Flc-Cgil e contratto 2022-24. Finalmente le risposte. Resta il nodo della gabbia normativa

Flc-Cgil e contratto 2022-24. Sul sito le risposte del sindacato. Finalmente chiariscono le criticità mosse dal Governo e dalle altri parti sociali

29 novembre 2025 12:55
Flc-Cgil e contratto 2022-24. Finalmente le risposte. Resta il nodo della gabbia normativa -
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Flc-Cgil e contratto 2022-24. Le risposte che chiariscono

Flc-Cgil e contratto 2022-24. Finalmente il sindacato risponde alle domande, chiarendo meglio la sua posizione critica, rispetto alla sottoscrizione contrattuale. Era necessario avere le risposte per favorire una lettura comparata delle posizioni sindacali. Qui riportiamo alcuni passaggi, apprezzando anche la risposta costituita da percentuali, rispetto alla critica del Ministro Zangrillo.

Perché la FLC CGIL non ha sottoscritto l’ipotesi di contratto nazionale di lavoro 2022-2024?

Abbiamo deciso di non sottoscrivere l’ipotesi di contratto nazionale di lavoro 2022-2024 principalmente per due motivi.

1. Taglio dei salari: la principale e più sentita insoddisfazione riguarda la drastica riduzione degli aumenti salariali. Le lavoratrici e i lavoratori dei nostri settori avrebbero avuto diritto, in linea con l’inflazione per il triennio di riferimento, a un incremento medio di almeno il triplo di quanto percepiranno.

2. Assenza di interventi sulla parte normativa: un altro punto di forte insoddisfazione è legato alla mancanza di attenzione verso la parte normativa del contratto. Nonostante gli annunci del Ministro Valditara e Bernini e l’Atto di Indirizzo, la trattativa non ha prodotto alcun avanzamento sugli istituti normativi, lasciando inalterata la disciplina rispetto al passato.

È vero ciò che sostiene il Ministro Zangrillo che gli ultimi due contratti sono stati rinnovati con incrementi inferiori all’inflazione?

NO. Contrariamente a quanto affermato dal Ministro, gli ultimi due contratti sono stati rinnovati con risorse superiori all’inflazione. Per il triennio 2016-2018 gli aumenti sono stati del 3,48% a fronte di un’inflazione al 2,4% mentre per il triennio 2019-2021 gli aumenti sono stati del 5,17% a fronte di un’inflazione al 2,4%. L’idea che nelle passate tornate gli incrementi siano stati inferiori all’inflazione è una falsa narrazione propagandistica.

Perché non chiudere il negoziato se le risorse erano già definite?

La chiusura del contratto è avvenuta con la legge di bilancio 2026 ancora in discussione, con la possibilità di ottenere ulteriori risorse. Accettare di chiudere il CCNL 2022-2024 in questo contesto ha significato arrendersi alle condizioni imposte dal Governo, rinunciando a qualsiasi margine di miglioramento sia economico che normativo. Rinnovare il contratto accettando semplicemente gli aumenti proposti, già al di sotto dell’inflazione e senza aggiornare la parte normativa, equivale a fare un favore al Governo, vanificando il senso stesso della trattativa".

Apprezziamo le risposte, resta però il problema della gabbia normativa. Solo il suo superamento con l'uscita del comparto scuola dalla contrattazione del pubblico impiego, favorirà reali aumenti

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