ADHD e autismo a scuola

ADHD e autismo a scuola: quando i due disturbi si presentano insieme

Autismo e ADHD sono due disturbi del neurosviluppo distinti. Fino al 2013 il manuale diagnostico DSM-IV non permetteva di diagnosticarli nella stessa persona; con il DSM-5 la doppia diagnosi è diventata possibile.

A cura di Redazione Redazione
06 novembre 2026 11:00
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ADHD e autismo a scuola
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Un alunno nello spettro autistico che non riesce a restare seduto, che perde il filo dopo pochi minuti, che risponde d'impulso. Per anni questi comportamenti sono stati letti come «parte dell'autismo». Oggi sappiamo che spesso non è così: in molti casi accanto all'autismo c'è anche un disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

Per la scuola non è una sottigliezza clinica. Riconoscere la presenza di entrambi i disturbi cambia le strategie in classe, il dialogo con la famiglia e i contenuti del piano educativo. E il docente, che osserva l'alunno ogni giorno, è spesso il primo a notarlo.

Due disturbi diversi, spesso insieme

Autismo e ADHD sono due disturbi del neurosviluppo distinti. Fino al 2013 il manuale diagnostico DSM-IV non permetteva di diagnosticarli nella stessa persona; con il DSM-5 la doppia diagnosi è diventata possibile.

Una meta-analisi pubblicata su The Lancet Psychiatry da Meng-Chuan Lai e colleghi, basata su 96 studi, ha stimato che l'ADHD è presente in circa il 28% delle persone autistiche, la condizione associata più comune. Una successiva meta-analisi di Ying Rong e colleghi, su 63 studi, arriva a una prevalenza attuale del 38,5%.

Il ruolo del docente: osservare, documentare, condividere

Il docente non fa diagnosi, ma può offrire allo specialista osservazioni concrete, annotate nel tempo: quando compare la difficoltà, quanto spesso e che cosa funziona.

Con la famiglia la regola è descrivere, non etichettare, e portare le osservazioni al servizio di neuropsichiatria che già segue l'alunno. Ai genitori che vogliono mettere a fuoco questi aspetti prima del colloquio con lo specialista si può indicare uno strumento di screening. testadhd.it, per esempio, propone gratuitamente una valutazione compilata dai genitori sui comportamenti a casa e a scuola, oltre a un test per adulti basato sulla scala ASRS dell'Organizzazione mondiale della sanità. È anonimo e restituisce subito un'indicazione, ma il sito stesso precisa che si tratta di uno screening e non di una diagnosi. In presenza di autismo questo vale ancora di più: il risultato va sempre discusso con il neuropsichiatra, l'unico in grado di distinguere ciò che appartiene all'uno o all'altro disturbo.

Perché a scuola si rischia di non vederlo

Quando un alunno ha già una diagnosi di autismo, è naturale attribuire ogni difficoltà a quella condizione. Il rischio è di lasciare senza risposta un problema specifico. Alcuni segnali possono orientare l'osservazione:

•      la distrazione compare anche nelle attività di forte interesse per l'alunno, non solo in quelle sociali o poco strutturate;

•      l'impulsività (rispondere prima del tempo, interrompere, agire senza pensare) è marcata e costante;

•      l'irrequietezza motoria va oltre le stereotipie tipiche dell'autismo;

•      le difficoltà organizzative (materiale perso, compiti dimenticati) persistono anche con routine ben strutturate.

Vale anche il percorso inverso: un alunno con diagnosi di ADHD può presentare difficoltà di comunicazione sociale o interessi molto ristretti che meritano un approfondimento.

PEI o PDP? Cosa dice la normativa

La compresenza dei due disturbi ha anche un risvolto normativo, perché l'autismo e l'ADHD seguono strade diverse:

•      Alunno autistico con certificazione ai sensi della Legge 104/1992: si redige il Piano educativo individualizzato (PEI). In questo caso le difficoltà legate all'ADHD vanno integrate nello stesso PEI, con obiettivi e strategie specifiche per l'attenzione e l'autoregolazione.

•      Alunno con ADHD senza certificazione 104: l'ADHD non rientra nella Legge 170/2010 sui DSA, ma la Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 lo colloca tra i disturbi evolutivi specifici, nell'area dei Bisogni educativi speciali. La Circolare n. 8 del 6 marzo 2013 consente al consiglio di classe di adottare un Piano didattico personalizzato (PDP) anche senza certificazione, motivando la decisione.

•      Nota MIUR prot. 4089 del 15 giugno 2010: resta il riferimento per gli accorgimenti didattici con gli alunni con ADHD e invita gli insegnanti a mantenere i contatti con la famiglia e con gli specialisti.

Strategie in classe per il doppio profilo

Le strategie per l'autismo e per l'ADHD hanno molto in comune, ma alcune vanno calibrate quando i due disturbi coesistono:

•      Struttura e prevedibilità: agende visive e routine chiare aiutano entrambi i profili.

•      Consegne brevi e una alla volta, accompagnate da supporti visivi.

•      Movimento programmato: pause attive e piccoli incarichi danno uno sfogo «legittimo» all'irrequietezza.

•      Attenzione al sovraccarico sensoriale: rumore e confusione peggiorano sia la disattenzione sia il disagio autistico.

•      Rinforzi immediati e concreti, più efficaci di quelli rimandati nel tempo.

•      Preparare le transizioni: i cambi di attività sono un momento critico per entrambi i disturbi.

Come ha ricordato su queste pagine il professor Sven Bölte, la vera inclusione comincia dalla scuola: e passa anche dalla capacità di guardare l'alunno nella sua interezza, senza fermarsi alla prima etichetta.

Domande frequenti

Un alunno può avere sia l'autismo sia l'ADHD?

Sì. Dal 2013, con il DSM-5, la doppia diagnosi è possibile. Le meta-analisi stimano che l'ADHD sia presente in circa il 28-38% delle persone autistiche.

Chi può diagnosticare l'ADHD in un alunno autistico?

Il neuropsichiatra infantile, idealmente lo stesso servizio che segue già l'alunno per l'autismo. Il docente osserva e documenta, ma non fa diagnosi.

Se l'alunno ha il PEI, serve anche un PDP per l'ADHD?

No. Con la certificazione 104 il riferimento è il PEI, che deve includere anche gli obiettivi legati all'attenzione e all'impulsività.

Un questionario online può distinguere ADHD e autismo?

No. Un questionario di screening aiuta a mettere a fuoco i comportamenti, ma solo una valutazione specialistica può distinguere i sintomi dei due disturbi.

Quali strategie funzionano per entrambi i disturbi?

Routine prevedibili, supporti visivi, consegne brevi, pause attive e rinforzi immediati sono utili in entrambi i casi.

Fonti

•      Lai, M.-C. et al. (2019). Prevalence of co-occurring mental health diagnoses in the autism population: a systematic review and meta-analysis. The Lancet Psychiatry, 6(10), 819–829.

•      Rong, Y. et al. (2021). Prevalence of attention-deficit/hyperactivity disorder in individuals with autism spectrum disorder: A meta-analysis. Research in Autism Spectrum Disorders, 83, 101759.

•      American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5).

•      MIUR, Nota prot. 4089 del 15 giugno 2010, «Disturbo di deficit di attenzione ed iperattività».

•      MIUR, Direttiva ministeriale 27 dicembre 2012 sui Bisogni educativi speciali, e Circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013.

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