Concorso riservato Dirigenti Scolastici. La sentenza che dà ragione al Ministero. Assunzioni entro fine mese
L’8 ottobre 2024, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per il Lazio ha respinto l’ultima istanza cautelare legata al concorso riservato per Dirigenti Scolastici, confermando la validità della g...
L’8 ottobre 2024, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per il Lazio ha respinto l’ultima istanza cautelare legata al concorso riservato per Dirigenti Scolastici, confermando la validità della graduatoria pubblicata ad agosto. Con questa decisione, si sbloccano definitivamente le assunzioni dei 519 vincitori entro la fine del mese, come previsto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM). La sentenza ha ribadito la conformità della procedura concorsuale al D.P.R. 9 maggio 1994, n. 487, che regola i concorsi pubblici, confermando che i punteggi dei titoli devono rispettare proporzioni precise rispetto alle prove d’esame.
La sentenza del TAR
Rispetto delle normative sui concorsi pubblici
Il TAR ha ribadito che il D.P.R. n. 487/1994, che regola le modalità di accesso ai concorsi pubblici, impone un limite all’attribuzione del punteggio per i titoli. In particolare, l’articolo 8 del decreto stabilisce che il punteggio complessivo assegnato ai titoli non può superare 10/30 o equivalente. Questo principio serve a garantire una distribuzione equilibrata tra i titoli e le prove d’esame, evitando che i candidati con più esperienza di servizio ottengano un vantaggio sproporzionato rispetto ai candidati più giovani che hanno accumulato meno titoli.
Conferma delle modalità di calcolo del punteggio
La contestazione riguardava il fatto che il Ministero avesse utilizzato un sistema di conversione del punteggio dei titoli in decimi, applicando una divisione per 10. Il TAR ha spiegato che questo metodo è coerente con l’obiettivo di rispettare il limite stabilito dal D.P.R. n. 487/1994. Se si fosse adottato un altro metodo di calcolo, i titoli avrebbero avuto un’incidenza maggiore rispetto alle prove, violando il rapporto massimo fissato per legge.
Bilanciamento tra interessi pubblici e privati
Il tribunale ha anche valutato l’impatto di un’eventuale sospensione della graduatoria sui processi organizzativi delle scuole. La mancata immissione in ruolo dei dirigenti scolastici avrebbe costretto le scuole a ricorrere all’istituto della reggenza, creando difficoltà organizzative. Il tribunale ha ritenuto che, in un contesto simile, l’interesse pubblico a garantire la continuità della gestione scolastica prevalga sull’interesse privato della ricorrente.
Precedenti giurisprudenziali
Il TAR ha fatto riferimento a precedenti sentenze, come quella del Consiglio di Stato (Sezione V, sentenza n. 1614/2015) e del Tar Lazio (sentenza n. 6611/2014), che avevano già chiarito come i punteggi attribuiti ai titoli debbano essere distribuiti in modo proporzionato rispetto alle prove, evitando che i titoli di servizio prevalgano in maniera determinante sulle altre prove d’esame.
Richiamo al D.M. n. 107/2023
Infine, il tribunale ha sottolineato che il D.M. n. 107/2023 non introduce deroghe alla disciplina generale dei concorsi pubblici per quanto riguarda il punteggio dei titoli. Anche la conversione del punteggio dei titoli, prevista dal decreto ministeriale, è conforme a quanto stabilito dal D.P.R. n. 487/1994, mantenendo così la proporzione corretta tra i punteggi attribuiti alle prove e quelli relativi ai titoli.
Le reazioni dell’ANP
L’Associazione Nazionale Presidi (ANP) ha accolto positivamente la decisione del TAR, chiedendo che il MIM proceda rapidamente con le immissioni in ruolo dei nuovi dirigenti scolastici. L’ANP ha anche sottolineato la necessità di revocare le reggenze temporanee adottate in agosto per coprire le posizioni vacanti. L’associazione ha espresso preoccupazione per il ricorso e le possibili ricadute sulle scuole, specialmente in termini di gestione organizzativa, ma ora si attende una soluzione definitiva entro pochi giorni.
Un lungo percorso
Il concorso riservato è stato al centro di numerose polemiche e ricorsi, che avevano portato a sospensioni temporanee della graduatoria. Tuttavia, il TAR ha confermato che il sistema di attribuzione dei punteggi è conforme alle norme vigenti, chiudendo di fatto ogni controversia e permettendo di procedere con le assunzioni.
Con questa decisione, si chiude un capitolo complicato, consentendo finalmente la nomina dei nuovi dirigenti scolastici e garantendo una maggiore stabilità nelle scuole italiane.
Tutto pronto per le assunzioni entro la fine del mese
Nonostante dal Ministero dell’Istruzione e del Merito le bocche restino cucite riguardo alle tempistiche ufficiali, si continua a lavorare dietro le quinte per garantire l’immissione in ruolo dei 519 vincitori del concorso per Dirigenti Scolastici entro la fine del mese. La decisione del TAR Lazio, che ha respinto l’istanza cautelare e confermato la validità della graduatoria, ha sbloccato una situazione di stallo che durava da mesi. Ora, il Ministero si sta muovendo per accelerare le procedure amministrative necessarie per completare le nomine.
Parallelamente, si attende con trepidazione il ripristino dell’emendamento Manzi, che riconoscerebbe la validità giuridica del servizio svolto dai neo-assunti a partire dal 1° settembre 2024. Questo punto è particolarmente delicato perché, senza tale riconoscimento, i nuovi dirigenti rischierebbero di perdere importanti benefici giuridici ed economici. Il Ministero è consapevole delle preoccupazioni espresse dalle associazioni di categoria e, anche se ufficialmente non ci sono dichiarazioni, si sta lavorando per ripresentare il provvedimento nel primo provvedimento utile.
Le dichiarazioni di Valditara: assumere i vincitori
“Un altro importante passo avanti per la scuola italiana per assicurare che ogni istituzione scolastica possa avere un dirigente titolare a garanzia del buon andamento e della corretta gestione delle scuole stesse. Dopo mesi di sterili e pretestuose polemiche politiche, si è riconosciuta pienamente la bontà delle scelte adottate dall’Amministrazione”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
“È interesse del Ministero”, ha concluso Valditara, “proseguire ora tempestivamente, nel rispetto delle determinazioni del Giudice amministrativo, alla positiva conclusione di tutte le operazioni connesse alla procedura concorsuale, assumendo i vincitori”.