Cambiare il calendario scolastico?
Il 95% dei docenti dice ‘no’ alla proposta Santanchè: “L’Istruzione non si può piegare alle esigenze del turismo”
La proposta della ministra del Turismo Daniela Santanchè di rivedere il calendario scolastico non piace ai sindacati, ha colto di sorpresa il ministero dell’Istruzione e non sembra piacere nemmeno a chi si reca ogni giorno in classe: creare nuovi flussi turistici sacrificando una decina di giorni di vacanze estive, è un’ipotesi che ha rifiutato l’85% dei 1.200 lettori e il 95% dei docenti che hanno partecipato al sondaggio online della Tecnica della Scuola.
Siamo di fronte ad un dato significativo, che evidenzia una forte distanza tra la proposta politica e l’opinione prevalente nel mondo dell’istruzione, soprattutto perché la maggior parte delle risposte è arrivata dai docenti, seguiti da genitori, studenti, dirigenti scolastici e altro personale scolastico.
I COMMENTI DEI DIRETTI INTERESSATI
Tra gli insegnanti emerge una critica diffusa: “La scuola non può essere piegata alle esigenze del turismo”, sintetizza un docente rappresentando il pensiero di tanti. “Prima si risolvano i problemi strutturali, poi si parli di calendario”, aggiunge un altro prof. Molti segnalano anche la complessità organizzativa: “scrutini, esami, formazione e programmazione rischierebbero di essere ulteriormente compressi”.
Ancora più netto il giudizio sulle condizioni strutturali: alla domanda se gli istituti siano attrezzati per svolgere le lezioni a settembre e a fine giugno, oltre 1.150 risposte (quasi la totalità) sono risultate negative. “Nella mia scuola non ci sono condizionatori e le aule diventano invivibili” d’estate, racconta una docente. Solo una stretta minoranza ritiene le scuole adeguate ad affrontare temperature elevate.
Anche i genitori degli alunni esprimono forti perplessità. “Con il caldo i ragazzi non apprendono e stanno male”, osserva una madre. Dal fronte degli studenti arriva una critica simile: “A giugno seguire le lezioni è già difficile così”, scrive uno studente delle superiori. “Allungare l’anno non migliorerebbe la qualità della didattica”, incalza un altro della secondaria.
Il tema, in realtà, non è nuovo. Negli ultimi anni si sono alternate proposte opposte: dal posticipo dell’inizio delle lezioni per ragioni climatiche, sostenuto da associazioni, alcuni sindacati e diversi docenti, fino all’idea di ridurre la pausa estiva introducendo nuove vacanze intermedie, come quelle di Carnevale. Per ora, la riforma del calendario scolastico resta un’ipotesi che divide e che, prima di tradursi in un intervento normativo, appare destinata a un lungo e complesso confronto.
IL SONDAGGIO IN GRAFICI
Precisiamo che l’indagine è stata realizzata dalla testata giornalistica “La Tecnica della Scuola” nel periodo che va dal 27 al 28 gennaio 2026. Hanno partecipato 1.218 lettori. Il sondaggio non ha carattere di scientificità: i risultati derivano da conteggi automatici.