Addio a Valeria Fedeli: una vita tra scuola, sindacato e istituzioni
L’ex ministra dell’Istruzione e vice-presidente del Senato si è spenta a 76 anni. Cordoglio trasversale dalla politica e dalla società civile.
È morta oggi, 14 gennaio 2026, Valeria Fedeli, ex ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e figura di spicco della politica e del sindacalismo italiano. Aveva 76 anni. La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ondata di cordoglio trasversale nel mondo politico, nelle istituzioni e nella società civile.
Fedeli è deceduta a Roma, circondata dall’affetto dei suoi familiari. Originaria di Treviglio (Bergamo), la sua carriera politica e civile ha attraversato decenni di impegno per la scuola, il lavoro, i diritti sociali e la parità di genere.
Una carriera tra sindacato e istituzioni
La sua storia professionale è iniziata nel mondo dell’istruzione e del sindacato: dopo aver lavorato come insegnante di scuola dell’infanzia, Fedeli è entrata nella CGIL, diventando dirigente nazionale e segretaria generale della Filtea-CGIL (la federazione dei lavoratori del tessile e dell’abbigliamento).
Nel 2013 è stata eletta senatrice nelle file del Partito Democratico (PD), iniziando un lungo percorso istituzionale che l’ha vista anche vicepresidente del Senato.
Nel dicembre 2016 ha assunto la guida del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel governo Gentiloni, incarico che ha ricoperto fino al 2018. Durante il suo mandato ha affrontato temi legati alla scuola pubblica, alla formazione e alla ricerca, in un periodo segnato da sfide complesse nel settore educativo.
Fedeli è stata anche tra le fondatrici del movimento femminista “Se non ora, quando?”, nato nel 2011 in risposta alle questioni di dignità e rappresentanza delle donne nella politica e nelle istituzioni italiane.
Le reazioni di cordoglio
La notizia della sua scomparsa è stata accolta con sentimenti di profonda tristezza da esponenti di diversi schieramenti politici. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto sui social che la morte di Fedeli “colpisce e addolora”, ricordando la sua vita dedicata con “convinzione e passione” alla politica, alla scuola e al sindacalismo.
La segretaria del PD Elly Schlein ha definito la perdita di Fedeli “un grande dolore e un’enorme perdita per tutta la comunità democratica”, sottolineando il suo contributo “di rara profondità e di grande intelligenza” nei temi dell’uguaglianza, della dignità del lavoro e della parità di genere.
Anche l’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha ricordato Fedeli come “una donna coraggiosa, battagliera e capace di dialogo”, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso le sentite condoglianze del Senato della Repubblica.
Tra i messaggi di affetto e stima sono arrivati anche quelli di Matteo Renzi, che l’ha ricordata come una donna “intelligente, sensibile e molto lucida”, e del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha espresso “sentite condoglianze alla famiglia” nel ricordo del suo impegno.
Un’eredità significativa
Valeria Fedeli lascia un’eredità complessa e significativa: una vita dedicata alla difesa dei diritti dei lavoratori, all’istruzione pubblica, alla parità di genere e all’impegno istituzionale. La sua scomparsa segna la fine di una stagione per molti versi simbolica della politica italiana contemporanea, in cui scuola, lavoro e diritti civili sono stati al centro dell’azione pubblica.
Nei prossimi giorni sarà allestita una camera ardente per permettere alla collettività di renderle omaggio.