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Genova Inclusiva: «La Costituzione non è un menù»

Manovra 2027, Macrì annuncia un esposto alla Corte dei conti. Al centro della protesta scuola, sanità e riarmo

04 novembre 2026 17:02
Genova Inclusiva: «La Costituzione non è un menù» -
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Chi paga il prezzo delle scelte di bilancio? Per Genova Inclusiva, il rischio è che il conto ricada sulle famiglie e su chi dipende ogni giorno dalla scuola e dalla sanità pubbliche. L’associazione mette al centro del dibattito sulla manovra 2027 una domanda: quale spazio avranno i diritti nelle priorità della spesa? Il portavoce Marco Macrì annuncia l’invio via PEC di un esposto alla Corte dei conti nazionale e di una segnalazione alla Corte costituzionale, chiedendo verifiche nell’ambito delle rispettive competenze. Al centro dell’iniziativa ci sono le scelte di bilancio e le loro possibili conseguenze sui servizi pubblici. Genova Inclusiva contesta quello che considera un doppio binario: da un lato la riduzione degli organici della scuola statale, dall’altro i contributi per le rette delle paritarie. Sul fronte sanitario, l’associazione richiama un bonus da 300 euro per il ricorso al privato e un prospettato ridimensionamento delle risorse pubbliche negli anni successivi. Misure e importi, precisa, restano da verificare sul testo definitivo della manovra: la denuncia esprime quindi una posizione politica, non un accertamento sulle disposizioni finali.

La preoccupazione riguarda soprattutto chi ha meno alternative: persone con disabilità, malati rari, pazienti oncologici e famiglie fragili. Da anni l’associazione rivendica una scuola realmente inclusiva, insegnanti formati e adeguatamente retribuiti e il diritto alla cura per tutti. Il timore è che l’indebolimento dei servizi pubblici costringa i cittadini a pagare per prestazioni che dovrebbero essere accessibili a tutti.

Nel ragionamento di Macrì, la Costituzione è il punto di riferimento: l’associazione richiama gli articoli 2 e 3 per la tutela dei diritti e la rimozione degli ostacoli economici e sociali, il 32 per la salute e il 33 e il 34 per l’istruzione. Affianca a questi richiami l’equilibrio di bilancio e il buon andamento della pubblica amministrazione, richiamati dagli articoli 81 e 97.

La critica investe anche la spesa per il riarmo. Richiamando il ripudio della guerra espresso dall’articolo 11, Genova Inclusiva denuncia il rischio di trasferire sulle generazioni future il peso di queste scelte. Per l’associazione, la sicurezza non si misura soltanto in armamenti, ma anche nella possibilità di trovare cure accessibili, scuole funzionanti e diritti garantiti.

Non è una contestazione della libertà delle scuole paritarie o dell’esistenza della sanità privata, chiarisce l’associazione, ma delle priorità politiche che potrebbero rendere più fragile il servizio pubblico. La mobilitazione si presenta come una difesa del futuro di bambini e bambine e delle loro famiglie. «La Costituzione non è un soprammobile da citare nelle celebrazioni: è un impegno da rispettare», afferma Macrì. Soprattutto quando si decide come spendere il denaro dei contribuenti.

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