Back to school: a Milano la scuola sceglie la riparazione, non la punizione

Con la ripresa dell’anno scolastico prosegue all’Istituto Comprensivo Ilaria Alpi il percorso promosso da SOS Villaggi dei Bambini

A cura di Redazione Redazione
14 settembre 2026 16:02
Back to school: a Milano la scuola sceglie la riparazione, non la punizione -
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Con la ripresa dell’anno scolastico prosegue all’Istituto Comprensivo Ilaria Alpi il percorso promosso da SOS Villaggi dei Bambini: ascolto, benessere scolastico e relazioni al centro di un modello replicabile per le scuole

Con la ripresa dell’anno scolastico prosegue all’Istituto Comprensivo Ilaria Alpi il percorso promosso da SOS Villaggi dei Bambini: ascolto, benessere scolastico e relazioni al centro di un modello replicabile per le scuole

Milano, xx settembre 2026- Si torna tra i banchi di scuola e all'Istituto Comprensivo Ilaria Alpi di Milano prosegue il modello di benessere scolastico promosso da SOS Villaggi dei Bambini ETS, che mette al centro l'ascolto, le relazioni positive e l'approccio riparativo per costruire una comunità educante più coesa e sicura. Avviato a febbraio e in programma per l’intero anno scolastico 2026-2027, il percorso coinvolge studenti, docenti e famiglie con l'obiettivo di rafforzare il clima scolastico, favorire la riparazione del danno generato dai conflitti e casi di bullismo e promuovere relazioni positive all'interno della comunità scolastica.

Il modello promosso da SOS Villaggi dei Bambini parte dall’idea che il benessere scolastico non sia un tema accessorio, ma una condizione fondamentale per apprendere, partecipare e sentirsi al sicuro. Ridurre il disagio scolastico significa infatti intercettare per tempo segnali di isolamento, malessere relazionale e disaffezione che, se trascurati, possono aumentare il rischio di dispersione. In questa prospettiva, inclusione non significa chiedere a studenti e studentesse di rientrare in un modello unico, ma rendere la scuola un luogo capace di riconoscere bisogni, risorse e percorsi diversi, dove ciascuno possa sentirsi accolto, riconosciuto e parte della comunità. Per questo l’intervento lavora contemporaneamente sul gruppo classe, sugli adulti di riferimento e sull’intera comunità educante, integrando ascolto, attività socio-emotive, approccio riparativo, formazione dei docenti e alleanza educativa con le famiglie. L’approccio promosso da SOS Villaggi dei Bambini agisce su due piani complementari.

Il primo è educativo e preventivo: promuove una cultura delle relazioni positive e aiuta studenti e studentesse a riconoscere emozioni e bisogni, comprendere l’impatto dei propri comportamenti, gestire i conflitti in modo costruttivo e individuare per tempo segnali di prevaricazione, violenza tra pari e violenza di genere. Il secondo riguarda la gestione delle situazioni critiche: quando emergono conflitti, comportamenti lesivi o episodi di violenza, la scuola viene accompagnata a intervenire attraverso l’approccio riparativo, mettendo al centro la tutela di chi ha subito, l’assunzione di responsabilità di chi ha agito il danno e, quando possibile, la riparazione e la ricostruzione delle relazioni. La formazione dei docenti è affiancata da momenti di accompagnamento metodologico e supervisione, pensati per sostenere la lettura delle dinamiche relazionali e l’applicazione concreta degli strumenti proposti dal modello.

Dentro questa cornice, l’approccio riparativo rappresenta lo strumento con cui la scuola viene accompagnata nella gestione delle situazioni più critiche. Non si tratta di rinunciare alle regole o alle responsabilità, ma di affiancare alla risposta educativa un lavoro sulle relazioni: riconoscere ciò che è accaduto, tutelare chi ha subito un danno, aiutare chi lo ha compiuto a comprenderne l’impatto e, quando le condizioni lo consentono, promuovere forme concrete di riparazione e ricostruzione del legame con il gruppo.

«Il bullismo non va confuso con un conflitto tra pari: non ci sono due parti sullo stesso piano, ma una prevaricazione ripetuta che rischia di lasciare sola la vittima. Per questo il primo passo è sempre proteggere chi subisce. L’approccio riparativo non significa minimizzare o sostituire le regole, ma aiutare la comunità scolastica a riconoscere l’impatto dei comportamenti, ad assumersi responsabilità e, quando possibile, a riparare il danno. Una scuola sicura è una comunità fondata sull’ascolto, sul rispetto e sulla responsabilità condivisa», spiega Guendalina Dell’Anno, Referente del Programma di Sostegno Familiare di Milano di SOS Villaggi dei Bambini.

«Negli incontri svolti da inizio anno è emersa con forza la volontà dei ragazzi e delle ragazze di parlare, aprirsi e soprattutto essere ascoltati», afferma Roberta Bellino, Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Ilaria Alpi. «Il percorso ha offerto ai docenti nuovi strumenti per leggere e affrontare le dinamiche relazionali della classe e agli studenti uno spazio di confronto più aperto. Restituire centralità alla parola significa aiutarli a riconoscere le emozioni e a esprimerle nel rispetto di sé e degli altri».

Secondo le prime osservazioni qualitative raccolte dalla scuola e dagli operatori, nelle classi caratterizzate da maggiori criticità relazionali i cicli di incontri hanno favorito un confronto più aperto tra studenti e studentesse e una maggiore attenzione al clima del gruppo, con ricadute positive anche sulla partecipazione alle attività didattiche e sulla relazione con gli insegnanti.

Il percorso si inserisce in un quadro più ampio, segnato da fragilità che riguardano la sicurezza, il benessere e le relazioni tra pari, e che rendono sempre più evidente la necessità di rafforzare il lavoro educativo e preventivo nelle scuole. Secondo una ricerca realizzata da SOS Villaggi dei Bambini nel 2025 su adolescenti tra i 12 e i 18 anni, solo il 54% dichiara di sentirsi sempre o spesso al sicuro a scuola, mentre il 36% conosce coetanei che hanno ricevuto messaggi sessuali indesiderati e uno su due ha assistito ad almeno un episodio di contatto fisico indesiderato tra pari. Un quadro confermato anche dai dati ISTAT, secondo cui il 21% degli adolescenti subisce episodi di bullismo almeno una volta al mese e il cyberbullismo coinvolge ormai un giovane su tre.[1]

Attraverso questo percorso, che proseguirà fino a dicembre 2027, SOS Villaggi dei Bambini intende mettere a disposizione delle scuole un modello che pone il benessere relazionale al centro della prevenzione. La finalità non è soltanto intervenire quando il bullismo o il disagio emergono, ma contribuire a costruire una scuola in cui relazioni più sicure, ascolto e senso di appartenenza riducano le condizioni che permettono a isolamento, prevaricazione e dispersione scolastica di svilupparsi.

UFFICIO STAMPA SOS VILLAGGI DEI BAMBINI ETS - Eprcomunicazione

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SOS Villaggi dei Bambini ETS è parte della Federazione SOS Children’s Villages, presente in più di 130 tra Paesi e territori dove aiuta oltre 7.9 milioni di persone, portando avanti il suo impegno dal 1949, affinché i bambini e i ragazzi, che non possono beneficiare di adeguate cure genitoriali crescano in una situazione di parità con i propri coetanei, realizzando appieno il proprio potenziale e la possibilità di vivere una vita indipendente.

In Italia opera da oltre 60 anni ed è capofila della Rete SOS Villaggi dei Bambini che riunisce le Cooperative responsabili della gestione dei Villaggi SOS e si attiva attraverso 2 Programmi e 5 Villaggi SOS, a Trento, Ostuni, Vicenza, Saronno, Mantova, Torino e Milano. SOS Villaggi dei Bambini ETS si prende cura di oltre 2.000 persone, tra bambini e ragazzi e famiglie che vivono gravi situazioni di disagio, e sostiene i diritti di quasi 400 bambini e giovani, attraverso attività di Advocacy e di sensibilizzazione.

SOS Villaggi dei Bambini ETS ospita l’Hub sulla Salute Mentale e Supporto Psicosociale di SOS Children’s Villages.

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