Come favorire l’apprendimento, ovvero un cambiamento fattivo nel comportamento?

Come favorire l’apprendimento, ovvero un cambiamento fattivo nel comportamento?

A cura di Redazione Redazione
11 marzo 2025 16:57
Come favorire l’apprendimento, ovvero un cambiamento fattivo nel comportamento? -
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Un docente dovrebbe quotidianamente chiedersi come favorire l’apprendimento e quali strategie adottare per appassionare e motivare i propri alunni.

Stamattina un mio alunno mi ha rivolto il complimento più bello che un docente possa desiderare:

«Prof.ssa perché in classe non ci richiama mai e perché non siamo disattenti?
Sa perché siamo sempre in silenzio?
Perché le sue lezioni ci entrano dritte nel cuore e ci danno risposte, riescono a colmare quel vuoto esistenziale che per alcuni può diventare un buco, una voragine.
Lei ci aiuta a entrare in connessione con noi stessi, a conoscerci e a trovare quegli strumenti che ci servono per affrontare la quotidianità.
Lei rende l’ordinario straordinario.»

Credo che questa sia la sintesi perfetta di ciò che desidero davvero: accendere quei fuochi che facciano ardere le menti e i cuori dei miei studenti.

Insegno Scienze umane e, proprio in questa classe, sto trattando il tema della comunicazione. Prima di preparare le lezioni, mi sono chiesta più volte:
«Come posso interessarli?»
Sono consapevole che, oggi più che mai, la comunicazione non è sempre efficiente né efficace, e che i miei alunni – nativi digitali – vivono spesso di corsa e talvolta risultano sfuggenti.

Ho iniziato con diversi esercizi sull’importanza dello sguardo, sull’ascolto attivo e sull’uso del messaggio in prima persona, facendo riferimento a Thomas Gordon e all’empatia di Carl Rogers. Ho poi proposto attività teatrali, con brevi scenette che rappresentassero situazioni quotidiane, per riflettere insieme sull’importanza dell’ascolto attivo e sul bisogno di lavorare sui pregiudizi e sugli stereotipi.

Successivamente ho chiesto ai ragazzi se volessero approfondire qualche aspetto che, a loro avviso, si collegasse alla comunicazione. Molti di loro mi hanno proposto di affrontare il tema dell’ansia negativa, quella che spesso ostacola il desiderio di comunicare in modo autentico. A quel punto ho dato spazio a ciò che per loro era importante collegare alla comunicazione. Nell’affrontare l’ansia, ho scoperto quanto fosse centrale per loro condividere ciò che spesso li ostacola nel dialogo con l’altro.

Ho imparato una grande lezione: ciò che motiva gli studenti e li rende partecipi è affrontare temi che riguardano la loro quotidianità. Abbiamo realizzato un piccolo libro che raccoglie i loro interventi scritti sull’ansia, in forma anonima. Durante la lettura di questi contributi, ho anche trattato gli assiomi della comunicazione, e la riflessione è stata del tutto naturale e spontanea.

Ho scoperto un mondo di emozioni nascosto nei miei ragazzi: pensieri profondi, spesso celati dall’ansia, dalle crisi di panico o da stati depressivi. Grazie al tema proposto, ho imparato moltissimo. Credo che non ci sia nulla di più bello che costruire insieme l’apprendimento nella comunicazione, insegnando – nel senso di lasciare un segno – nelle loro menti e nei loro cuori.

Che dire? Sono felice di contribuire a questa forma autentica di apprendimento. Mi piace pensare che un docente sia come un contadino che, prima di seminare, debba conoscere il proprio terreno, estirpare le erbacce per innestare semi nuovi e favorire la crescita, tenendo conto anche delle condizioni climatiche e delle situazioni avverse che possono imprevedibilmente verificarsi.

Durante lo studio della comunicazione, abbiamo inserito i pareri di grandi studiosi come Recalcati e Galimberti. Alla fine di questo breve percorso, so di essermi arricchita e desidero confermare ancora una volta che si apprende in tanti modi, anche inconsapevolmente. Tuttavia, ciò che fa la differenza è costruire insieme il percorso, perché la strada fatta in compagnia si ricorda più facilmente.

Comunicare, dunque, non è soltanto imparare a memoria gli assiomi o riflettere su ciò che ci propongono Carl Rogers, Daniel Goleman e altri autori, ma sperimentare insieme come migliorare qualitativamente la comunicazione.

Stefania Conte

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