Evoluzione ATA: tre iniziative per diritti certi, graduatorie e riconoscimento del servizio
Dal cumulo dei servizi alla valutazione oltre i termini e ai turni di nomina: il Comitato chiede equità e coerenza per il personale ATA.
l Comitato Evoluzione ATA – Nazionale ha diffuso un articolato comunicato con cui annuncia l’avvio di tre iniziative strategiche finalizzate a rafforzare la tutela dei diritti, la valorizzazione professionale e la certezza normativa del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola. Un intervento che si colloca nel solco delle recenti innovazioni introdotte per il personale docente e che mira a colmare quelle che vengono ritenute persistenti disparità di trattamento a danno del comparto ATA.
Valutazione del servizio oltre i termini: la richiesta di parità
La prima iniziativa riguarda l’estensione al personale ATA della possibilità di valutare il servizio svolto anche oltre i termini di presentazione della domanda, già prevista per i docenti dall’ultima Ordinanza Ministeriale sulle graduatorie provinciali e di istituto. Tale ordinanza consente infatti di riconoscere, a determinate condizioni, il servizio prestato nell’anno scolastico 2025/2026 anche se maturato dopo la scadenza delle istanze, purché sia confermato l’effettivo svolgimento.
Secondo il Comitato, questo principio rappresenta una scelta di ragionevolezza amministrativa e di valorizzazione del lavoro reale. La mancata applicazione dello stesso meccanismo al personale ATA viene giudicata una disparità priva di giustificazione oggettiva, che rischia di penalizzare lavoratori che svolgono funzioni essenziali per il funzionamento quotidiano delle scuole. Da qui la richiesta di estendere anche agli ATA la possibilità di vedersi riconosciuto il servizio effettivamente prestato, indipendentemente dai tempi formali delle procedure.
Turni di nomina: stop alle esclusioni automatiche
Il secondo punto del comunicato si concentra sulle procedure di conferimento delle supplenze. Le recenti regole per i docenti consentono a chi non ha ottenuto un incarico nel proprio turno di nomina di accedere alle fasi successive in caso di disponibilità sopravvenute, ad esempio a seguito di rinunce. Un cambiamento che supera automatismi rigidi e spesso penalizzanti, che in passato hanno prodotto esclusioni definitive anche in presenza di posti rimasti vacanti.
Evoluzione ATA chiede che lo stesso criterio venga applicato anche al personale ATA, consentendo a chi non risulta assegnatario in un primo turno di rientrare nelle successive fasi di attribuzione. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire procedure più eque, trasparenti e realmente basate sulla posizione in graduatoria, evitando che meccanismi automatici producano effetti distorsivi sul piano occupazionale.
Cumulo dei servizi: un nodo ancora aperto
Il terzo fronte aperto dal Comitato riguarda il riconoscimento del corretto cumulo del servizio tra il profilo di operatore dei servizi agrari e quello di collaboratore scolastico ai fini del raggiungimento dei 24 mesi di servizio necessari per l’accesso alla prima fascia delle graduatorie ATA. Nel precedente anno scolastico, il mancato riconoscimento di questo cumulo ha generato esclusioni e contenziosi, che secondo Evoluzione ATA risultano in contrasto con l’assetto delineato dal CCNL Istruzione e Ricerca 2019/2021.
Dal 1° maggio 2024, infatti, l’area degli operatori è pienamente operativa e integrata nell’ordinamento del personale ATA. Ne consegue, secondo il Comitato, la piena legittimità del cumulo dei servizi maturati all’interno della medesima area professionale. Il mancato riconoscimento viene quindi interpretato come una lettura restrittiva e disomogenea delle norme, che rischia di compromettere diritti acquisiti e aspettative professionali.
Una linea di intervento chiara
Nel complesso, le tre iniziative delineano una linea di intervento chiara: trasformare l’evoluzione normativa in diritti effettivamente esigibili. Il Comitato Evoluzione ATA rivendica la necessità di superare interpretazioni limitative e applicazioni disomogenee che penalizzano una componente fondamentale del sistema scolastico, riaffermando il principio di equità procedurale e di pieno riconoscimento del lavoro svolto.
In un momento in cui la scuola è chiamata a riorganizzarsi e a garantire continuità ed efficienza dei servizi, il messaggio del Comitato è netto: senza il pieno riconoscimento del ruolo e dei diritti del personale ATA, ogni riforma rischia di restare incompleta.