Cambiare il calendario scolastico?

Il 95% dei docenti dice ‘no’ alla proposta Santanchè: “L’Istruzione non si può piegare alle esigenze del turismo”

A cura di Redazione Redazione
30 gennaio 2026 06:20
Cambiare il calendario scolastico? -
Condividi

La proposta della ministra del Turismo Daniela Santanchè di rivedere il calendario scolastico non piace ai sindacati, ha colto di sorpresa il ministero dell’Istruzione e non sembra piacere nemmeno a chi si reca ogni giorno in classe: creare nuovi flussi turistici sacrificando una decina di giorni di vacanze estive, è un’ipotesi che ha rifiutato l’85% dei 1.200 lettori e il 95% dei docenti che hanno partecipato al sondaggio online della Tecnica della Scuola.

Siamo di fronte ad un dato significativo, che evidenzia una forte distanza tra la proposta politica e l’opinione prevalente nel mondo dell’istruzione, soprattutto perché la maggior parte delle risposte è arrivata dai docenti, seguiti da genitori, studenti, dirigenti scolastici e altro personale scolastico.

I COMMENTI DEI DIRETTI INTERESSATI

Tra gli insegnanti emerge una critica diffusa: “La scuola non può essere piegata alle esigenze del turismo”, sintetizza un docente rappresentando il pensiero di tanti. “Prima si risolvano i problemi strutturali, poi si parli di calendario”, aggiunge un altro prof. Molti segnalano anche la complessità organizzativa: “scrutini, esami, formazione e programmazione rischierebbero di essere ulteriormente compressi”.

Ancora più netto il giudizio sulle condizioni strutturali: alla domanda se gli istituti siano attrezzati per svolgere le lezioni a settembre e a fine giugno, oltre 1.150 risposte (quasi la totalità) sono risultate negative. “Nella mia scuola non ci sono condizionatori e le aule diventano invivibili” d’estate, racconta una docente. Solo una stretta minoranza ritiene le scuole adeguate ad affrontare temperature elevate.

Anche i genitori degli alunni esprimono forti perplessità. “Con il caldo i ragazzi non apprendono e stanno male”, osserva una madre. Dal fronte degli studenti arriva una critica simile: “A giugno seguire le lezioni è già difficile così”, scrive uno studente delle superiori. “Allungare l’anno non migliorerebbe la qualità della didattica”, incalza un altro della secondaria.

Il tema, in realtà, non è nuovo. Negli ultimi anni si sono alternate proposte opposte: dal posticipo dell’inizio delle lezioni per ragioni climatiche, sostenuto da associazioni, alcuni sindacati e diversi docenti, fino all’idea di ridurre la pausa estiva introducendo nuove vacanze intermedie, come quelle di Carnevale. Per ora, la riforma del calendario scolastico resta un’ipotesi che divide e che, prima di tradursi in un intervento normativo, appare destinata a un lungo e complesso confronto.

IL SONDAGGIO IN GRAFICI

Precisiamo che l’indagine è stata realizzata dalla testata giornalistica “La Tecnica della Scuola” nel periodo che va dal 27 al 28 gennaio 2026. Hanno partecipato 1.218 lettori. Il sondaggio non ha carattere di scientificità: i risultati derivano da conteggi automatici.

Segui Voce della Scuola