Cagliari, formazione e partecipazione: il Terzo settore al centro del percorso FQTS sulla dimensione politica
Percorso formativo FQTS promosso dal Forum del Terzo Settore Sardegna
Si è svolto oggi, 17 gennaio, a Cagliari l’incontro di apertura del percorso formativo FQTS promosso dal Forum del Terzo Settore Sardegna, dedicato alla dimensione politica del Terzo settore. L’appuntamento, ospitato nella sede di viale Monastir, segna l’avvio di un cammino che nasce dall’ascolto dei territori e dalle esigenze emerse nel corso degli incontri territoriali del 2025: rafforzare la consapevolezza del ruolo del Terzo settore, stimolare la partecipazione e costruire una capacità di interlocuzione più solida e autonoma con i livelli politici e amministrativi locali.
L’apertura di Andrea Pianu: formazione come scelta strategica
Ad aprire i lavori è stato Andrea Pianu, responsabile del Terzo settore Sardegna, che ha posto con chiarezza alcuni nodi centrali: l’esigenza di investire sulla formazione, di innalzare i livelli di partecipazione e di rafforzare i luoghi di confronto territoriale. Piano ha sottolineato come il Terzo settore non possa più limitarsi alla gestione di servizi o progetti, ma debba dotarsi di strumenti culturali e politici per leggere il contesto, incidere sulle scelte pubbliche e agire consapevolmente nello spazio democratico.
In questo quadro, il forum territoriale è stato presentato come uno spazio fondamentale per mettere in rete le esperienze, consolidare le relazioni tra le organizzazioni, svolgere funzioni di rappresentanza e costruire analisi e posizioni condivise. La formazione, ha evidenziato Pianu, rappresenta una leva strategica per superare frammentazioni e isolamento e per evitare un rapporto subalterno con le istituzioni.
Il forum territoriale: reti stabili e azione comune
Nel corso dell’incontro è stato ribadito che il percorso FQTS non si propone soltanto di trasmettere competenze tecniche, ma di costruire luoghi stabili e organizzati nei territori, capaci di migliorare la qualità delle relazioni tra le reti del Terzo settore. L’obiettivo è rafforzare la capacità di rappresentanza, favorire l’elaborazione di visioni comuni e sostenere un dialogo più efficace con le amministrazioni locali, contribuendo in modo attivo alla definizione delle politiche pubbliche.
L’intervento di Michele Sorice: rappresentare, curare, agire politicamente
Il cuore della mattinata è stato l’intervento di Michele Sorice, docente alla Sapienza Università di Roma e componente del comitato scientifico FQTS. Sorice ha avviato la sua riflessione partendo da una domanda solo in apparenza semplice: a che servono gli enti di Terzo settore? Aiutare chi è in difficoltà, fare rete, supportare i soggetti vulnerabili, erogare servizi, costruire comunità, contrastare la solitudine. Funzioni tutte reali e fondamentali, che però rischiano di risultare riduttive se non inserite in una cornice più ampia.
Secondo Sorice, il Terzo settore esprime pienamente il proprio ruolo quando queste attività vengono ricondotte a una chiara dimensione politica e culturale, intesa non in senso partitico, ma come capacità di incidere sullo spazio pubblico e di orientare le priorità collettive. In questa prospettiva, ha richiamato le tre funzioni fondamentali del Terzo settore: rappresentare, curare e agire politicamente.
Rappresentare significa dare voce ai bisogni, alle istanze e alle domande delle persone e delle comunità, trasformando esperienze frammentate in una posizione comune e riconoscibile nello spazio pubblico. Curare non vuol dire soltanto erogare servizi, ma costruire legami sociali, relazioni di fiducia e pratiche di prossimità capaci di contrastare esclusione, solitudine e disuguaglianze.
La terza funzione, l’azione politica, si realizza in modo particolare attraverso la partecipazione: partecipare ai processi decisionali, fare rete, esercitare advocacy, dialogare con le istituzioni senza subalternità. È attraverso la partecipazione che il Terzo settore supera il ruolo di semplice esecutore di politiche decise altrove e diventa un soggetto collettivo capace di incidere sulle scelte pubbliche.
L’intervento di Mattia Zunino: dall’analisi all’azione nei contesti locali
A completare il quadro è stato l’intervento del Mattia Zunino, docente e componente del comitato scientifico FQTS, che ha proposto un taglio fortemente operativo, coinvolgendo i partecipanti in un’attività di riflessione di gruppo a partire da tre domande chiave, proiettate in sala come stimolo al confronto:
1. Quali azioni politiche svolge il Terzo settore nella tua realtà?
2. Quali criticità politiche sono presenti nel tuo contesto territoriale?
3. Cosa può fare il Terzo settore per migliorare la politica?
Zunino ha spiegato come queste domande rappresentino un passaggio essenziale per collegare la riflessione teorica alla pratica quotidiana delle organizzazioni. L’azione politica del Terzo settore, ha sottolineato, non nasce da astrazioni, ma dall’analisi concreta dei contesti locali, delle relazioni di potere, delle opportunità e delle criticità che attraversano i territori.
Attraverso il lavoro di gruppo, i partecipanti sono stati invitati a riconoscere le forme – spesso implicite – di azione politica già in atto: dalla capacità di intercettare bisogni emergenti, al ruolo di mediazione sociale, fino alla costruzione di reti e alle pratiche di partecipazione nei processi decisionali locali. Allo stesso tempo, è emersa la necessità di affrontare criticità ricorrenti, come la frammentazione del Terzo settore, la difficoltà di incidere sulle agende politiche e il rischio di una partecipazione solo formale.
Secondo Zunino, migliorare la politica significa anche migliorare la qualità della partecipazione, investendo in formazione, visione comune e capacità di proposta. Il Terzo settore può svolgere un ruolo decisivo proprio perché radicato nei territori e capace di leggere i cambiamenti sociali prima che diventino emergenze istituzionali.
Un percorso che guarda ai territori
L’incontro di Cagliari rappresenta il primo modulo di un percorso che proseguirà nei prossimi mesi anche a Sassari e affronterà ulteriori temi, come l’amministrazione condivisa, la coprogettazione e la coprogrammazione. Come emerso nel confronto finale, il percorso FQTS intende rispondere a un bisogno diffuso: accrescere la consapevolezza della funzione politica e culturale del Terzo settore, rafforzando competenze, relazioni e capacità di azione comune. Un primo passo per costruire un rapporto più maturo, autonomo e non subalterno con le istituzioni e con le comunità locali.