Alla Festa dell'Unità di Pirri, la segretaria del PD parla di giovani, salari, innovazione e diritto di restare in Sardegna
Alla Festa dell'Unità di Pirri, la segretaria del PD parla di giovani, salari, innovazione e diritto di restare in Sardegna.
Schlein a Pirri: «I giovani devono avere il diritto di restare in Sardegna. L'intelligenza artificiale non schiacci i diritti dei lavoratori»
PIRRI (CAGLIARI), 24 ottobre 2026 – Il futuro delle nuove generazioni, il diritto di costruire una vita nella propria terra, il lavoro dignitoso e le opportunità offerte dall'intelligenza artificiale. Sono alcuni dei temi affrontati dalla segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, intervenuta alla Festa dell'Unità dedicata a istruzione, innovazione e ricerca, ospitata al Centro culturale La Vetreria di Pirri.
Nel corso delle dichiarazioni rilasciate alla stampa, Schlein ha richiamato l'attenzione sulle difficoltà che spingono molti giovani sardi a lasciare l'Isola, sottolineando la necessità di creare condizioni economiche e sociali che consentano loro di scegliere liberamente dove vivere e lavorare.
«Davanti a prospettive di salari bassi e contratti precari, molto spesso i giovani partono per andare altrove a costruire il proprio futuro», ha dichiarato la segretaria dem, evidenziando l'impegno delle amministrazioni locali e della Regione Sardegna, guidata da Alessandra Todde, per garantire il diritto a restare.
Un diritto che, secondo Schlein, deve tradursi in opportunità concrete, attraverso politiche capaci di sostenere l'occupazione, contrastare la precarietà e favorire nuovi insediamenti. In questo quadro si inserisce anche il piano di insediamento previsto dalla Regione, indicato come uno degli strumenti per sostenere chi sceglie di costruire il proprio futuro nell'Isola.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle trasformazioni legate all'intelligenza artificiale e alle conseguenze che queste tecnologie potranno avere sul mercato del lavoro, soprattutto per le nuove generazioni.
«Le tecnologie possono aiutare a migliorare le nostre vite, il nostro lavoro e i processi produttivi. Ma possono farlo soltanto se redistribuiamo i loro benefici a tutta la società, non se finiscono per arricchire ancora di più pochi soggetti», ha affermato Schlein.
Per la leader del Partito Democratico, l'innovazione tecnologica deve essere accompagnata da regole e strumenti capaci di tutelare i lavoratori, evitando che l'automazione diventi un fattore di aumento delle disuguaglianze.
Da qui la proposta di rafforzare il ruolo dell'Unione europea attraverso la creazione di un centro europeo di ricerca sull'intelligenza artificiale, in grado di mettere in rete ricercatori, competenze e imprese dei 27 Stati membri.
«Serve un modello europeo. Non possiamo limitarci a scegliere tra quello americano e quello cinese. Dobbiamo salvaguardare il modello sociale europeo e redistribuire i benefici di questa tecnologia», ha sottolineato.
Un modello che, nella visione espressa da Schlein, deve mettere al centro la persona e la qualità del lavoro. La segretaria ha infatti ribadito che l'intelligenza artificiale dovrebbe rappresentare uno strumento di supporto alle capacità umane e non un mezzo per ridurre le tutele occupazionali.
«La tecnologia deve essere fatta per supportare il lavoro e l'intelligenza umana, non per sostituirla schiacciando i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori», ha precisato, chiedendo piena trasparenza sugli algoritmi e il coinvolgimento dei dipendenti nelle decisioni relative all'introduzione delle nuove tecnologie nei processi produttivi.
Sul piano politico regionale, Schlein è intervenuta anche sulle divergenze emerse all'interno della maggioranza di centrosinistra in Sardegna, in particolare sulle presidenze delle commissioni del Consiglio regionale.
Pur riconoscendo la presenza di sensibilità differenti tra le forze politiche che sostengono la presidente Alessandra Todde, la segretaria ha ribadito l'importanza del dialogo e della ricerca di una sintesi condivisa.
«Siamo forze politiche diverse ed è proprio per questo che è così importante il lavoro sull'unità che abbiamo fatto in questi anni. Sono certa che continueremo a parlarci e ad ascoltarci di più, per trovare sempre un punto di incontro, di sintesi e di accordo», ha dichiarato, richiamando la responsabilità della coalizione nel dare risposte ai cittadini.
Tra le priorità indicate figurano il salario minimo, una politica industriale attenta alle esigenze dei territori e interventi capaci di affrontare le specificità economiche della Sardegna, a partire dall'elevato costo dell'energia e dagli svantaggi legati all'insularità.
«Una buona politica deve saper costruire risposte su misura», ha osservato Schlein, ribadendo la necessità di tenere conto delle condizioni particolari dell'Isola nelle scelte di sviluppo economico e industriale.
Un altro passaggio significativo ha riguardato il diritto allo studio e gli investimenti nell'istruzione. La segretaria del PD ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla Regione Sardegna sul recupero delle risorse finanziarie dovute dallo Stato, indicando tra le possibili destinazioni dei fondi il progetto di garantire la gratuità dell'istruzione per i giovani da zero a 24 anni.
«La direzione è quella giusta e io sono qui a ribadire il nostro pieno e totale sostegno alla presidente Alessandra Todde», ha concluso Schlein.
Dalla Festa dell'Unità di Pirri emerge così una linea politica che collega il futuro dei giovani sardi a tre questioni centrali: il diritto a restare, la dignità del lavoro e l'accesso all'istruzione, alle quali si aggiunge la necessità di governare le trasformazioni tecnologiche senza compromettere i diritti sociali.
Resta ora la sfida di tradurre gli indirizzi politici e gli interventi annunciati in risultati concreti per il territorio, in una Sardegna che continua a confrontarsi con l'emigrazione giovanile, la precarietà occupazionale e la necessità di offrire nuove prospettive alle generazioni future.