Dimensionamento. Pd, dal Governo una riforma punitiva che penalizza territori e scuole

l Governo introduce di fatto un meccanismo che penalizza direttamente le quattro Regioni commissariate ( per le quali ormai si è proceduto d’ufficio alla attuazione del dimensionamento scolastico)

A cura di Redazione Redazione
05 febbraio 2026 15:52
Dimensionamento. Pd, dal Governo una riforma punitiva che penalizza territori e scuole - Camera dei Deputati
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“Dalle bozze e dalle anticipazioni del Decreto PNRR di prossima uscita emerge con chiarezza una scelta grave e profondamente sbagliata del Governo sul dimensionamento della rete scolastica. Una scelta che rischia di colpire duramente interi territori e di scaricare sulle scuole il prezzo di decisioni calate dall’alto. Una scelta che chiediamo di correggere”. Lo scrivono in una nota i parlamentari del Pd Manzi, Ascani, Bakkali, Boldrini, Bonafe’,  De Micheli, Fossi, Furfaro, Gianassi, Gnassi, Guerra, Lai, Malavasi, Merola, Marco Meloni, Rossi, Scotto, Simiani. e Vaccari, commentando le disposizioni contenute nella bozza di articolo 19 del provvedimento, che interviene sulla riorganizzazione del sistema scolastico per l’anno 2026/2027.


“Il Governo introduce di fatto un meccanismo che penalizza direttamente le quattro Regioni commissariate ( per le quali ormai si è proceduto d’ufficio alla attuazione del dimensionamento scolastico) che sarebbero escluse  dall’accesso alle risorse aggiuntive per  l’attivazione  di organici aggiuntivi e temporanei di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario. Un’impostazione che si traduce in una penalizzazione evidente per quelle Regioni che hanno operato scelte autonome nel rispetto dei bisogni dei territori. Le conseguenze sono pesanti: meno autonomia per le istituzioni scolastiche, maggiore incertezza per il personale e un ulteriore indebolimento delle scuole che operano in contesti già fragili.


Si sta trasformando una riforma in uno strumento di pressione politica, denunciano i parlamentari del Pd, con effetti concreti su studenti, famiglie e lavoratori della scuola. Il dimensionamento non può essere usato come leva punitiva né come terreno di scontro ideologico. Chiediamo di correggere l’impostazione attuale del decreto e di aprire immediatamente un confronto serio con Regioni, enti locali e comunità scolastiche. Servono criteri equi, trasparenti e rispettosi delle specificità territoriali”. Così concludono i dem.

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