Dimensionamento scolastico: il Governo commissaria Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria

A rischio le risorse PNRR già erogate, tensioni istituzionali e critiche dall’opposizione

A cura di Redazione Redazione
13 gennaio 2026 15:24
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Il Consiglio dei Ministri ha deliberato nella giornata di lunedì 12 gennaio 2026 il commissariamento delle Regioni Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria per il mancato varo dei rispettivi piani di dimensionamento della rete scolastica in vista dell’anno scolastico 2026/27. La decisione dell’esecutivo italiano, decisa su proposta del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), ha riacceso il dibattito politico e istituzionale sul ruolo delle autonomie regionali nella gestione della scuola pubblica e sulla disciplina del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza).

Cos’è il dimensionamento scolastico e perché è importante

Il dimensionamento scolastico è una delle riforme previste dalla normativa nazionale e inserite tra gli obiettivi del PNRR. Lo scopo formale è quello di adeguare la rete delle istituzioni scolastiche alla dinamica della popolazione studentesca su base territoriale, razionalizzando il numero delle autonomie scolastiche, ossia delle singole istituzioni, e la loro organizzazione amministrativa.

Secondo il Governo, questo adeguamento è indispensabile per rispettare gli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del Piano europeo e per non compromettere la disponibilità delle risorse europee già erogate al nostro Paese. Nel testo diffuso dal MIM si sottolinea che il mancato rispetto di tale adempimento mette “a rischio le risorse già erogate” nell’ambito del PNRR.

È importante specificare che, secondo la ricostruzione ufficiale, la misura non comporta – almeno in astratto – la chiusura di plessi scolastici o trasferimenti di alunni, ma riguarda esclusivamente l’organizzazione amministrativa delle scuole.

La procedura verso il commissariamento

Il commissariamento è stato deliberato dopo che le quattro Regioni non hanno adottato i piani di dimensionamento nei tempi fissati dalla normativa statale e nonostante due proroghe (una fino al 30 novembre e una successiva fino al 18 dicembre 2025). Secondo il ministero, la mancata assunzione di tali delibere regionali ha reso inevitabile l’intervento sostitutivo dell’esecutivo nazionale.

Il commissariamento in materia scolastica si traduce nella nomina di un commissario ad acta che assume temporaneamente i poteri decisionali per l’approvazione del piano regionale di dimensionamento, sostituendo l’ente locale inadempiente su questo specifico adempimento amministrativo.

Reazioni e critiche dei territori coinvolti

La decisione ha provocato una forte reazione da parte delle istituzioni regionali coinvolte e di varie forze politiche. In Sardegna, la presidente Alessandra Todde ha definito il provvedimento una “scelta sbagliata” e ha denunciato un taglio burocratico alle autonomie, ribadendo la contrarietà della Regione alla logica del dimensionamento così come proposta dal Governo.

In Toscana e Emilia-Romagna l’opposizione è stata altrettanto netta. Il presidente toscano Eugenio Giani ha criticato l’atto, sostenendo che il calo demografico non può diventare pretesto per ridurre il ruolo delle autonomie scolastiche, mentre in Emilia-Romagna si è sottolineato come la Regione avesse già indicatori sopra i parametri ministeriali in termini di rapporto alunni/istituzioni e che il taglio imposto dal Governo rischierebbe di penalizzare la qualità dell’offerta formativa.

La CGIL e altri sindacati hanno definito il commissariamento un atto gravissimo che colpisce la scuola pubblica e calpesta l’autonomia regionale, denunciando l’uso strumentale del PNRR per giustificare tagli e riduzioni di risorse alla scuola.

La posizione del Governo

Dal canto suo, il ministro Giuseppe Valditara ha difeso l’operato del Governo dichiarando che si tratta di un passo necessario per assicurare il rispetto degli impegni assunti con l’Unione Europea e per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico. Il MIM ha inoltre ricordato che la riforma del dimensionamento è stata confermata in diverse pronunce della Corte costituzionale, che ne ha validato la legittimità e richiamato la necessità di cooperazione tra Stato e Regioni.

Verso l’avvio del prossimo anno scolastico

Con l’avvicinarsi delle fasi organizzative per l’anno scolastico 2026/27, il commissariamento rappresenta un elemento di tensione istituzionale e amministrativo. Le Regioni commissariate dovranno collaborare con i commissari per la definizione dei piani di dimensionamento, mentre si profila un confronto più ampio tra Stato e autonomie sui criteri di gestione della rete scolastica e sull’equilibrio tra rigore normativo e specificità territoriali.

L’evoluzione della vicenda determinerà non solo la struttura delle scuole nei prossimi anni, ma anche la direzione del dialogo tra livelli di governo in un settore cruciale come quello dell’istruzione pubblica.

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