FQTS Sardegna, dalle analisi alle proposte: il tempo della corresponsabilità è adesso

Non più bandi e interventi frammentati, ma fiducia, corresponsabilità e coprogettazione: questa la strada indicata per il futuro del Terzo Settore in Sardegna

A cura di Diego Palma Diego Palma
04 luglio 2026 15:23
FQTS Sardegna, dalle analisi alle proposte: il tempo della corresponsabilità è adesso  -
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Si chiude oggi a Cagliari il Seminario regionale FQTS Sardegna, due giornate intense di confronto che hanno messo al centro il futuro del Terzo Settore e il suo ruolo nello sviluppo dell'Isola. Porto a casa la convinzione che il valore più grande di questo appuntamento non sia stato soltanto quello di analizzare i problemi della Sardegna, ma di aver costruito uno spazio autentico di dialogo tra associazioni, volontariato, istituzioni, mondo accademico e rappresentanze territoriali.

La giornata conclusiva, dedicata al passaggio "dalle analisi alle proposte", ha fatto emergere con forza un'esigenza condivisa: serve un cambio di paradigma. Non basta più affrontare i bisogni attraverso la logica dei bandi, delle emergenze o degli interventi frammentati. È necessario costruire un nuovo modello fondato sulla fiducia reciproca, sulla programmazione e sulla coprogettazione, riconoscendo il Terzo Settore come protagonista stabile delle politiche di sviluppo della Sardegna.

Nel confronto con le istituzioni, alla presenza del Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini e della Presidente di ANCI Sardegna, Daniela Falconi, ho voluto porre una domanda tanto semplice quanto decisiva:

"Siete pronti a passare dalla logica dei bandi e delle emergenze a quella della fiducia e della coprogettazione, investendo davvero nelle comunità e nel Terzo Settore come motore dello sviluppo della Sardegna?"

La risposta ricevuta è stata netta e incoraggiante. Da parte degli interlocutori è emersa una visione condivisa: servono fiducia, accoglienza e coprogettazione, ma soprattutto una rinnovata assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti.

Responsabilità delle istituzioni, chiamate a creare le condizioni per una collaborazione stabile e strutturata. Responsabilità del mondo delle associazioni, che deve continuare a essere credibile, competente e capace di fare rete. Responsabilità di ogni singolo rappresentante, politico o del Terzo Settore, nel dare pieno seguito al mandato ricevuto, trasformando gli impegni assunti in azioni concrete al servizio delle comunità.

A rafforzare questa prospettiva sono state le conclusioni di Andrea Pianu, portavoce del Forum del Terzo Settore Sardegna, che ha richiamato l'attenzione sulla necessità di colmare il divario che ancora oggi separa il rapporto tra il Terzo Settore e la Regione Sardegna rispetto a quanto già avviene in molte altre realtà italiane. Un ritardo che, secondo Pianu, può e deve essere superato.

I tempi, ha sottolineato, sono ormai maturi. Da tempo è infatti in corso un lavoro condiviso per la costituzione del comitato che accompagnerà la nascita del Forum Regionale del Terzo Settore Sardegna. Non un organismo aggiuntivo, ma un soggetto realmente rappresentativo, capace di raccogliere e dare voce all'ampio tessuto delle associazioni, in particolare a quelle realtà più piccole che troppo spesso operano in condizioni di isolamento.

L'obiettivo è costruire un interlocutore autorevole e unitario nei confronti del legislatore regionale, affinché il confronto con il Terzo Settore diventi parte integrante della definizione delle politiche pubbliche. Un soggetto capace di rappresentare le istanze del territorio e di contribuire, insieme alle istituzioni, alla ricerca di soluzioni concrete ai problemi che quotidianamente affrontano le organizzazioni sociali e, con esse, le persone e le comunità più fragili che queste rappresentano.

È forse questo il messaggio più importante che porto con me al termine del seminario: la coprogettazione non può essere soltanto uno strumento amministrativo, ma deve diventare un metodo di governo dei territori, fondato sulla fiducia reciproca, sulla condivisione degli obiettivi e sulla corresponsabilità.

Le sfide che attendono la Sardegna – dallo spopolamento all'invecchiamento della popolazione, dalle povertà alle nuove fragilità sociali – richiedono risposte collettive. Il Terzo Settore ha dimostrato ancora una volta di essere pronto a fare la propria parte. Ora serve il coraggio di consolidare un'alleanza stabile tra istituzioni e comunità, affinché le parole ascoltate in queste due giornate si traducano in un percorso concreto di cambiamento.

Perché il vero cambio di paradigma non consiste soltanto nel modificare gli strumenti, ma nel riconoscere che lo sviluppo della Sardegna nasce dalla capacità di costruire insieme politiche pubbliche, responsabilità condivise e comunità più forti. E la nascita del Forum Regionale del Terzo Settore potrebbe rappresentare uno dei passaggi più significativi in questa direzione: una casa comune capace di dare voce a chi, ogni giorno, opera nei territori, trasformando la solitudine in rappresentanza e la frammentazione in forza collettiva.

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