Genitori condannati a risarcire 85.000 euro: violenza scolastica e responsabilità educativa

Un caso di violenza scolastica avvenuto in un istituto superiore di Pistoia ha portato a una sentenza esemplare. Una studentessa ha ferito gravemente una compagna spingendola contro una colonna durant...

A cura di Redazione Redazione
25 novembre 2024 15:58
Genitori condannati a risarcire 85.000 euro: violenza scolastica e responsabilità educativa -
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Un caso di violenza scolastica avvenuto in un istituto superiore di Pistoia ha portato a una sentenza esemplare. Una studentessa ha ferito gravemente una compagna spingendola contro una colonna durante l’orario scolastico, e il tribunale ha ritenuto i genitori dell’aggressore responsabili, condannandoli a un risarcimento di oltre 85.000 euro. L’episodio, risalente all’aprile 2019, ha acceso il dibattito sulla responsabilità educativa delle famiglie e la sorveglianza negli ambienti scolastici.

I fatti

Durante una lezione, una studentessa aveva ottenuto il permesso di recarsi agli armadietti al piano inferiore della scuola. Durante il tragitto, un’altra studentessa l’ha spinta violentemente alla schiena, facendola cadere contro una colonna. L’impatto ha causato una ferita lacero-contusa alla testa. La ragazza è stata immediatamente soccorsa e trasportata in ospedale, dove è rimasta ricoverata per 72 ore. La prognosi iniziale era di 20 giorni, ma il danno riportato ha avuto conseguenze sia estetiche che psicologiche.

La sentenza

Il tribunale ha stabilito che la responsabilità principale ricade sui genitori della studentessa aggressore. La motivazione è stata chiara: i genitori non avrebbero impartito un’educazione adeguata al rispetto delle regole basilari della civile convivenza. La sentenza ha sottolineato l’obbligo genitoriale di non solo mantenere, ma anche educare e istruire i figli, tenendo conto delle loro inclinazioni e del loro comportamento sociale.

Il risarcimento complessivo, quantificato in oltre 85.000 euro, comprende i danni fisici ed estetici temporanei e permanenti subiti dalla vittima, nonché le spese legali sostenute dalla sua famiglia. Il tribunale ha anche considerato il trauma psicologico causato dall’episodio, aumentando l’importo rispetto alla somma inizialmente richiesta dalla famiglia della vittima, pari a 53.000 euro.

Responsabilità della scuola

Oltre alla condanna dei genitori, il tribunale ha riconosciuto un concorso di responsabilità da parte dell’istituto scolastico. Al momento dell’incidente, non era presente alcun docente nel corridoio per sorvegliare le alunne. La scuola si è difesa sostenendo che l’area in cui si è verificato l’episodio era nota e non presentava particolari profili di pericolosità. Tuttavia, il tribunale ha respinto questa tesi, ritenendo grave l’assenza di supervisione da parte del personale scolastico.

Implicazioni educative

La sentenza rappresenta un monito sia per le famiglie che per le istituzioni scolastiche. Da un lato, sottolinea il ruolo cruciale dei genitori nell’educazione al rispetto e alla convivenza civile. Dall’altro, richiama le scuole alla necessità di garantire una sorveglianza adeguata negli spazi comuni per prevenire episodi di violenza.

Questo caso si inserisce in un contesto più ampio di responsabilità condivisa tra famiglia e scuola nella formazione dei giovani. Gli esperti sottolineano che un comportamento aggressivo può essere il risultato di carenze educative, ma anche di un ambiente scolastico poco attento alla prevenzione e gestione dei conflitti.

Conclusioni

L’episodio di Pistoia mette in luce quanto sia fondamentale un’educazione mirata al rispetto reciproco e alla gestione dei conflitti. Allo stesso tempo, evidenzia la necessità di ambienti scolastici sicuri e ben sorvegliati. Il risarcimento stabilito dal tribunale non è solo una sanzione economica, ma un segnale chiaro sull’importanza di un approccio educativo condiviso e responsabile.

 

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