Carta docente, quasi tutti gli Ata la vorrebbero ma il 76% degli insegnanti dice no: “Serve per la didattica”

A “gridarlo” sono centinaia di collaboratori scolastici e assistenti amministrativi che hanno risposto ad un sondaggio della ‘Tecnica della Scuola’

A cura di Redazione Redazione
24 aprile 2026 22:26
Carta docente, quasi tutti gli Ata la vorrebbero ma il 76% degli insegnanti dice no: “Serve per la didattica” -
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Il personale ATA della scuola merita di avere accesso alla Carta Docente, così come paventato di recente dallo stesso ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. A “gridarlo” sono centinaia di collaboratori scolastici e assistenti amministrativi che hanno risposto ad un sondaggio della ‘Tecnica della Scuola’ dedicato stavolta non ai docenti ma al mondo ATA: è tutto dire che a pensarla in questo modo sono quasi nove amministrativi, tecnici e ausiliari su dieci.

La rilevazione online ha coinvolto in modo diretto 975 persone: hanno partecipato 639 ATA e 282 docenti. Sono 625 gli ATA intervistati, praticamente la totalità, che vorrebbero spendere il sussidio annuale per l’aggiornamento, al fine di formarsi, aggiornarsi o acquistare strumenti utili per svolgere la professione all’interno delle scuole.

Diversa è risultata, invece, la risposta degli insegnanti, che forse temono ulteriori riduzioni del bonus, la cui cifra quest’anno è stata decurtata da 500 a 380 euro, in caso di ulteriore allargamento della platea dei beneficiari: 217 docenti su 282 (il 76,95%) hanno dichiarato che non credono sia giusto estendere la Carta Docente al personale ATA.

PERSONALE SCOLASTICO DIVISO

Il sondaggio, quindi, conferma la sostanziale divisione tra i membri del personale scolastico: gli ATA, come hanno risposto molti partecipanti al sondaggio, si sentono “l’ultima ruota del carro”. I dati sono molto interessanti e restituiscono una fotografia quasi impietosa della condizione della categoria: ben 611 su 639 collaboratori scolastici e assistenti amministrativi si sentono bistrattati e poco considerati. Il 70% degli insegnanti intervistati (ben 199 su 282), però, non crede che questa percezione che hanno gli ATA corrisponda alla realtà.

LE MISURE DI VALDITARA PER GLI ATA: LA SCHEDA

“La Carta Docente sarà sempre più Carta di welfare, estesa in prospettiva anche al personale ATA”, queste le parole di Valditara di febbraio. L’intento è chiaro: gli ATA meritano di essere valorizzati e formati adeguatamente. Il ministro, in effetti, negli ultimi mesi ha annunciato varie misure che vanno in questa direzione. Ecco quali:

- Piattaforma digitale dedicata al personale scolastico, quindi anche agli ATA, con Poste Welfare Servizi Spa;

- Hardware e software in comodato d’uso anche agli ATA grazie ad uno stanziamento di 281 milioni alle scuole;

- Stanziamento di 50 milioni per la formazione specifica degli ATA, “per la prima volta”.

IL TALK DEDICATO AGLI ATA

Ai temi cari agli ATA è stata dedicata una puntata di scuola talk, il format de ‘La Tecnica della Scuola’, disponibile il 24 aprile alle 19:00 sui canali YouTube e Facebook della testata.

Ospite della puntata Maurizio Primo Carandini, il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo "Paolo e Rita Borsellino" di Valenza (AL), che di recente ha scritto alla premier Giorgia Meloni chiedendole di estendere la Carta Docente al personale ATA e che ha più volte, di tasca sua, elargito premi in denaro al suo personale ATA in difficoltà, che lui considera i suoi “vice-maestri”.

“I dati del sondaggio mostrano un percorso di frattura netta all'interno della scuola, quasi una sorta di 'lotta fratricida' tra il corpo docente e il personale ATA. Terribile notare come, di fronte all'ipotesi di estendere la Carta del Docente agli ATA, molti insegnanti si chiedano con scetticismo cosa faccia effettivamente questo personale", ha dichiarato il ds ai microfoni de ‘La Tecnica della Scuola’.

“Lieti che si sia iniziato a discutere della Carta del docente per gli ATA, ma rifiutiamo la logica di diminuire l'importo destinato ai docenti per finanziare il nostro: non vogliamo alimentare una 'lotta tra poveri'. Il personale ATA viene spesso considerato come lo ‘zerbino di turno’. Negli ultimi trent'anni sono cambiati i nomi dei profili (da bidello a collaboratore scolastico), ma dal punto di vista economico non è cambiato nulla”, così Giuseppe Mancuso, presidente FederAta, altro ospite del talk.

L’APPROFONDIMENTO

I contenuti dell’approfondimento sul personale ATA sono presenti sul sito TecnicadellaScuola.it.

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