesso tempo, il 46% considera gli strumenti basati sull'AI poco efficaci senza la guida di un insegnante. Tra i docenti coinvolti, il 94,1% ritiene che l'intelligenza artificiale non sostituirà il proprio ruolo professionale. «La tecnologia può offrire nuove opportunità per esercitarsi, personalizzare le attività e mantenere viva la curiosità. Ma imparare significa anche comunicare, confrontarsi con gli altri e acquisire fiducia nelle proprie capacità. Per questo gli strumenti digitali dovrebbero sostenere il percorso educativo, non sostituire la relazione con l'insegnante o le esperienze quotidiane», conclude Landry. Per le famiglie, il punto di partenza è quindi semplice: prima di chiedersi quanti minuti concedere a uno schermo, vale la pena chiedersi che cosa quel tempo offre al bambino. Una scelta più consapevole può aiutare a trasformare la tecnologia da semplice passatempo in una delle tante occasioni per scoprire, sperimentare e imparare. Informazioni su Novakid Novakid è una piattaforma digitale per l'apprendimento dell'inglese rivolta ai bambini, scelta da oltre un milione di famiglie in più di 50 Paesi. Il suo metodo combina lezioni individuali e di gruppo dal vivo con insegnanti madrelingua, attività interattive e strumenti basati sull'intelligenza artificiale per sostenere la pratica autonoma. Il programma didattico, allineato al Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER), utilizza storie, giochi e attività comunicative per aiutare i bambini a sviluppare le proprie competenze linguistiche. Imparare una lingua da un libro di testo è un po’ come imparare a nuotare leggendo un libro. Novakid è nata per superare questo limite: una piattaforma online per bambini che li aiuta a parlare davvero inglese, non semplicemente a ripetere ciò che hanno imparato, ed è oggi una delle aziende EdTech in più rapida crescita al mondo. Azienda statunitense con sede centrale a Londra, Novakid è una startup di Serie B che ha raccolto 41,5 milioni di dollari da importanti investitori internazionali ed è scelta da oltre un milione di famiglie in più di 50 Paesi, tutte accomunate dallo stesso obiettivo: aiutare i propri figli a sostenere una vera conversazione in inglese, non soltanto a superare un test. L’abbonamento Novakid offre ai genitori un modo semplice e accessibile per creare una pratica costante: esercitarsi regolarmente con persone reali attraverso attività che i bambini apprezzano, affiancando quanto già imparano a scuola. La pratica costante costruisce sicurezza e apre nuove opportunità: è la differenza tra conoscere l’inglese e saperlo parlare. Poiché ogni bambino impara in modo diverso, Novakid non propone un’unica modalità di apprendimento, ma diverse possibilità: Pandy, il tutor basato sull’intelligenza artificiale con cui i bambini amano trascorrere il tempo; NovaPals, l’app basata sull’IA e pensata per esercitarsi a parlare in autonomia; Open World, l’abbonamento alle lezioni di gruppo per sviluppare fin da subito una pratica costante; i laboratori di gruppo con insegnanti certificati e le lezioni individuali 1-to-1. L’intelligenza artificiale è alla base di tutti questi strumenti e svolge un lavoro discreto ma importante: adatta il ritmo delle lezioni alle modalità di apprendimento effettive del bambino, monitora i progressi sulla base degli standard del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER) e costruisce un percorso di apprendimento personalizzato. E i risultati lo confermano. In media, il 96% degli studenti migliora il proprio inglese entro sei mesi e il 75% mostra progressi già dal primo mese. La maggior parte supera le proprie valutazioni al primo o al secondo tentativo: perché quando un bambino si diverte, spesso non si accorge nemmeno di stare imparando. Sito web Novakid: novakidschool.com