CCNL 2025-2027: parte normativa, la trattativa riparte. Ma il nodo vero è uno solo
Parte normativa CCNL 2025-27: sindacati all'Aran tra richieste di trasparenza, contrattazione reale e organismi mai attivati. Il nodo: più diritti senza costi aggiuntivi.
Il 26 maggio si è tenuto all'Aran il secondo incontro sulla parte normativa del rinnovo contrattuale del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027. La riunione segue quella del 12 maggio e giunge dopo la firma della parte economica, avvenuta il primo aprile scorso. Il prossimo appuntamento è fissato per il 24 giugno alle 15:00.
Vale la pena fermarsi un momento prima di entrare nel merito delle posizioni sindacali, perché il punto di partenza è politicamente rilevante. La parte normativa è stata scorporata da quella economica: l'intesa sui salari è già chiusa, e ora si tratta di definire diritti, procedure, organismi, materie negoziabili. Il vincolo implicito — e per certi versi dichiarato — è che tutto questo deve avvenire a costo invariato. Tradotto: i sindacati possono chiedere più voce in capitolo su assegnazioni, trasparenza, mobilità, lavoro agile, ma senza che le conquiste normative abbiano ricadute economiche aggiuntive. È un recinto stretto, dentro cui si gioca però una partita non banale: quella sui diritti, sulle procedure, sul potere reale dei lavoratori e delle loro rappresentanze nelle scuole. E proprio qui, come vedremo, si concentrano le fratture più significative.
UIL Scuola: trasparenza e contrattazione, non informazione
La UIL Scuola si presenta con una posizione netta, che porta il segno di un'insoddisfazione storica: la sigla non aveva sottoscritto la parte normativa del CCNL 2019/2021 proprio su questi stessi temi. Il nodo centrale è la trasparenza economica a livello di singolo istituto. Il sindacato chiede che RSU e organizzazioni rappresentative abbiano accesso pieno a tutti gli atti relativi alle risorse del fondo di istituto e delle altre voci accessorie. Non rendicontazioni vaghe e posticipate, ma accesso reale e verificabile.
Il secondo fronte riguarda le materie negoziabili: negli ultimi contratti molti temi sono stati ricondotti al "confronto" — formula che non produce esiti vincolanti e che la UIL considera un arretramento. La richiesta è che tutto ciò che ha ricadute economiche sul personale torni nella contrattazione integrativa di istituto, non resti in un limbo decisionale rimesso alla discrezionalità delle amministrazioni. Sul lavoro agile, infine, la UIL è netta: non può essere concesso o negato in modo unilaterale dal dirigente scolastico.
Anief: dalla sicurezza ai buoni pasto, un'agenda a tutto campo
Marcello Pacifico, presidente nazionale dell'Anief, ha portato all'Aran un elenco articolato di rivendicazioni. Primo tema: la sicurezza e il burnout. Il sindacato chiede che la contrattazione integrativa affronti esplicitamente il fenomeno del burnout come rischio lavorativo, con misure di prevenzione obbligatorie a carico del datore di lavoro. La responsabilità, ricorda Pacifico, può essere anche penale.
Sul fronte della mobilità, l'Anief spinge per estendere le deroghe ai genitori con figli fino a 16 o addirittura 18 anni — oggi il limite è 14. Sul versante dei diritti contrattuali dei precari, il riferimento è alla procedura di infrazione europea 2277/2024 per disparità di trattamento tra personale a tempo determinato e indeterminato: il contratto, secondo Anief, deve intervenire per colmare questo divario ed evitare ulteriori sanzioni all'Italia. Infine, sul welfare, il sindacato propone di inserire in sede di confronto la possibilità di buoni pasto per il personale, sul modello già adottato nei contratti delle Funzioni locali.
FLC CGIL: intelligenza artificiale e organismi mai nati
Gianna Fracassi, segretaria generale della FLC CGIL, ha portato due temi di fondo. Il primo è il più nuovo: la regolazione dell'intelligenza artificiale nell'ambito delle prestazioni lavorative. È un territorio quasi inesplorato dalla contrattazione del comparto, ma la segretaria lo pone già come priorità di questa tornata.
Il secondo è invece una questione irrisolta da anni: gli organismi paritetici previsti dai contratti precedenti e mai attivati. Fracassi cita l'Organismo Paritetico per l'Innovazione e l'Osservatorio paritetico nazionale — quest'ultimo previsto proprio per monitorare e contenere gli atti unilaterali delle amministrazioni. Nati sulla carta, mai entrati in funzione. La richiesta è di attivazione immediata. Sul fronte della trasparenza, il sindacato richiama la recente direttiva europea e chiede che l'informazione sull'utilizzo del FMOF (fondo per il miglioramento dell'offerta formativa) diventi più esigibile e verificabile.
CISL Scuola: più contrattazione, meno confronto. E il nodo formazione
La CISL Scuola muove nella stessa direzione di altri sindacati sul fronte delle materie negoziabili: alcune questioni oggi relegate al semplice "confronto" — formula priva di esiti cogenti — devono tornare alla contrattazione vera. Il sindacato chiede inoltre che le novità introdotte dal decreto 19/2026 in materia di mobilità trovino recepimento nella contrattazione integrativa, con criteri definiti per trasferimenti territoriali, professionali e assegnazioni provvisorie. Più regole certe, meno spazio alla discrezionalità amministrativa in un settore — quello dei movimenti del personale — storicamente fonte di contenziosi.
Sul tema della formazione in servizio, la CISL richiama l'articolo 16-ter del Dlgs 59/2017, che prevede la figura del docente stabilmente incentivato — un riconoscimento economico legato allo sviluppo professionale. Una norma finora rimasta sulla carta, di cui si chiede discussione già in questa sede negoziale.
Gilda: basta con i trasferimenti punitivi, basta con il MOF opaco
Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, ha concentrato l'intervento su due nodi concreti. Il primo riguarda il potere dei dirigenti scolastici nell'assegnazione dei docenti a classi e plessi: la Gilda chiede che questa materia torni integralmente alla contrattazione integrativa di istituto. Il problema di fondo è noto a chi lavora nelle scuole: le assegnazioni sono spesso percepite — e talvolta sono — strumenti di pressione o sanzione informale. "Decisioni che assumono un sapore punitivo", ha detto Castellana senza perifrasi.
Il secondo tema è il dimensionamento scolastico: la riorganizzazione degli istituti ha prodotto in molti casi plessi lontani anche decine di chilometri tra loro, con costi e disagi che ricadono sui lavoratori. Terzo punto, la trasparenza del MOF: il fondo è finanziato con risorse contrattuali, quindi i dipendenti hanno diritto a una rendicontazione chiara. Non è ammissibile, secondo la Gilda, che ci si nasconda dietro il paravento della privacy.
SNALS: no a un contratto "a diritti zero"
La chiusura più netta è quella dello Snals-Confsal. Il sindacato rifiuta un negoziato ridotto alla manutenzione dell'esistente, e chiede di ampliare le materie oggetto di contrattazione nazionale. Sul lavoro agile, una proposta specifica: estendere la disciplina anche ai docenti — non solo al personale ATA — in presenza di documentate situazioni personali o sanitarie, garantendo però il rispetto della funzione educativa.
Il punto più aspro riguarda ancora una volta gli organismi previsti e mai attivati, in primo luogo la Commissione di controllo sugli atti unilaterali. Senza sedi reali di monitoraggio, osserva il sindacato, le norme rischiano di restare lettera morta. La formula conclusiva è quella che meglio sintetizza lo spirito dell'intera trattativa: "Il contratto potrà anche essere definito 'a costo zero', ma non può essere a diritti zero".