Camilla Soru: «Nessuno deve rinunciare a studiare per i soldi»
Alla Festa dell'Unità di Pirri, la consigliera regionale affronta il caro scuola, il disagio giovanile e la necessità di ascolto.
PIRRI (CAGLIARI), 24 ottobre 2026 – Studiare non dovrebbe essere un privilegio economico. Eppure, tra il costo dei libri, le difficoltà delle famiglie e un crescente bisogno di ascolto, per molti ragazzi anche affrontare la quotidianità scolastica può diventare complicato.
È uno dei temi emersi alla Festa nazionale dell'Unità “Intelligenze. Istruzione, innovazione, ricerca”, ospitata al Centro culturale La Vetreria di Pirri. A margine della manifestazione, Camilla Soru, consigliera regionale del Partito Democratico e presidente della Seconda Commissione permanente del Consiglio regionale della Sardegna, interviene sulle difficoltà vissute dagli studenti e sulle iniziative per rendere la scuola più vicina alle esigenze delle nuove generazioni.
Al centro delle sue parole non ci sono soltanto le risorse economiche, ma anche il benessere psicologico, la fiducia tra studenti e insegnanti e il diritto di ogni ragazzo a proseguire gli studi indipendentemente dalle condizioni della propria famiglia.
Qual è oggi la difficoltà maggiore che stanno affrontando gli studenti? E come possiamo rendere la scuola più vicina alle esigenze della nostra generazione?
«Stiamo vivendo un momento di grande emergenza. Una delle difficoltà più importanti riguarda proprio la situazione economica delle famiglie. I ragazzi ci raccontano che il carovita sta rendendo complicate anche le cose più semplici, come acquistare il materiale scolastico. È un problema che non possiamo ignorare, perché riguarda direttamente il diritto allo studio».
Ma le difficoltà degli studenti non sono soltanto economiche. Quanto pesa la sensazione di non essere ascoltati?
«C'è un grande problema di ascolto e una mancanza di fiducia nel rapporto tra alunni e professori. Credo che in questo momento una delle cose di cui ci sia più bisogno sia proprio l'ascolto. Dobbiamo riuscire a comprendere le fragilità dei ragazzi e intervenire prima che si trasformino in situazioni più gravi».
Quali strumenti state mettendo in campo per sostenere concretamente il benessere degli studenti?
«Stiamo lavorando molto sul progetto del presidio psicologico e pedagogico scolastico. L'obiettivo è fare in modo che tutte le scuole della Sardegna possano avere uno psicologo, un pedagogista e un educatore. Sono figure fondamentali per intercettare le difficoltà, accompagnare gli studenti e offrire un sostegno prima che le situazioni diventino più serie».
E per chi incontra ostacoli economici anche nell'acquisto dei libri o del materiale necessario per studiare?
«Stiamo iniziando a lavorare insieme agli studenti per capire quali soluzioni possiamo trovare, anche per aiutarli nelle necessità più semplici, come l'acquisto del materiale scolastico. Credo che un ragazzo che rinuncia a studiare perché non riesce a comprarsi i libri sia una cosa assolutamente inaccettabile».
Le parole di Camilla Soru riportano l'attenzione su un aspetto spesso sottovalutato del mondo scolastico: le difficoltà quotidiane che possono compromettere il percorso formativo di uno studente. Il costo dell'istruzione, il disagio emotivo e la distanza percepita tra ragazzi e adulti diventano così questioni strettamente collegate.
Dalla Festa dell'Unità di Pirri emerge la necessità di una scuola capace non soltanto di insegnare, ma anche di ascoltare e sostenere. Il progetto dei presìdi psicologici e pedagogici rappresenta una delle risposte indicate dalla consigliera regionale, mentre resta aperta la questione delle misure economiche a sostegno delle famiglie.
Perché una scuola davvero accessibile non si misura soltanto dalla possibilità di entrare in classe, ma anche dalla capacità di garantire a ogni studente gli strumenti e le condizioni per continuare a imparare, senza che le difficoltà economiche diventino un motivo per fermarsi.