Cobas Scuola, sciopero il 30 ottobre: corteo a Cagliari
Da piazza Garibaldi al porto, la protesta per salari, stabilizzazione dei precari, scuola pubblica e pace.
CAGLIARI. Venerdì 30 ottobre 2026 Cobas Scuola aderisce allo sciopero generale e scende in piazza per denunciare le politiche del Governo in materia di istruzione, lavoro e diritti sociali. A Cagliari è prevista una manifestazione con concentramento alle 9.30 in piazza Garibaldi, da dove partirà un corteo diretto al porto, fino al molo Sant'Agostino.
Al centro della mobilitazione ci sono la difesa della scuola pubblica, il rinnovo dei contratti, l'aumento degli stipendi di docenti e personale ATA, la stabilizzazione dei precari e il contrasto ai processi di privatizzazione dell'istruzione.
Secondo Cobas Scuola, le politiche dei governi europei stanno mettendo a rischio diritti fondamentali come salute, istruzione e abitazione, contribuendo all'aumento delle disuguaglianze sociali e della precarietà lavorativa. Il sindacato denuncia inoltre il carovita, l'aumento dei prezzi dei carburanti e le conseguenze economiche delle politiche internazionali, criticando le scelte di riarmo e la gestione delle crisi umanitarie, a partire dalla situazione palestinese e dalle morti dei migranti nel Mediterraneo.
Sul fronte scolastico, una delle principali rivendicazioni riguarda il recupero del potere d'acquisto degli stipendi. Cobas chiede retribuzioni in linea con quelle europee, un adeguamento all'inflazione reale e il recupero del 30% del potere d'acquisto che, secondo il sindacato, sarebbe stato perso negli anni.
Particolare attenzione viene riservata al precariato. L'organizzazione rivendica la stabilizzazione dei docenti dopo tre anni di servizio e del personale ATA dopo due, insieme all'assunzione sui posti vacanti e all'aumento degli organici amministrativi, tecnici e ausiliari. La carenza di personale ATA viene indicata come una delle principali criticità che compromettono il funzionamento quotidiano degli istituti.
Tra le richieste figura anche il ritiro della riforma degli istituti tecnici e professionali e delle nuove Indicazioni nazionali, considerate dal sindacato espressione di un'impostazione culturale e didattica che rischia di ridurre l'autonomia della scuola. Cobas contesta inoltre il crescente peso dei soggetti privati nella formazione e chiede un sistema pubblico e gratuito per l'acquisizione dei titoli e delle abilitazioni.
Un altro punto riguarda l'abolizione delle procedure di nomina online gestite attraverso algoritmi, ritenute poco trasparenti e penalizzanti per il personale precario.
Ampio spazio viene dedicato anche al tema dell'inclusione. Cobas chiede il ritiro delle disposizioni sul tetto di alunni con cittadinanza non italiana nelle classi, ribadendo il principio secondo cui «a scuola nessuno è straniero». Il sindacato si oppone inoltre alla conferma dei docenti di sostegno da parte delle famiglie, rivendicando la tutela della libertà d'insegnamento e della democrazia scolastica.
La mobilitazione affronta infine il rapporto tra istruzione, militarizzazione e conflitti internazionali. Cobas chiede di limitare l'ingresso delle forze armate e delle forze dell'ordine nelle scuole con funzioni educative e propone un modello di istruzione fondato sulla pace, sulla cooperazione internazionale e sul rispetto dei diritti umani.
«Scuola laboratorio di pace, non di guerra» è uno dei messaggi che accompagneranno la giornata di protesta, insieme alla richiesta di fermare lo smantellamento della scuola pubblica.
L'appuntamento per docenti, personale ATA e partecipanti alla manifestazione è dunque fissato per venerdì 30 ottobre, alle 9.30, in piazza Garibaldi a Cagliari. Il corteo attraverserà la città per concludersi al porto, al molo Sant'Agostino.