SCUOLA E DIRITTI

Il Primo Levi porta la giustizia tra i banchi e in Tribunale

A Cagliari gli studenti protagonisti con Radio Prof, innovazione digitale e arte, in dialogo con magistrati e istituzioni.

A cura di Diego Palma Diego Palma
03 novembre 2026 14:47
Il Primo Levi porta la giustizia tra i banchi e in Tribunale - Istituto “Primo Levi” di Quart S.E, foto di Rebecca D'Ambrosio 3AT
Istituto “Primo Levi” di Quart S.E, foto di Rebecca D'Ambrosio 3AT
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L’Istituto “Primo Levi” di Quart S.E porta in Tribunale la scuola che connette saperi, persone e istituzioni

Alla Giornata europea della giustizia civile di Cagliari, gli studenti dialogano con magistrati e professionisti attraverso Radio Prof, video, applicazioni e una performance ispirata a Maria Lai.

Cagliari - La giustizia raccontata attraverso le domande dei ragazzi, i linguaggi digitali, la letteratura e l’arte. L’Istituto tecnico “Primo Levi” di Quartu Sant’Elena ha portato oggi nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Cagliari un contributo che esprime un’idea precisa di scuola: aperta al mondo, capace di collegare discipline differenti e di trasformare l’apprendimento in partecipazione.

L’occasione è stata la Giornata europea della giustizia civile, dedicata al tema “Dalla giustizia digitale alla giustizia di prossimità. Dalla rete alle relazioni”, un incontro sul ruolo della tecnologia e delle reti umane nel rendere la giustizia più accessibile e vicina ai cittadini.

Ad aprire e concludere l’appuntamento, il dottor Vincenzo Amato, presidente del Tribunale di Cagliari, nella cornice di un confronto fra istituzioni, professionisti e nuove generazioni. Un contributo centrale è stato quello del dottor Giorgio Latti, presidente della Prima Sezione civile del Tribunale di Cagliari, dedicato alle reti digitali e umane al servizio del cittadino. Il suo intervento ha costituito anche un raccordo con il lavoro del Levi, gli studenti lo hanno coinvolto nel loro percorso come “prof per un giorno”, mettendo in relazione l’esperienza del magistrato con le domande e le riflessioni maturate a scuola.

All’incontro è intervenuto anche il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, portando il saluto della città in occasione della Giornata europea della giustizia civile. A completare la cornice istituzionale, i saluti del presidente della Corte d’Appello Massimo Orlando e dei rappresentanti delle istituzioni locali e regionali. L’intervento da remoto di Antonella Ciriello, capo del Dipartimento per l’innovazione tecnologica della giustizia, ha affrontato il tema dell’innovazione tecnologica al servizio della giustizia.

Il confronto ha coinvolto anche le diverse professionalità del settore, rappresentate da Matteo Manca Pinna, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari, Vito Meloni, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Cagliari, e Paola Ghiglieri, presidente del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Cagliari, Lanusei e Oristano. Una pluralità di competenze che ha offerto agli studenti l’opportunità di avvicinarsi al mondo della giustizia attraverso le voci di chi vi opera.

È intervenuto anche monsignor Ferdinando Caschili, vicario generale dell’Arcidiocesi di Cagliari, che ha proposto una riflessione sull’uso delle tecnologie, richiamando l’enciclica papale e la dimensione umana ed etica dell’innovazione. Un contributo che si è intrecciato con il tema della giornata: il rapporto fra strumenti digitali, persone e relazioni.

Alla realizzazione del progetto di rete ha contribuito dott. Antonello Caria, presidente di ASPES , Associazione Sicurezza Partecipata e Sviluppo, favorendo il raccordo fra scuola, istituzioni e professionisti, nello spirito di una collaborazione che mette al centro le persone e il valore delle relazioni.

In questo dialogo si è inserita “La giustizia raccontata dai giovani”, la proposta del Primo Levi costruita intorno a un percorso fra passato, presente e futuro. Con la partecipazione della redazione di Radio Prof, gli studenti hanno intrecciato divulgazione, strumenti digitali e linguaggi espressivi: dal processo del passato, richiamato attraverso Totò e Peppino, al processo civile telematico spiegato anche con i LEGO, fino agli interrogativi sul rapporto fra giustizia e intelligenza artificiale.

La presentazione delle applicazioni “Made in Levi” e del progetto HELP ha accompagnato la riflessione sulle possibilità offerte dalla tecnologia. Il percorso di “letteratura espansa” ha poi collegato Verga, Mascagni, linguaggi multimediali e attività CLIL, introducendo una domanda che guarda al futuro: “Saremo giudicati dalle IA?”.

A dare forma visiva al tema delle relazioni, una performance della classe 4ª A, con la professoressa Claudia Asuni, ispirata ai fili rossi di Maria Lai: musica, movimento e intrecci per rappresentare una comunità che si costruisce attraverso i legami. La lettura di una lettera aperta alla comunità ha completato il contributo degli studenti, riportando al centro il valore dell’ascolto e della responsabilità condivisa.

Il lavoro ha coinvolto i professori Marcello Marceddu, Ester Pisano, Emanuele Impoco, e Claudia Asuni, con gli studenti impegnati nella conduzione, nella regia, nella produzione dei contenuti e nella distribuzione dei materiali. La collaborazione fra docenti e ragazzi ha permesso di costruire un intervento nel quale ogni linguaggio, dalla parola al video, dalla musica al movimento, ha contribuito a sviluppare il tema comune.

Fra i prodotti realizzati, il vademecum “Casi reali, soluzioni possibili. Otto situazioni per conoscere i tuoi diritti” affronta questioni vicine all’esperienza quotidiana: diritto d’autore sui social, acquisti online, turismo, casa, prove digitali, gite annullate, concorsi pubblici e musica generata con l’intelligenza artificiale. Illustrazioni, testi sintetici e codici QR rendono il materiale uno strumento di informazione e approfondimento rivolto anche alle famiglie. Il messaggio che attraversa le diverse situazioni è concreto: informarsi, documentare, chiedere aiuto e utilizzare i canali ufficiali.

Alla base di questa esperienza c’è la progettazione per Unità di apprendimento, che collega saperi diversi intorno a problemi concreti. Diritto, economia, italiano, storia, competenze digitali ed espressione artistica concorrono a un lavoro condiviso. Gli studenti selezionano informazioni, costruiscono collegamenti e scelgono come comunicarli a un pubblico reale. Il dialogo con magistrati e professionisti diventa così parte del percorso didattico, alimentando nuove domande e occasioni di conoscenza.

È la direzione educativa promossa dall’Istituto Primo Levi di Quartu, guidato dalla dirigente scolastica Emanuela Lampis: una scuola in cui preparazione tecnica, cultura umanistica, creatività e competenze digitali concorrono alla formazione della persona. L’innovazione prende forma nella capacità di utilizzare quanto si apprende per comprendere la realtà, confrontarsi con gli altri e contribuire alla vita della comunità.

Dalla giustizia di prossimità alla scuola di prossimità, il filo è quello delle relazioni: aprirsi al territorio, incontrare le istituzioni, rendere i saperi accessibili e significativi. È su questa qualità dell’esperienza educativa che l’Istituto primo Levi di Quartu S.E intende costruire la propria capacità di attrarre gli studenti: una scuola da scegliere per l’ambiente che offre, per le opportunità di crescita e per il modo in cui prepara ad abitare il mondo.

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