Climatizzatori nelle aule
A parole la scuola è una priorità. Poi però, la realtà rivela un altro scenario
Climatizzatori nelle aule. L'emendamento bocciato dal governo
Climatizzatori nelle aule. Lo abbiamo scritto qualche giorno fa. Sono la soluzione immediata e praticabile. Sicuramente non fattibili per il prossimo settembre. A parole la scuola è una priorità. Purtroppo, possiamo constatarlo che dopo ogni emergenza, la parola più abusata e quindi svalutata è il disco rotto della priorità, utilizzata per il cambio della legge elettorale, per la sicurezza, per il lavoro...
Fatta questa breve premessa, la scuola declinata nel personale e negli alunni/studenti che la frequentano ha avuto un’ulteriore conferma della sua inconsistenza. I parlamentari hanno bocciato un emendamento della senatrice E. Pavanelli. Ecco la trascrizione dell'audio, presente nella sua pagina Fb: "HANNO BOCCIATO UN EMENDAMENTO PER METTERE I CONDIZIONATORI NELLE SCUOLE. La domanda è PERCHÉ? E poi ci dicono che la scuola è una priorità. Durante gli esami di maturità, tantissimi insegnanti e genitori hanno raccontato di classi trasformate in forni, studenti costretti ad affrontare prove con temperature insostenibili. Il caldo non è un'emergenza passeggera: è una realtà destinata a peggiorare. Continuare a ignorarlo significa mettere a rischio la salute degli studenti, del personale scolastico e la qualità dell'apprendimento. Investire i soldi del PNRR anche nell’introduzione di condizionatori nelle scuole vuol dire investire in scuole sicure e vivibili. Bocciare una proposta del genere significa perdere un'occasione per migliorare la vita di milioni di persone. La domanda è sempre la stessa. Perché il no della maggioranza?
La possibile risposta di Michele Serra
Il giornalista e scrittore M. Serra fornisce una possibile risposta ("Ci penserà il buon Dio" la Repubblica ) all'insensibilità generale della destra alle criticità imposte dal cambiamento climatico. Innanzitutto un negazionismo di fondo che ha come suoi maestri il Presidente Trump e J. Milei (Argentina). P. Vineis e L. Savarino (Come sopravvivere alla crisi ambientale, Raffaello Cortina Editore 2026) riportano la dichiarazione di quest'ultimo che incolpare gli uomini per il cambiamento climatico risponde a " unico obiettivo di raccogliere fondi per finanziare fannulloni socialisti che scrivono su giornali di quarto ordine".
M. Serra conclude il ragionamento, includendo però tutta la politica: "Al di là di questa constatazione (più vince la destra, meno ci si preoccupa del clima: sintesi brutale ma suffragata dai fatti e dalle parole), il tragico sospetto è che il cambiamento delle abitudini di vita richiesto dall’emergenza sia così radicale, e così impopolare, che nessuna classe dirigente al mondo avrebbe il coraggio e la forza per proporlo".
Purtroppo, come per il Covid, saremo costretti a prendere delle decisioni drastiche.