Dieci punti per una nuova istruzione professionale italiana

Dalla lezione del Progetto ’92 a una nuova scuola delle professioni, del lavoro e dell’alta formazione

A cura di Diego Palma Diego Palma
25 agosto 2026 10:39
Dieci punti per una nuova istruzione professionale italiana -
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SALVIAMO GLI ALBERGHIERI

Dieci punti per una nuova istruzione professionale italiana

Il Manifesto programmatico dell’iniziativa promossa da La Voce della Scuola e sostenuta da una comunità spontanea di docenti, dirigenti scolastici, professionisti del settore, associazioni di categoria e loro rappresentanti

“Salviamo gli Alberghieri” non è soltanto un appello. È una proposta programmatica per il futuro dell’istruzione professionale italiana.

L’iniziativa, lanciata da La Voce della Scuola, nasce dalla volontà di riportare al centro del dibattito pubblico l’identità, la funzione e il futuro degli Istituti Professionali Alberghieri e, più in generale, della formazione legata all’enogastronomia, all’ospitalità e al turismo.

Attorno all’iniziativa si è sviluppato un gruppo spontaneo e aperto, formato da docenti, Insegnanti Tecnico-Pratici, dirigenti scolastici, professionisti dell’ospitalità e del turismo, esponenti del mondo produttivo, associazioni di categoria e loro rappresentanti.

Esperienze e ruoli differenti, ma una convinzione comune: l’istruzione professionale non deve essere ridimensionata, accorciata o progressivamente privata della propria identità. Deve essere rafforzata.

Da questo confronto nasce il Manifesto programmatico in dieci punti di “Salviamo gli Alberghieri”.

Non un semplice elenco di rivendicazioni, ma una piattaforma organica sulla quale aprire un confronto nazionale con scuola, Governo, Parlamento, Ministero dell’Istruzione e del Merito, Regioni, parti sociali, associazioni di categoria, imprese, ITS Academy, università, studenti e famiglie.

Il punto di partenza è netto:

non bisogna accorciare la scuola professionale. Bisogna renderla più professionale.

I DIECI PUNTI DEL MANIFESTO

1. PIÙ DISCIPLINE PROFESSIONALIZZANTI E PIÙ LABORATORIO

Restituire centralità al saper fare.

La prima scelta programmatica è rafforzare strutturalmente le discipline di indirizzo e le attività laboratoriali.

Cucina, sala e vendita, accoglienza turistica, pasticceria, arte bianca e tutte le discipline caratterizzanti devono tornare a rappresentare uno degli assi portanti del percorso scolastico, con un rafforzamento progressivo soprattutto nel triennio.

Il laboratorio non è un accessorio della scuola professionale: è uno dei luoghi nei quali conoscenza, tecnica, cultura e pratica diventano competenza professionale.

Più laboratorio significa più competenza, maggiore consapevolezza professionale e migliori possibilità di inserimento nel lavoro e di prosecuzione nella formazione.

2. UN QUADRO ORARIO NAZIONALE FORTE E RICONOSCIBILE

Stessa identità professionale da Nord a Sud.

L’autonomia scolastica deve arricchire l’offerta formativa, non sostituire l’identità nazionale dell’Istituto Professionale Alberghiero.

Occorre quindi un quadro orario nazionale chiaro, con un monte ore professionalizzante adeguato e standard formativi riconoscibili in tutto il Paese.

Le vocazioni territoriali devono essere valorizzate, ma sopra una base comune.

Un diploma alberghiero italiano deve avere un’identità professionale immediatamente riconoscibile.

La nostra proposta è semplice: cinque anni di istruzione professionale forte, con più discipline di indirizzo, più laboratorio e maggiori possibilità di specializzazione.

3. UNA NUOVA AREA DI ALTA PROFESSIONALIZZAZIONE

Recuperare la lezione del Progetto ’92 e portarla nel futuro.

“Salviamo gli Alberghieri” propone di recuperare uno degli elementi più innovativi del Progetto ’92 e reinterpretarlo alla luce delle professioni contemporanee.

Negli ultimi anni del percorso deve svilupparsi una vera Area di Alta Professionalizzazione, costruita attraverso la collaborazione tra scuola, professionisti, imprese qualificate, associazioni di categoria, ITS Academy, università e territori.

Il quinto anno può diventare il momento culminante di questa impostazione: un anno ad alta intensità professionalizzante, con specializzazioni, esperienze formative strutturate e un rapporto molto più stretto con i contesti professionali reali.

Non semplice alternanza e non sostituzione della scuola con l'impresa.

La scuola forma. L’impresa contribuisce alla formazione sul campo.

4. UN FONDO NAZIONALE PER LABORATORI, ATTREZZATURE E MATERIE PRIME

La qualità della formazione richiede investimenti strutturali.

Non esiste istruzione professionale di qualità senza laboratori moderni, attrezzature adeguate, tecnologie, software e materie prime.

Per questo proponiamo un Fondo nazionale permanente per gli Istituti Professionali Alberghieri, destinato alla manutenzione e all’innovazione dei laboratori, alle attrezzature, alle materie prime, alla digitalizzazione, alla sicurezza e alle attività professionalizzanti.

La qualità dell’apprendimento non può dipendere dalla disponibilità economica delle famiglie, dalla capacità della singola scuola di reperire finanziamenti occasionali o dalle differenze territoriali.

Se lo Stato vuole professionisti qualificati deve investire nei luoghi nei quali quei professionisti vengono formati.

5. PROFESSIONISTI E IMPRESE DENTRO LA SCUOLA, STUDENTI DENTRO LE PROFESSIONI

Costruire un nuovo patto tra formazione e lavoro.

Chef, maître, pasticcieri, sommelier, direttori d’albergo, receptionist, professionisti dell’accoglienza, operatori turistici, agenti di viaggio, imprenditori e manager devono poter contribuire stabilmente ai percorsi formativi.

Allo stesso tempo gli studenti devono poter conoscere le professioni attraverso imprese realmente qualificate.

Ma con principi inderogabili:

l’impresa non sostituisce la scuola; lo studente non sostituisce il lavoratore; il tirocinio non è lavoro gratuito.

Ogni esperienza deve avere obiettivi formativi, tutoraggio, valutazione, certificazione delle competenze e standard di qualità verificabili.

6. CINQUE ANNI DI SCUOLA PROFESSIONALE FORTE. POI LAVORO, ITS ACADEMY O UNIVERSITÀ

Costruire una filiera senza sostituire un segmento con l’altro.

Il Manifesto difende con chiarezza il valore del percorso quinquennale.

“Salviamo gli Alberghieri” esprime una posizione critica verso qualsiasi applicazione del modello 4+2 che determini una riduzione della formazione professionalizzante scolastica, un impoverimento del quinto anno o un trasferimento improprio di funzioni formative verso soggetti esterni.

Questo non significa essere contrari agli ITS Academy.

Significa esattamente il contrario:

vogliamo ITS Academy forti dopo Istituti Professionali forti.

Al termine dei cinque anni ogni diplomato deve essere nelle condizioni di scegliere consapevolmente tra lavoro, ITS Academy, università e imprenditorialità.

La filiera funziona quando ogni livello prepara e rafforza quello successivo, non quando uno sostituisce l’altro.

7. RESTITUIRE CENTRALITÀ, DIGNITÀ E PROSPETTIVE AGLI ITP

Chi insegna una professione deve poter continuare a viverne l’evoluzione.

Gli Insegnanti Tecnico-Pratici sono una componente essenziale dell’identità della scuola professionale.

Occorre valorizzarne il ruolo sul piano professionale, giuridico ed economico e costruire un sistema permanente di aggiornamento che consenta agli ITP di confrontarsi con imprese, professionisti, tecnologie, attrezzature e nuovi modelli organizzativi.

Le professioni cambiano rapidamente.

La professionalità non può essere insegnata senza mantenere un rapporto vivo con la professione.

8. UN OSSERVATORIO NAZIONALE SU FORMAZIONE, LAVORO E PROFESSIONI

Misurare non soltanto quanti si diplomano, ma quale futuro costruiscono.

Occorre superare una visione della scuola fondata esclusivamente su iscrizioni, dispersione e numero dei diplomati.

Proponiamo un Osservatorio nazionale permanente capace di seguire l’intera traiettoria:

iscrizione → percorso scolastico → diploma → prosecuzione degli studi → ingresso nel lavoro → permanenza nel settore → crescita professionale → eventuale abbandono.

Dobbiamo conoscere quali competenze chiedono le imprese, ma dobbiamo conoscere anche quali condizioni chiedono i giovani per entrare e rimanere nelle professioni.

Non basta contrastare la dispersione scolastica.

Dobbiamo contrastare anche la dispersione professionale dopo il diploma.

9. UN PATTO NAZIONALE PER LA QUALITÀ E L’UMANIZZAZIONE DEL LAVORO NELL’OSPITALITÀ

Salvare gli Alberghieri significa rendere sostenibili anche le professioni per le quali formiamo i giovani.

Questo è uno dei punti qualificanti del Manifesto.

La scuola può formare professionisti eccellenti, ma non può risolvere da sola la crisi di attrattività di alcune professioni.

Occorre affrontare anche il tema delle condizioni di lavoro: retribuzioni, orari, turnazioni, riposi, lavoro festivo, conciliazione tra vita privata e professionale, stabilità, crescita e qualità degli ambienti di lavoro.

Per questo proponiamo un Patto nazionale per la qualità e l’umanizzazione del lavoro nell’ospitalità, coinvolgendo istituzioni, imprese, associazioni di categoria, rappresentanze dei lavoratori, professionisti e scuola.

La domanda non può più essere soltanto:

“Perché i giovani non vogliono lavorare nell’ospitalità?”

Dobbiamo chiederci:

“Che cosa dobbiamo cambiare perché un giovane qualificato desideri entrare in queste professioni, rimanervi e costruirvi il proprio futuro?”

Non può esserci eccellenza dell’ospitalità senza qualità del lavoro delle persone che ogni giorno la rendono possibile.

10. RESTITUIRE PRESTIGIO ALL’ISTRUZIONE PROFESSIONALE E ALLE SUE PROFESSIONI

Saper fare è cultura.

L’ultima sfida è forse la più importante: cambiare la percezione culturale dell’istruzione professionale.

L’Istituto Professionale Alberghiero non deve essere considerato una scuola di seconda scelta.

Deve diventare una scuola che un giovane sceglie perché vuole diventare un professionista.

Ma non possiamo restituire prestigio alla scuola senza restituire prestigio anche alle professioni.

Una professione è prestigiosa quando richiede competenze, viene riconosciuta e adeguatamente retribuita, offre possibilità di crescita e permette di costruire un progetto di vita.

Per questo serve anche una grande azione culturale nazionale capace di raccontare il valore dell’enogastronomia, dell’ospitalità e del turismo.

Saper fare è cultura.
La professionalità è cultura.
Il lavoro qualificato è cultura.
La dignità del lavoro è cultura.

UN DOCUMENTO PROGRAMMATICO APERTO AL PAESE

Questi dieci punti costituiscono il cuore programmatico di “Salviamo gli Alberghieri”.

Non vogliono rappresentare una conclusione, ma l’inizio di un confronto.

L’iniziativa promossa da La Voce della Scuola e sostenuta dal gruppo spontaneo di docenti, dirigenti scolastici, professionisti del settore, associazioni di categoria e loro rappresentanti intende mettere questa piattaforma a disposizione dell’intera comunità scolastica e professionale.

L’obiettivo è trasformare le esperienze di chi vive quotidianamente la scuola e il lavoro in una proposta capace di arrivare alle istituzioni.

Vogliamo confrontarci con il Ministero, con il Parlamento, con le Regioni, con le organizzazioni professionali e sindacali, con le associazioni di categoria, con gli ITS Academy, con le università e soprattutto con studenti, famiglie e lavoratori.

Perché la riforma dell’istruzione professionale non può essere costruita soltanto nei luoghi nei quali si scrivono le norme.

Deve nascere anche nei laboratori, nelle cucine didattiche, nelle sale, nei front office, nelle classi, negli alberghi, nei ristoranti, nelle imprese turistiche e nei luoghi nei quali ogni giorno scuola e professione si incontrano.

PROSEGUE IL SONDAGGIO DE LA VOCE DELLA SCUOLA

Il Manifesto rimane aperto al contributo della comunità.

Prosegue il sondaggio lanciato dalla redazione de La Voce della Scuola per raccogliere opinioni, esperienze e indicazioni sul futuro degli Istituti Professionali Alberghieri.

Docenti, ITP, dirigenti, studenti, famiglie, ex studenti, professionisti, imprese, associazioni di categoria e rappresentanti del settore sono invitati a partecipare.

Partecipa al sondaggio “Salviamo gli Alberghieri”:

https://www.vocedellascuola.it/quiz/2

DIECI PUNTI. UNA SOLA DIREZIONE.

Più laboratorio.
Più professionalità.
Più risorse.
Più dignità agli ITP.
Più rapporto con imprese qualificate.
Più collaborazione con professionisti e associazioni di categoria.
Più alta formazione.
Più qualità e dignità del lavoro.
Più identità nazionale.
Meno dispersione scolastica e professionale.

Più futuro per i nostri studenti.

Non vogliamo meno scuola.

Vogliamo più scuola professionale.

Non vogliamo contrapporre scuola e impresa.

Vogliamo imprese qualificate che collaborino con una scuola forte.

Non vogliamo contrapporre Istituti Professionali e ITS Academy.

Vogliamo cinque anni solidi che permettano ai diplomati di scegliere consapevolmente tra lavoro, ITS Academy, università e imprenditorialità.

Non possiamo chiedere ai giovani di innamorarsi di una professione e poi costruire condizioni che li spingano ad abbandonarla.

Non possiamo chiedere alla scuola di formare l’eccellenza e al mercato del lavoro di premiare soltanto la disponibilità senza limiti.

Non possiamo parlare della qualità dell’ospitalità senza parlare della qualità della vita di chi quell’ospitalità la rende possibile.

“Salviamo gli Alberghieri” significa tornare a formare professionisti.

Cinque anni per costruire competenze.
Un’intera carriera per trasformarle in futuro.

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